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di Sabino Paciolla

 

Calvin Freiburger, in un suo articolo pubblicato su Lifesitenews, intitolato, Trump FDA rejects Moderna application for mRNA-based flu vaccine, riporta che ha Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha inizialmente rifiutato di esaminare la richiesta di autorizzazione presentata da Moderna per il suo vaccino antinfluenzale basato su mRNA, mRNA-1010.

Quasi due anni fa, Moderna aveva presentato i dati della fase 3 del vaccino, il primo antinfluenzale a mRNA. Il 3 febbraio 2026, però, ha ricevuto una lettera di Refusal-to-File (rifiuto di esaminare la domanda) dalla FDA. Il direttore del Centro per la valutazione e la ricerca biologica (CBER), dottor Vinayak Prasad, ha motivato il rifiuto spiegando che l’applicazione “non è sufficientemente completa per consentire una revisione sostanziale”, in quanto “il vostro braccio di controllo non riflette il miglior standard di cura disponibile negli Stati Uniti al momento dello studio”. Prasad ha aggiunto che questa valutazione era “coerente con il parere fornito dalla FDA prima dello studio”.

Secondo fonti di STAT News, Prasad avrebbe scavalcato i revisori interni che erano propensi ad approvare la domanda. Un portavoce FDA ha precisato che Moderna “ha rifiutato di seguire le chiare linee guida della FDA del 2024 di testare il suo prodotto in una sperimentazione clinica contro un vaccino antinfluenzale [ad alto dosaggio] raccomandato dal CDC”, esponendo i partecipanti over 65 a un “aumento del rischio di malattia grave” con un controllo inferiore agli standard raccomandati.

Moderna ha contestato la decisione, sostenendo che il CBER “non ha sollevato alcuna obiezione o commento clinico sull’adeguatezza della sperimentazione di fase 3 dopo la presentazione del protocollo nell’aprile 2024 o in qualsiasi momento prima dell’inizio dello studio nel settembre 2024”.

Questo rifiuto iniziale si inserisce in un contesto politico più ampio. Nell’agosto 2025, il direttore del National Institutes of Health (NIH) Jay Bhattacharya ha dichiarato in un editoriale sul Washington Post che l’amministrazione Trump avrebbe “abbandonato i vaccini a mRNA”, tecnologia da lui definita “promettente” ma priva di “fiducia del pubblico”, attribuendone la colpa agli obblighi imposti dall’amministrazione Biden. Nello stesso periodo, il Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr. ha annunciato la riduzione di quasi 500 milioni di dollari in progetti mRNA, preferendo vaccini convenzionali.

Tale orientamento ha trovato favore tra critici dell’establishment medico e sostenitori di una revisione sulla sicurezza vaccinale post-COVID. L’amministrazione Trump, pur non ritirando i vaccini esistenti dal mercato, ha reso facoltative molte raccomandazioni, limitandole ai gruppi ad alto rischio, e ha evitato di sostenere nuovi sviluppi mRNA.

Tuttavia, il 18 febbraio 2026 Moderna ha annunciato che, dopo un incontro Type A con la FDA e una proposta di approccio regolatorio rivisto (approvazione piena per adulti 50-64 anni e accelerata per over 65 con studio post-marketing), l’agenzia ha invertito la decisione: accetterà la revisione della domanda, con data PDUFA fissata al 5 agosto 2026. Questo “double-reverse” permette potenzialmente al vaccino di essere disponibile per la stagione influenzale 2026-2027.

Il caso evidenzia tensioni tra innovazione scientifica, standard regolatori e orientamenti politici sull’mRNA, tecnologia centrale nella lotta al COVID ma oggi sotto scrutinio per questioni di fiducia pubblica e design degli studi.

 

 

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