La Cina è vicina: la “Chiesa sotterranea” è qui in Italia, a Ostuni!!!!

Card. Raymond Leo Burke

Card. Raymond Leo Burke

 

di Sabino Paciolla

 

Ha dell’incredibile, non credevo ai miei occhi mentre leggevo stamattina l’articolo di Zambrano su La Nuova Bussola Quotidiana, che riporta uno sgradevole fatto accaduto ieri al cardinale Leo Burke ad Ostuni, la “Città bianca”, in provincia di Brindisi. 

Scrive Zambrano: “È un segnale inquietante quello che ci offrono le cronache brindisine di queste ore e che riguarda il cardinal Leo Burke, che è stato gentilmente messo alla porta con quel fare così sordido e umiliante di cui solo il clericalismo dominante è capace.

«Il cardinale conservatore non è gradito dai sacerdoti», titolava ieri il Quotidiano di Puglia. Catenaccio: Annullata la messa fissata in Cattedrale dell’alto prelato americano. I parroci avrebbero espresso imbarazzo dopo la posizione contro Papa Francesco.”

Ecco come si sono svolti i fatti, secondo la ricostruzione della NBQ.

Alcuni imprenditori locali organizzano e invitano il card. Burke a celebrare una messa in rito straordinario, la cosiddetta Messa in latino, nel duomo di Ostuni. La cosa non piace ad alcuni parroci, una minoranza, pare due o tre, che si oppongono ed accendono il fuoco della polemica. A questo punto, il parroco del duomo, che aveva concesso l’uso della chiesa, ha comunicato la condizione sine qua non per far svolgere la Messa in latino al cardinale: essa doveva essere esclusivamente in forma privata. Vale a dire una Messa a porte chiuse, durante la quale avrebbero potuto partecipare solo gli organizzatori. A quel punto il card. Burke, giustamente, e per non alimentare polemiche, ha sospeso, non cancellato, la celebrazione. 

A quanto riferisce la NBQ, la forma della messa in latino non sarebbe gradita al vescovo locale Domenico Caliandro. Per questo, i movimenti locali che vorrebbero celebrare la Messa secondo il motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI incontrano difficoltà.

Quale la  motivazione data dalla diocesi? Gli organizzatori non avevano chiesto il cosiddetto nihil obstat. Ciò potrebbe essere accaduto per inesperienza di cose “clericali” da parte degli organizzatori. E’ infatti consuetudine, non vincolante, che alla segreteria dell’Ordinario arrivi una richiesta o una comunicazione dell’arrivo del prelato da un’altra diocesi. Questo non vale per i cardinali i quali sono completamente esenti da questa norma, anche se è buona norma attenervisi. 

Come dicevo, l’increscioso episodio ha dell’incredibile, ed è anche affetto da un sapore di ridicolo. E’ mai pensabile, è mai possibile che in Italia, il centro della cattolicità, venga negata la possibilità ad un cardinale di Santa Romana Chiesa di celebrare una messa, UNA MESSA, pubblica, aperta a tutti i fedeli? Come è possibile che ad Ostuni un cardinale debba essere costretto a celebrare la messa a porte chiuse, quasi in forma clandestina?      

Non so perchè, ma questa situazione mi ricorda quello che sta avvenendo in Cina dove, con la presa di potere da parte di Mao Tse-tung nel 1949, e la conseguente persecuzione nei confronti della Chiesa cattolica, si sono create due chiese, la “Chiesa patriottica”, creata e gestita dal partito comunista, che ha piena libertà di espressione, e la “Chiesa sotterranea”, quella fedele a Roma, che può esprimersi solo di nascosto, può solo celebrare messe a porte chiuse, clandestinamente. 

Che strano che un tale episodio sia accaduto proprio a ridosso dell’evento Mediterraneo, Frontiera di Pace, una sorta di “Sinodo” dedicato al grande mare, promosso dalla Cei, che vedrà a Bari dal 19 al 23 febbraio oltre sessanta vescovi di 20 Paesi che si affacciano sul bacino in rappresentanza delle Chiese di tre continenti (Europa, Asia e Africa). L’evento  si concluderà con la Messa del Papa a Bari, domenica prossima, 23 febbraio. Un “momento di ascolto tra chiese cattoliche che si affacciano sul Mediterraneo” lo ha definito il segretario della CEI, mons. Stefano Russo. L’appuntamento “ci pone di fronte a tensioni, guerre, e ci permette di confrontarci, ascoltarci, dialogare, sentirsi fratelli per lanciare al mondo un messaggio di pace”, ha sottolineato mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto.  

E allora, com’è mai possibile che da una parte della Puglia, a Bari, si parli di pace, dialogo, di inclusione, e dall’altra, a Ostuni, nel brindisino, si sentono episodi di “esclusione”? Dov’è finito quel “sentirsi fratelli”? Dov’è finito il gesto di “lanciare al mondo un messaggio di pace”?

La cosa è tanto più paradossale perché proprio ad Ostuni, il 17 febbraio prossimo, nella parrocchia di San Luigi Gonzaga, si terrà un incontro a cui parteciperanno una diacona ed il pastore della Chiesa Valdese di Brindisi insieme al vescovo della diocesi di Brindisi-Ostuni, mons. Domenico Caliandro. 

Dunque, una santa messa in latino pubblica no, un incontro con i valdesi pubblico sì. Evidentemente si pensa che saremo uniti grazie ai nostri sforzi di dialogo e non alla presenza di Cristo in mezzo a noi, e all’Eucaristia, che è « fonte e culmine di tutta la vita cristiana » (CCC n.1324). 

Come detto più sopra, la stampa locale ha titolato: «Il cardinale conservatore non è gradito dai sacerdoti», (…) “I parroci avrebbero espresso imbarazzo dopo la posizione contro Papa Francesco.”

Per farvi capire il tenore e l’inconsistenza di queste accuse, vi racconto un episodio cui sono stato diretto spettatore. 

A cavallo di capodanno ho partecipato ad un pellegrinaggio in Terrasanta. Ebbene, all’uscita di una chiesa in Israele, due italiani, appartenenti probabilmente ad un altro gruppo, parlando del card. Burke, esclamano: “E’ il cardinale che è contro Papa Francesco”. Al che ci giriamo verso costoro chiedendo spiegazioni di quella affermazione. Nasce uno scambio di battute. Ad un certo punto citiamo il Catechismo della Chiesa Cattolica. Uno dei due italiani, interrompendoci, palesemente infastidito da quel cenno, dice: “Ahhhhh, ancora con il Catechismo voi andate!!!!”. Come dire, siete proprio culturalmente arretrati e non aggiornati ai tempi. Quella esclamazione ha posto fine all’incontro. Abbiamo salutato i due signori e ce ne siamo andati, proseguendo nel nostro itinerario.

Quindi, essere fedeli alla Tradizione come tramandata in questi 2000 anni di cristianesimo, considerare importante il Catechismo della Chiesa Cattolica significa essere culturalmente arretrati, tradizionalisti e….contrari a Papa Francesco.  

Card. Burke non può celebrare a Ostuni