Secondo quanto riferito, gli hacker finanziati dallo Stato hanno preso di mira le reti informatiche vaticane nel tentativo di dare alla Cina un vantaggio nei negoziati per il rinnovo di un accordo provvisorio segreto con la Santa Sede che scade a settembre prossimo. 

Ce ne parla lo staff del Catholic News Agency in questo articolo che vi propongo nella mia traduzione. 

 

Computer hacker Cina

(Foto: Aleksandar Malibu’s/Shutterstock, via CNA)

 

Secondo quanto riferito, gli hacker finanziati dallo Stato hanno preso di mira le reti informatiche vaticane nel tentativo di dare alla Cina un vantaggio nei negoziati per il rinnovo di un accordo provvisorio con la Santa Sede.  

Un rapporto, pubblicato il 28 luglio, dice che gli hacker potrebbero aver usato un falso messaggio di condoglianze del Cardinale Pietro Parolin, il Segretario di Stato vaticano, per accedere alle comunicazioni vaticane. 

Il rapporto è stato redatto da Insikt Group, il braccio di ricerca della società statunitense di sicurezza informatica Recorded Future. I ricercatori hanno detto di aver scoperto “una campagna di cyberspionaggio attribuita a un gruppo cinese sospetto di attività di minaccia sponsorizzata dallo Stato”, che hanno definito RedDelta.

Gli investigatori hanno detto che RedDelta ha preso di mira il Vaticano e la Diocesi cattolica di Hong Kong dall’inizio di maggio. 

Tra gli altri obiettivi cattolici c’erano la Missione di studio di Hong Kong in Cina e il Pontificio Istituto per le Missioni Estere (Pime) in Italia. Il rapporto nota che queste organizzazioni “non sono state pubblicamente segnalate come bersagli di gruppi di minaccia cinesi prima di questa campagna”. 

I ricercatori hanno affermato che le intrusioni della rete si sono svolte prima dei colloqui per il rinnovo di un “accordo provvisorio” tra la Santa Sede e la Cina, che è stato siglato nel 2018 e che scadrà a settembre.

“La sospetta intrusione in Vaticano offrirebbe a RedDelta un quadro della posizione negoziale della Santa Sede in vista del rinnovo dell’accordo nel settembre 2020″. Il prendere come obiettivo la Missione di Studio di Hong Kong e la sua Diocesi cattolica potrebbe anche fornire una preziosa fonte di informazioni sia per monitorare le relazioni della diocesi con il Vaticano, sia la sua posizione sul movimento democratico di Hong Kong in mezzo a proteste diffuse e alla recente legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong”, ha concluso il rapporto.

All’inizio di questo mese ZDNet ha riferito che la diocesi di Hong Kong è stata presa di mira da operazioni di “spear-phishing” da parte del governo cinese.

Secondo la pubblicazione tecnologica, gli hacker associati alle autorità cinesi hanno ripetutamente attaccato i funzionari della diocesi di Hong Kong con documenti dall’aspetto legittimo che in realtà installano malware sul computer dell’utente.

Il gruppo Insikt ha rilevato che ZDNet ha evidenziato un messaggio di condoglianze, presumibilmente scritto da Parolin e datato 14 maggio, che gli hacker hanno usato come “documento di richiamo”. 

Diceva: “Il documento si è supposto essere una lettera ufficiale del Vaticano indirizzata all’attuale capo della Missione di Studio di Hong Kong in Cina. Attualmente non è chiaro se gli attori abbiano creato il documento da soli o se si tratti di un documento legittimo che sono stati in grado di ottenere e utilizzare come arma”. 

“Dato che la lettera era indirizzata direttamente a questo individuo, è probabile che fosse il bersaglio di un tentativo di spear-phishing. Inoltre, poiché questo campione è stato compilato in seguito a segni di intrusione nella rete vaticana, è anche possibile che l’esca di phishing sia stata inviata attraverso un account vaticano compromesso”.

Il cardinale Parolin e la Segreteria di Stato non hanno risposto alla richiesta di commento della CNA.

 

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