di Anima Misteriosa
Ogni anno, il giorno di San Valentino, dedicato nella consuetudine popolare agli innamorati, pone anche degli interrogativi spirituali: ma si tratta di una festa cristiana, oppure pagana, da evitare? Per rifletterci su, oggi prendo ispirazione da un bel video del canale, ebbene sì, di un pastore protestante americano, Mark Ballenger (1): Mark fa apostolato in maniera molto intelligente e intrisa di valori biblici proprio nel campo della preparazione dei single a un matrimonio secondo la volontà di Dio. Non vi preoccupate, non c’è da storcere il naso perché è un protestante, anzi: conosco bene gli Stati Uniti e so che gli evangelici americani fanno un lavoro straordinario per prevenire la piaga del divorzio e incitare le persone a una vita matrimoniale sana. Per esempio, lo psicologo più affermato nella riconciliazione delle coppie è uno professionista protestante, Willard F. Harley, che fa corsi speciali sull’argomento nelle parrocchie, ha scritto un magnifico libro sul soggetto e ha rimesso insieme, non sto scherzando. migliaia di coppie (2). Negli Stati Uniti anche i cattolici sono molto attivi in questo campo, ma, devo ammetterlo, stando alla mia esperienza gli evangelici fanno probabilmente di più. Quanto all’Italia…anche se non mancano iniziative piuttosto valide, bisognerebbe decisamente fare di più per l’apostolato sul matrimonio (3). Ho la fortuna di conoscere i coniugi Epicoco e qualche altra iniziativa, ma ci vorrebbero decine di coppie come loro a testimoniare nelle nostre parrocchie. Per quanto riguarda la preparazione dei single, mi pare che non ci sia un granché.
Comunque, il canale di Mark è veramente valido e lui davvero bravo: dopo averne visto decine di brevi video, posso affermare tranquillamente che è pieno di utili insegnamenti anche per i cattolici, sia per il suo forte radicamento nella parola di Dio, sia perché mostra grande equilibrio e saggezza nei consigli sulle relazioni. Quindi, un anno fa, Mark ha dedicato un video al problema da me citato nel titolo: la festa di San Valentino può costituire una tentazione diabolica? Qualcuno potrebbe sorridere, ma in realtà si tratta di una domanda molto seria, che implica la nostra concezione della vita di coppia, cioè se vogliamo o no rapportarla a Dio. E qui casca l’asino, perché anche tra i cattolici praticanti vige troppo spesso una mentalità profana: molti di noi pensano che siamo solo noi a scegliere il nostro coniuge, per poi impostare la nostra vita affettiva senza fare veramente riferimento a Dio. E questo è un grande problema, perché Dio vuole il nostro bene, anzi è solo Lui la nostra felicità, Lui solo che può guidarci verso una realizzazione piena della nostra esistenza. Ovviamente, Lui non ci impone la Sua volontà dall’esterno, ma ci conosce meglio di qualsiasi altro e sa quel che è meglio per noi, per cui, se Lo seguiamo, ci fa arrivare alla meta con dolcezza.
Quindi, vivere la nostra vita affettiva senza Dio è un disastro e ci porta a rovinare la nostra esistenza. Questa è la radice dei problemi di etica familiare che continuano a presentarsi e a ripresentarsi da decenni nei confessionali, nel dibattito pubblico, nelle polemiche di ogni genere: il punto è che troppi di noi vivono la loro vita affettiva come se fosse esclusivo affare loro, senza riferimento a Dio. E invece Mark, giustamente (ma non solo lui), insiste sul fatto che quando ci sposiamo, quando viviamo una relazione affettiva, siamo chiamati innanzitutto a farlo per la gloria di Dio, che è da mettere al primo posto nella nostra vita. Altrimenti sprofondiamo nell’idolatria – con la tremenda conseguenza di scegliere una via sbagliata, spesso una persona sbagliata, e di mandare al macero la nostra esistenza.
Ma tornando alla festa di San Valentino, è o non è una tentazione diabolica? La risposta, saggiamente, è che dipende da come la viviamo. Di per sé non c’è niente di male a festeggiare il giorno degl’innamorati; tuttavia, questa festa può diventare una grave tentazione nei casi seguenti (la mia versione parafrasa e integra quel che dice Mark):
- Quando l’amore romantico diventa un idolo. Questo è un problema molto grave, collegato all’ossessione che la nostra società nutre nei confronti del miraggio dell’amore e, in generale, della sessualità. Aggiungo che ci sono anche dei motivi storici ben precisi per questa idolatria dell’amore romantico: con l’Illuminismo, la cultura del ‘700 ha cominciato a idolatrare la razionalità scientifica, separandola dalla razionalità emotiva e relazionale. La nostra società vive ancora in pieno e dentro fino al collo in questa scissione, per cui da un lato scienza e tecnologia la fanno da padrone, dall’altro emozioni e sentimenti sono diventati dei tiranni. E difatti, in reazione all’Illuminismo, l’Ottocento vide l’affermarsi del Romanticismo, cioè sentimenti e passioni (anche folli) a gogò. Perciò, nella nostra società l’amore romantico è diventato da decenni un idolo, come se fosse la cosa più importante della nostra vita e l’unica garanzia della nostra felicità: un errore gravissimo. Al primo posto c’è l’amore di Dio e spesso e volentieri l’amore romantico non ci ha niente a che fare, specie perché è una esaltazione scriteriata di emozioni e sentimenti quanto mai effimeri. E’ un idolatria e anche molto pericolosa, che sovverte da troppo tempo la nostra concezione della vita di coppia.
