Un piccolo chimico

 

 

di Mattia Spanò

 

Qualcuno conosce o ricorda Neil Ferguson? Domando con una punta di malizia, perché quando si evocano principi universali maiuscoli come la Scienza, lo Stato, il Pianeta, abbandonarsi a sentenze massimaliste è la regola, non l’eccezione.

Si può obiettare che ciò valga anche per Dio, con un apprezzabile distinguo: Dio lo abbiamo cacciato dalle cose umane con torce e forconi per sostituirlo con manufatti ugualmente severi, arroganti e pericolosi. Quando gli enunciati massimalisti prendono corpo, quando cioè Dio diventa Gesù Cristo e Neil Ferguson e Walter Ricciardi, ex enfant prodige della sceneggiata napoletana, diventano la Scienza, allora la faccenda si ingarbuglia.

Definito da Repubblica “il superconsulente di Johnson per il virus”, Ferguson è stato uno dei primi scienziati al mondo a teorizzare la necessità di lockdown durissimi altrimenti il Regno Unito avrebbe avuto 200.000 contagi al giorno e mezzo milione di morti. Dimessosi dal CTS inglese Sage dopo essere stato colto a violare la quarantena da lui stesso invocata per incontrarsi con l’amante, questo Cartabellotta albionico – provvisto di H-Index 14 volte superiore a quello del direttore del GIMBE –  è sparito dalla circolazione. Questa è la verità numero uno, che tutti bene o male abbiamo appreso nel 2020.

C’è poi la verità numero due: Ferguson si è dimesso perché il suo modello previsionale sviluppato per l’Imperial College di Londra era vecchio di 13 anni, relativo ad una banale influenza e squinternato mica da ridere. Si badi bene: non stiamo parlando di uno studio qualsiasi, ma dello studio “più influente” – e “più sbagliato” – sulle politiche governative pandemiche mondiali secondo Johan Giesecke, ex scienziato capo del Centro Europeo di Controllo e Prevenzione delle Malattie.

Queste due verità sono state documentate più o meno negli stessi giorni, ma mentre la prima è diventata mainstream, la seconda – a margine della quale si elencano tutte le altre panzane previste da Ferguson nel nuovo millennio, perché il ragazzo non è un principiante – è stata appena sussurrata.

Visto che si parla tanto di informazione corretta, post-verità, fake-news e tutto l’armamentario della neo lingua pseudo-scientifica, credo si possano spendere due parole a proposito della doppia verità. Le verità non sono tutte uguali.

Una persona normale a questo punto conclude: Ferguson ha sbagliato a violare il lockdown per soddisfare i propri appetiti con una donna sposata, ma questo non ha nulla a che fare con la solidità scientifica del teorema lockdown. Giustissimo, e quindi anche vero.

La seconda verità invece è quella rilevante e pertinente con il problema, vale a dire la pandevostra (mia no sicuro): Ferguson è uno stupido cioccolataio che qualcuno più stupido di lui ha preso non una, ma molte volte maledettamente sul serio, generando un disastro degno di una profezia Maya: schivata la fine del mondo, 7.350 guatemaltechi si comprano la Mini Countryman. Gli altri, si attaccano al bus.

Il corollario dalla seconda verità è che i modelli previsionali sono la nuova magia nera, il malocchio che travolge salute, economia, finanza, politica, in poche parole la vita stessa di ognuno. E la scienza – chiedo scusa: la Scienza, quella data in pasto ai buzzurri onnivori come me – è in larghissima parte ingangherata sull’assioma di previsione peer-reviewed.

Se io dimostro un fatto semplice, diciamo il tempo medio in cui si mangia una mela, e mille scienziati sottoscrivono che questo tempo è di 80 secondi, posso anche prevedere che un uomo sia in grado di mangiare 1.080 mele al giorno. Il che naturalmente è un’idiozia: nessuno potrebbe mangiare 200 kg di mele al giorno. Eppure la previsione è esatta. L’enunciato scientifico. Spiace un poco che nella realtà sia una balla che stazza quanto una petroliera.

Dunque, nel caso della prima verità il satiriasico Ferguson ha espresso una previsione corretta verso la quale si è mostrato incoerente (fate quel che dico, non fate quel che faccio), il che gli è costato prestigio, posto di lavoro, emolumenti.  

Nel caso della seconda, Ferguson è un criminale colposo. Un ciarlatano da bar, un fanfarone come ce ne sono miliardi.

Il mondo che ci siamo fabbricati è molto diverso da quello che esiste, ed ha raggiunto un livello di complessità insostenibile. Questa complessità si sostanzia in una congerie di menzogne con pochi precedenti nella storia. Le bugie ne chiamano altre, il carico cognitivo aumenta sino a schiantare la psiche delle persone.

La vera scienza, quella minuscola, umile ed indispensabile di cui abbiamo bisogno, ne uscirà malissimo. È primordiale tornare al pensiero elementare, dettato dal buonsenso comune. Le espressioni semplici e lineari, euclidee, aristoteliche, collaudate nella storia, distanti anni luce dalla logica circolare sfumata e le sue derivazioni frattali.

Che un’affermazione ordinata, razionale, eventualmente possibile in qualche dimensione parallela sia anche vera, è una bagatella da lasciare ai bambini. Sperando che crescano educati e si affranchino da certe storture.

 


 

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