di Sabino Paciolla
La deputata repubblicana Lauren Boebert ha espresso forte indignazione dopo aver esaminato le versioni non censurate dei documenti del Dipartimento di Giustizia relativi a Jeffrey Epstein, il defunto molestatore sessuale condannato. In un post su X del 11 o 12 febbraio 2026, Boebert ha scritto: “Linguaggio terrificante nei file Epstein che ho visto ieri. E-mail sulla tortura. Frequenti riferimenti al ‘consumo’? Un ristorante chiamato ‘The Cannibal’”. Ha aggiunto: “Anche le donne che circondavano Epstein erano profondamente coinvolte nel traffico di bambini. Queste sono persone malate, malate”.
Terrifying language in the Epstein Files I viewed yesterday
— Rep. Lauren Boebert (@RepBoebert) February 11, 2026
-Emails about torture
-Frequent talk of "consumption"?
-A restaurant called "The Cannibal"
The women around Epstein were also deeply involved in trafficking children.
These are sick, sick people.@NEWSMAX @SchmittNYC pic.twitter.com/4qHtGXGEpx
Queste affermazioni derivano dall’accesso concesso dal Dipartimento di Giustizia ai membri del Congresso alle versioni non redatte dei fascicoli, iniziato lunedì in una struttura riservata a Washington, D.C. Il Dipartimento di Giustizia (DOJ) ha rilasciato circa tre milioni di pagine su sei milioni totali da fine 2025, spinto dall’Epstein Files Transparency Act e dalle pressioni bipartisan. Le rivelazioni, come riporta Newsweek, hanno generato crisi politiche internazionali, indagini in Norvegia e Regno Unito, e negli USA richieste di dimissioni per membri del gabinetto di Donald Trump legati a Epstein, oltre a critiche verso il procuratore generale Pam Bondi per la gestione del caso.
In un’intervista a Newsmax (tra cui apparizioni su “Rob Schmitt Tonight” e “Ed Henry The Big Take”), Boebert ha approfondito: “Sembra che non si trattasse solo di traffico di ragazze giovani, come suggerisce la narrazione. Ci sono parole in codice che suggeriscono che Jeffrey Epstein e i suoi associati potrebbero aver persino praticato una sorta di ‘consumo’”. Ha precisato: “Ho visto altre e-mail sulla tortura. E queste conversazioni in codice hanno ancora un argomento molto chiaro: la tortura era importante, era una grande motivazione per loro, e queste erano persone malate che facevano cose molto, molto malate”.
Sulle donne coinvolte, ha dichiarato: “Ci sono molte donne coinvolte in questa vicenda. Ci sono persone che lavoravano direttamente per Epstein e Ghislaine Maxwell, e molte di queste donne sono quelle che inviano e-mail dicendo: ‘Ecco una bambina di 10 anni, una di 11 anni, una di 9 anni’. Ed è davvero inquietante vedere anche le donne coinvolte in questa vicenda”. Boebert ha descritto un network di “groomer e reclutatori” prevalentemente femminili oltre Maxwell, chiedendo: “Voglio sapere perché non sono stati chiamati a rispondere delle loro azioni”, e suggerendo che “potrebbe arrivare il momento” in cui li nominerà pubblicamente alla Camera.
Nei file, Boebert ha menzionato “frequenti riferimenti al ‘consumo’”, “talk of beef jerky” e il ristorante “The Cannibal” (il cui proprietario appare in alcuni documenti). Ha chiarito che il locale non dichiara di servire carne umana, ma il contesto con torture e codici solleva interrogativi su possibili “consumo umano” o cannibalismo d’élite.
Il Dipartimento di Giustizia non ha confermato accuse di cannibalismo o abusi rituali. Secondo fact-checker citati da Newsweek, “The Cannibal” è un ristorante reale. Essere nominati nei documenti non implica reato penale, ma ha rinnovato richieste di accountability per chi era a conoscenza o coinvolto nella rete di traffico globale di Epstein.
Altri legislatori hanno reagito: il democratico Ro Khanna ha letto nomi di sei “uomini ricchi e potenti” censurati, tra cui Les Wexner (ex CEO Victoria’s Secret, indicato dall’FBI come possibile complice). Il repubblicano Thomas Massie ha citato vittime di nove anni e un “video di tortura” inviato da Sultan Ahmed bin Sulayem. Sulayem è presidente e amministratore delegato di DP World, un’importante società di logistica globale con sede negli Emirati Arabi Uniti. Il 24 aprile 2009 Epstein ha inviato un’e-mail che diceva: “Dove sei? Stai bene? Mi è piaciuto molto il video della tortura”. Non si conosce la natura della “tortura”. Il giorno è arrivata la risposta che diceva: “Sono in Cina, sarò negli Stati Uniti la seconda settimana di maggio”
La repubblicana Nancy Mace ha annunciato su X un elenco di nomi da convocare in Commissione Vigilanza.
La deputata Anna Paulina Luna ha confermato su The Benny Show l’uso di codici come “jerky” e riferimenti a età specifiche (“11 anni”) in email da donne, alcune presunte vittime diventate trafficanti, inclusa una “Permission to Kill” (tradotto, “permesso ad uccidere”).
🚨BREAKING: Congresswoman Anna Paulina Luna CONFIRMS the use of 'Code Words' in Epstein Emails like 'Jerky', Has Seen The UNREDACTED Files Describing Specific Ages '11 Year Olds' And 'Permission To Kill', Reveals They Were Sent By Women Who Were Alleged Victims:
— Benny Johnson (@bennyjohnson) February 10, 2026
"I looked… pic.twitter.com/vosF2oKEee
“Ho guardato direttamente le e-mail – ha scritto su X la deputata Anna Paulina Luna – che sono state ampiamente diffuse relative all’età di 11 anni, all’autorizzazione a uccidere… quelle sono state inviate dalle presunte vittime, donne… E alcune di esse riguardano ‘Jerky’, qualunque cosa sia… È una parola in codice ed è strano. Alcune di quelle e-mail sono state inviate da donne che affermano di essere vittime.”
Le dichiarazioni di Boebert, pur sensazionali, riflettono un clima di crescente pressione per trasparenza totale. I file hanno superato la narrativa del solo traffico sessuale, rivelando dettagli disturbanti su torture e possibili codici oscuri, spingendo a interrogarsi sulla vera portata della rete di Epstein.
E’ quindi necessario che sia fatta luce e siano resi pubblici i nomi di importanti personalità, soprattutto se sono ancora al potere o al comando di corporate, presenti nei tre milioni di files resi al pubblico fino ad oggi. Occorre infine che siano resi pubblici i restanti tre milioni circa di file del caso Epstein che ancora non sono stati desecretati.
Sostieni il Blog di Sabino Paciolla




















Non vogliamo vedere le dimissioni dei potenti coinvolti
Vogliamo vedere i processi e le condanne, vogliamo la verità tutta intera, e il quadro completo della rete ideologica, politica, finanziaria transazionale che ha permesso l’indicibile
E dobbiamo bere fino in fondo il calice amaro della nostra ignavia complice di fronte al male assoluto che non abbiamo voluto vedere