Danza Macabra su vaso di porcellana. Foto di andrew morris da Pixabay

 

 

di Mattia Spanò

 

Ci sarebbe, è vero, questa solida inchiesta del Telegraph sulla gestione della comunicazione pandemica in Inghilterra, i meccanismi messi in atto per terrorizzare la gente e attuare una serie di misure che si sapevano inutili ma noi qui, oltre a non capire l’inglese, ci occupiamo di cose serie come la cura della Casa Comune: dopo aver sconfitto Putin bombardandolo di tweet, attaccheremo in massa il signor Cambiamento Climatico.

Vinceremo noi perché la democrazia e la civiltà vincono sempre contro i barbari, citando a braccio Beppe Severgnini. Vinceremo la guerra è il nuovo “andrà tutto bene”, “ne usciremo migliori”, a loro volta una riedizione politicamente corretta del mitologico “spezzeremo le reni alla Grecia”. Lascio ai curiosi di andare a scoprire come andò la faccenda.

E poi basta con questo Covid, gli effetti avversi, le nessune correlazioni, i vaccini che funzionicchiano, l’obbligo vaccinale e le tessere verdi, gli atti d’amore non corrisposti. Come ebbe a dirmi un’amica riferendosi ad una certa ridondanza negli argomenti di questo povero blog, “tu e Paciolla avete rotto le scatole”.

Io e Paciolla, non la Televisioni Riunite e il Soviet Supremo della Carta Stampata, che per due anni e passa hanno trasmesso – lautamente remunerati sia in termini di raccolta pubblicitaria, sia di fondi statali a sostegno dell’editoria più che triplicati – una versione dei fatti oscenamente falsificata.

Questi sacerdoti delle verità pitagoree, questi soloni della società distillata e batteriologicamente pura, questi Cristiano Ronaldo della virologia che guardano a Sanremo come la summa dell’identità italiana e poi, da gente seria e imparziale qual è, cerca uno strapuntino in parlamento o in regione (Crisanti in, Pregliasco out) migrando dalla scienza medica a quella politica dove vengono accolti senza se e senza ma, insomma tutti loro ignorano un ovvio dato di realtà: prima ti riempiono di benefit – denaro, celebrità, potere – fino a farti scoppiare, poi di colpo il flauto ti tocca suonarlo gratis per non perdere la faccia o la carriera. Entri in una parte, e quella ti tocca recitare all’infinito, specie se hai scambiato te stesso per l’Autore delle Tavole della Legge.

Sarà un caso ma gruppi editoriali come Gedi (Repubblica e l’Espresso) e Cairo Editore (Corriere, La7) sono nella burrasca, mentre i colossi del digitale come Meta, Twitter, Amazon, la stessa Google licenziano centinaia di migliaia di inutili idioti. Gente che fino a ieri credeva di essere il nuovo Steve Jobs, che andava a lavorare succhiando orsetti gommosi trovando sul posto di lavoro yoga e massaggi ai piedi, docce cromatiche e polpette vegane a volontà. Di colpo, badge disattivato e saluti a casa: il servo non serve più.

Meta, censore magno specializzato in fact-checking per procura, ha sperperato 27 miliardi degli azionisti nel progetto e si sta sfilando dal Metaverso per buttarsi sull’IA: i mitologici chat-bot che sono costati a Google 100 miliardi per un errore veniale del suo intelligente artificiale, Bard. Gli stupidi umani sono ancora in città, e per il momento sono quelli che pagano il conto.

L’Oms comincia a raspare e chiocciare intorno alla prossima pandemia aviaria (la domanda non è se, ma quando). Finirà come il vaiolo delle scimmie, ma ciò che i gombloddisdi da tastiera ignorano è che per questi signori non ha nessuna importanza.

