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di Miguel Cuartero Samperi

 

«Il Green pass è una misura con i quali i cittadini possono continuare a svolgere attività con la garanzia di ritrovarsi tra persone che non sono contagiose. È una misura che dà serenità, non che toglie serenità». Così parlò il premier Mario Draghi il 22 luglio mettendo l’accento sull’aspetto sanitario della misura appena adottata dal suo governo.

Peccato che col passare del tempo e col progressivo rafforzamento delle restrizioni e dell’uso del Gren Pass cosiddetto “rafforzato” (in seguito “GP”), a tutti è stato evidente che la misura aveva ben poco di sanitario. A tutti è stato chiaro che Draghi imponeva il GP non per usi sanitari ma per un chiaro scopo politico: mostrare a tutti chi comanda e costringere i cittadini a sottoporsi al vaccino anticovid19.

Di fatti dal momento in cui in Italia si è imposto l’uso del GP il numero di vaccinazioni è salito vertiginosamente mentre il Governo si congratulava con se stesso per aver “convinto” (hanno usato proprio questo termine) centinaia di migliaia di italiani.

A sette mesi di distanza possiamo osservare che il GP ha espletato egregiamente il suo scopo: molti italiani, preso atto delle restrizioni, hanno ceduto al ricatto e si sono vaccinati, il resto ha accettato di subire le enormi difficoltà che un cittadino senza GP è costretto oggi a subire.

D’altronde è stato lo stesso sottosegretario di Stato al Ministero della salute nel governo Draghi Pierpaolo Sileri. Dopo aver affermato su Repubblica di “aver perso la pazienza coi novax” definendoli degli “idioti” il senatore 5stelle ha chiaramente definito lo scopo delle misure del Governo: «Vi renderemo la vita difficile come lo stiamo facendo, perché chi non rispetta le regole è pericoloso. Punto».

«Vi renderemo la vita difficile come lo stiamo facendo, perché chi non rispetta le regole è pericoloso. Punto»

Pierpaolo sileri, sottosegretario alla salute governo Draghi

Così dicendo Sileri chiariva lo scopo del GP: rendere la vita difficile ai cittadini italiani che non rispettano il “consiglio” di vaccinarsi. Eppure sul rispetto delle regole ci sarebbe molto da dire, mentre i non vaccinati si presentano al lavoro con tamponi negativi effettuati ogni 48h a pagamento ed evitano, oltre a bar, ristoranti, cinema e teatri, di prendere i mezzi pubblici perché esclusi per legge.

Ma a chiarire definitivamente in maniera lampante che il GP non ha valenza sanitaria ma politica è stata domenica scorsa in diretta TV. L’ammissione rende palese che il Premier ha mentito al paese, come molti affermiamo da tempo passando per pericolosi rivoluzionari.

Ecco com’è andata. Durante il programma talk show “Controcorrente” (che nulla ha di controcorrente) condotta da Veronica Gentili, andata in onda su Rete 4 domenica 30 gennaio, tra gli invitati troneggiava la signora Nunzia de Girolamo che dalla politica (Forza Italia) è passata alla TV e ai talk show covid. Dopo aver ripetutamente screditato le tesi del prof. Andrea Zhok (professore di Antropologia filosofica e Filosofia morale presso l’Università degli Studi di Milano reo di non considerare vaccini e green pass come misure “fantastiche”), la De Girolamo ha affermato che il Governo non ha mai detto che il GP fosse una misura sanitaria affermando che, fin dall’inizio era chiaro che fosse una misura coercitiva per stanare i non vaccinati e costringerli al trattamento sanitario.

A quel punto il giornalista Pietro Senaldi, direttore di Libero (non certo un Novax o un negazionista, per chi ha seguito la svolta filogovernativa del giornale) è intervenuto in collegamento ricordando le parole del premier Draghi che imponevano il GP per motivi sanitari con la scusa di creare “luoghi sicuri” senza rischio di contagio: «Non sono d’accordo con quello che ha detto l’onorevole Nunzia De Girolamo. Perché lo Stato disse che il green pass (è stato introdotto) non solo come incentivo a vaccinare. All’inizio disse a chi ha il green pass che era per creare dei luoghi sicuri dove non ci si contagia. Questa è la verità».

Il riferimento di Senaldi è alla conferenza stampa del 22 luglio scorso, quando il premier Mario Draghi dichiarò che il certificato verde garantiva di ritrovarsi in luoghi sicuri dove non ci si contagiava e non si poteva contagiare. È qui che l’onorevole De Girolamo ha ammesso pubblicamente che il Governo mentiva sapendo di mentire:

De Girolamo: «Scusi Senaldi, ma quando lei ha ascoltato il Governo dire che era uno strumento sanitario, lei che è dotato di intelligenza e di cultura ha creduto che fosse uno strumento sanitario? No, perché non ci posso credere. Era uno strumento coercitivo»
Senaldi: «Non è un problema mio interpretare le istituzioni perché nella mia ingenuità ci ho anche creduto. Adesso il Governo mente e io devo pensare, siccome secondo lei sono intelligente, che il Governo mente?»

Ma quando lei ha ascoltato il Governo dire che era uno strumento sanitario, lei che è dotato di intelligenza e di cultura ha creduto che fosse uno strumento sanitario?

Nunzia De Girolamo, rete 4 domenica 30 gennaio

I commenti sono abbastanza superflui. Secondo l’ammissione della signora de Girolamo il Governo ha spacciato per sanitaria una misura politica per ingannare coloro che, non dotati di intelligenza e di cultura, ci credessero e corressero a vaccinarsi. Così Luca Battana commenta su Twitter: «Quello della De Girolamo è stato una ammissione della politica di ricatto del governo che differisce dalla creazione degli ambienti sicuri che Draghi sapeva bene essere una falsità».

Ci si domanda, a questo punto, se l’intero sistema di stato di emergenza non abbia in realtà alcuna giustificazione sanitaria. Forse persone intelligenti e ricche di cultura possono facilmente interpretare che questa emergenza abbia solamente un scopo politico. A noi trogloditi (secondo La Repubblica l’identikit del No Vax è “licenza di scuola media, disoccupato e con disagio abitativo”) non è dato di saperlo.

Una cosa però, ci è data di sapere: il governo mente, Draghi mente, Mattarella firma.

Le parole del dott. Andrea Zhok pubblicamente disapprovate in diretta TV da Alessandra Mussolini, Nunzia de Girolamo e Veronica Gentili (note virologhe) perché contro la narrazione mainstream.

 

 

 

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