Mario Cuomo, esponente di spicco del partito democratico è il 52º governatore dello Stato di New York, carica già ricoperta dal padre.

Di origine italiana, ha studiato in scuole cattoliche e nel 1990 si è sposato nella Cattedrale di St. Matthew a Washington con Kerry Kennedy.

E’ cattolico e progressista radicale come la maggior parte dei dem statunitensi, che non hanno alcun scrupolo di coscienza nel promuovere l’aborto anche al nono mese e nel contempo ricevere la Santa Comunione.

Col pretesto dell’emergenza da coronavirus, ha imposto gravissime e ingiustificate restrizioni al numero dei fedeli ammessi nelle chiese: 10 persone indipendentemente dalle dimensioni dell’edificio, con l’effetto di privare molti di loro della Messa domenicale.

Ma la diocesi di Brooklyn decide di non subire passivamente questo sopruso e fa causa allo Stato di New York.

La notizia è riportata nell’articolo pubblicato l’8 ottobre scorso su Catholic News Agency, che riportiamo di seguito nella traduzione di Wanda Massa.

 

Andrew M. Cuomo, Governatore dello stato di New York (USA)
Andrew M. Cuomo, Governatore dello stato di New York (USA)

 

La Diocesi di Brooklyn sta facendo causa allo stato di New York per un nuovo ordine che limita alcune messe al coperto a sole 10 persone.

La diocesi sostiene che le nuove restrizioni sanitarie del governatore Andrew Cuomo, messe in atto nel Queens e a Brooklyn in mezzo a un nuovo picco nel coronavirus, “riducono arbitrariamente la capacità” nelle chiese che hanno lavorato con i funzionari della sanità pubblica all’inizio dell’estate per riaprire in sicurezza dopo l’ondata iniziale del virus.

Se quest’ultimo ordine esecutivo resta in vigore, i parrocchiani non potranno andare a messa questa domenica, anche se la diocesi ha fatto tutto il possibile per garantire condizioni di sicurezza nelle sue chiese“, ha detto l’avvocato della diocesi Randy Mastro.

Così, a questa comunità religiosa sarà negato il suo diritto più fondamentale – il libero esercizio della religione – senza alcun motivo legittimo“.

All’inizio di questa settimana, Cuomo ha limitato le funzioni religiose al coperto a Brooklyn e nel Queens a 10 persone nelle aree ritenute più gravemente colpite dal virus, e a 25 persone in alcune altre aree.

La diocesi di Brooklyn si è unita a tutte le altre diocesi cattoliche statunitensi per fermare le messe pubbliche di marzo, per contribuire a rallentare la diffusione del virus. Le chiese sono rimaste chiuse per 16 settimane fino al 5 luglio, quando lo Stato e la città hanno potuto riaprirle con precauzioni.

Il vescovo di Brooklyn, Mons. Nicholas DiMarzio, ha detto che le chiese della diocesi si sono attenute fedelmente alle nuove precauzioni, tra cui il fatto che i partecipanti alla Messa indossino maschere e siedano ad almeno un metro e mezzo di distanza l’uno dall’altro.

Gli ordini esecutivi di questa settimana non ci hanno lasciato altra scelta se non quella di andare in tribunale“, ha dichiarato giovedì DiMarzio. Il vescovo ha definito “un insulto per lo Stato penalizzare ancora una volta tutti coloro che hanno reso sicuro il ritorno al lavoro della Chiesa“.

Le chiese della diocesi, ha detto, “hanno la capacità di accogliere molti fedeli“.

Martedì, Cuomo ha annunciato un’azione per colpire i “punti caldi” del virus in varie contee dello stato, tra cui Brooklyn e Queens. Ha dichiarato alcune zone “rosse”, “arancioni” o “gialle” a seconda della densità dei casi di virus o della loro vicinanza a un cluster.

Riunioni di massa in violazione dell’ordine potrebbero comportare una multa di 15.000 dollari per chi le promuove.

Cuomo lunedì ha minacciato di chiudere le istituzioni religiose se non avessero accettato e fatto rispettare le regole di salute pubblica imposte alla città, una volta che le regole fossero state emanate.

Se non si accetta di far rispettare le regole, allora chiuderemo le istituzioni. Sono pronto a farlo“, ha detto.

Sappiamo che le istituzioni religiose sono state un problema”. Sappiamo che i raduni di massa sono gli eventi estremamente diffusivi del virus. Sappiamo che ci sono stati raduni di massa in concerto con le istituzioni religiose in queste comunità per settimane. Per settimane“, ha detto il governatore. “Non si vedono maschere, e si vede una chiara violazione della distanza sociale“.

Non è chiaro se uno qualsiasi degli eventi a cui Cuomo ha fatto riferimento, coinvolgesse le chiese cattoliche.

La causa contro lo Stato di New York rileva che Cuomo ha ammesso apertamente, durante la sua conferenza stampa, di aver annunciato le nuove restrizioni che “hanno un forte impatto sui luoghi di culto“.

Ma è ben stabilito che l’azione ufficiale che prende di mira la condotta religiosa per un trattamento distintivo è soggetta al più rigoroso controllo“, dice la causa.

L’azione del Governatore non può avvicinarsi a questo rigoroso controllo, specialmente se applicato alla Diocesi, che in ogni momento è andata oltre l’attuazione delle precauzioni sanitarie e di sicurezza in risposta alla pandemia, e non ha visto un picco o un’epidemia di COVID-19 in relazione alla presenza in chiesa“.

Facebook Comments
image_pdfimage_print
1