Il Covid è stato una mucca pazza che ce l’ha fatta. Nel caso dell’encefalopatia spongiforme bovina – breviter, mucca pazza – per oltre un mese la carne bovina fu quasi introvabile e vietata. A nulla valsero gli strilli dei macellai e piccoli allevatori che alle proprie mucche davano da mangiare solo e soltanto fieno. Quello fu il primo, piccolo Covid. Un venerdì di Quaresima lungo un mese senza vista sulla Pasqua. Poi, di colpo, tutto a posto, tutto come prima.

E dire che nella Bibbia sta scritto “non farai cuocere un capretto nel latte di sua madre”, ma lì si era in età pre-scientifica, sta di fatto che qualche vacca improvvisamente diventata carnivora grazie ai nutrizionisti di Bayer-Monsanto e Dow-Dupont – nomi a caso – effettivamente si ammalò.

Ma queste sono bazzecole. Con il lavoro da remoto, improvvisamente i colletti bianchi si sono trovati in mutande e cravatta a sorseggiare tisane in terrazza, ma soprattutto a pagare di tasca propria i beni strumentali per lavorare, incluse scoppiettanti bollette.

Installando pannelli fotovoltaici e solare termico a casa, i cittadini felici e contenti pagano di tasca propria l’infrastruttura per produrre energia, trasformando i produttori in gestori puri. Tutti signori, tranne chi s’indebita. Ma quale casa? Quella inabitabile e invendibile, schiacciata dai bonus prima concessi poi ritirati? La casa del futuro è un container riciclato. Che però viene dal passato: in Campania ci vivono dentro da 40 anni.

Altri debiti verranno contratti per pagare costosissime auto elettriche senza le quali non potrai andare da nessuna parte, per produrre le quali lo sfruttamento intensivo dei paesi poveri schizzerà alle stelle. Ma soprattutto, con le quali potrai fare appena una manciata di chilometri prima di doverti fermare qualche ora in Autogrill a guardare il panorama mentre ricarichi.

Ripeto un concetto semplice: per questi signori, e intendo le menti sopraffine che hanno apparecchiato queste cose per il nostro bene, tutto ciò non ha nessuna importanza.

La guerra stessa, anzi le guerre che stanno scoppiando ovunque come miniciccioli a capodanno, non è altro che il patetico e patologico tentativo di obbligare il mondo a sottostare a questi deliri terminali di una civiltà cadaverica e al tempo stesso crearsi un alibi, magari nucleare, per coprire i propri laidi fallimenti.

Taccio per carità di patria sull’ideologia genderfluid intersezionale: dal momento che devo tutelare a spada tratta i diritti di “ogni minoranza”, devo prima affermare praticamente l’idea che i diritti umani non esistono. Detto, fatto.

Anche a questo è servita la pandemia di Covid-19: a cancellare con un tratto di penna, in nome della salute e della Scienza, diritti basilari comuni a tutti, gettando le basi per la frammentazione della società umana in mille schegge impazzite, destinate a starnazzare come pollame (che verrà puntualmente abbattuto in massa, come già accade) per rivendicare un surplus di “diritti” rispetto alle altre minoranze: è una folle gara a chi è più degno di tutela, mentre chi non appartiene alla nicchia vincitrice è un untermesch. Si va formando una struttura dissociale piramidale, in cui gli zombi si schiacciano l’un l’altro nel tentativo di scalare il muro a difesa della civiltà, come accade in World War Z. Il muro, non il ponte.

Non ha nessuna importanza per loro, dicevo. Non ne ha come non ne avrebbe per il ludopatico che nonostante moglie e tre figli a casa ritira lo stipendio e nello spazio di due ore lo fulmina alle slot-machine in qualche bar di periferia. Per questo bisogna, a mio giudizio, guardare con sospetto alle brusche accelerazioni – basta auto a combustione dal 2035 – seguite da retromarce improvvise: sono appunto movimenti di danza.

La danza macabra della nuova normalità: ci provano e ci riproveranno sino a perdere tutto. Spiace un po’ che il tutto sia roba nostra.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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