- Come tutte le forme di idolatria, anche questa porta a superbia e divisioni. Mark ricorda che è una grave tentazione sia il sentirsi inferiore agli altri perché non si è in coppia, sia sentirsi superiore perché si ha qualcuno con cui festeggiare San Valentino. Idee del genere spostano l’attenzione dalla sostanza a ciò che è effimero: la sostanza non è essere in coppia, è rispondere alla vocazione di Dio, perché Lui sa qual è il nostro vero posto, in accordo con la nostra personalità più profonda. Troppo spesso i sorrisoni davanti alla videocamera e i cioccolatini a forma di cuore nascondono invece un terrificante vuoto interiore e affettivo, ben lontano dall’amore di Dio.
- Un’altra grave tentazione diabolica in occasione di questa festa è quella di scendere a compromessi per quanto riguarda la nostra fede e il nostro ruolo di cristiani. Mark non lo cita in questa occasione, ma in molte altre: la sessualità al di fuori del matrimonio, che provoca una marea di guai. Ma questa tentazione del compromesso può manifestarsi anche in maniera più sottile. Per esempio, lui ricorda la tendenza a sentirsi abbandonati da Dio se ancora non abbiamo trovato la persona con cui condividere la nostra vocazione matrimoniale; e in effetti, questa è una tentazione molto ricorrente, perché spesso chi è chiamato da Dio al matrimonio deve affrontare un percorso di purificazione e consolidamento della propria personalità cristiana allo scopo di affrontare la vita di coppia in maniera matura. Non di rado ciò implica un periodo anche lungo di solitudine.
- A questo si lega l’ultima raccomandazione, cioè quella di non seguire il cammino delle masse lontane da Dio. Noi siamo chiamati a creare, anche nella nostra famiglia e vita di coppia, qualcosa di meraviglioso, ma questa meraviglia può venire soltanto dalla vera fonte dell’amore che è Dio. Lontano da lui non facciamo altro che scavarci cisterne screpolate, prive dell’acqua viva che è Lui (cfr. Ger. 2,13). Aggiungo che, a maggior ragione, le tentazioni elencate da Mark sono molto pericolose quando il nostro cuore è ferito: lacune effettive, traumi, forme di abbandono, scavano nel nostro cuore con la sofferenza e ci inducono a spasimare per soluzioni di coppia lontane dalla verità (quella sola che rende liberi, cfr. Gv. 8,31) e non corrispondenti alla volontà di Dio.
Quindi sì, San Valentino può essere una tentazione diabolica, specie se ci induce all’idolatria, ad abbandonare l’amore di Dio. La nostra tradizione cattolica ha sempre considerato i peccati sessuali come gravi: e non era autoritarismo. Il fatto è che i nostri affetti e la nostra intimità sessuale, dopo il nostro spirito, costituiscono la parte più profonda della nostra personalità; contaminarla con l’idolatria e il peccato significa rovinarsi la vita. Quindi, manteniamo un sano di distacco, senza fanatismi e senza sdegno nei confronti degli altri, da queste abitudini profane, festeggiamo, se vogliamo, in modo cristiano; ma, soprattutto, affidiamo la nostra vita affettiva al Signore, perché Lui possa impostarla a sua gloria. Solo allora troveremo la verità, che rende liberi, e la felicità vera.
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Note:
1) Cfr. Valentine’s Day is satanic because…, ApplyGodWord.com/ Mark Ballenger, febbraio 2025, https://www.youtube.com/watch?v=JkK-axbjEtQ . Non mi interesso qui della questione delle origini della festa, anche se si trattava di un amrtire cristiano del III sec.: cfr. le notizie del martiroogio in https://www.vaticannews.va/it/santo-del-giorno/02/14/san-valentino–martire-sulla-via-flaminia.html
2) Cfr. Willard F.Harley, His Needs, Her Needs. Building an affair-proof Marriage, Rvel, Grand Rapids, 2011 (revised and expanded edition).
3) Per delle riflessioni cattoliche analoghe sulla vocazione matrimoniale, ma proferite in maniera un po’ più complessa e filosofica, cfr. Cosa dice il cristianesimo del mito dell’anima gemella?, Dominicus media 30 gennaio 2026, https://www.youtube.com/watch?v=asQROKQaVpM
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