Chiesa irlandese diroccata

 

 

Di tutto ciò che fu fatto in passato voi mangiate il frutto, marcio o maturo che sia.
E la Chiesa deve sempre edificare, e sempre decadere, e dev’essere sempre restaurata.
Noi subiamo le conseguenze di tutte le cattive azioni del passato:
dell’ignavia, dell’avarizia, della gola, della dimenticanza del Verbo di DIO,
dell’orgoglio, della lussuria, del tradimento, di tutte le azioni peccaminose.
E di tutto ciò che fu fatto ed era buono, di questo avete l’eredità.
Perché le buone e le cattive azioni appartengono a un uomo solo, quando se ne sta solo dall’altra parte della morte,
ma qui sulla terra avete la ricompensa del bene e del male che fu fatto da quelli che vi hanno preceduto.
E potete riparare a tutto ciò che è male procedendo insieme in umile pentimento, per espiare i peccati dei vostri padri;
e tutto ciò che era buono dovete lottare per mantenerlo con cuore devoto come fu devoto il cuore di quelli, fra i vostri padri, che lottarono per conquistarlo.
La Chiesa deve edificare di continuo, perché è continuamente minata dall’interno e attaccata dall’esterno;
perché questa è la legge della vita; e dovete ricordare che in tempo di prosperità
il popolo dimenticherà il tempio, e in tempo di avversità gli sarà contro.

Che vita è la vostra se non avete vita in comune?
Non esiste vita se non nella comunità,
e non esiste comunità se non è vissuta in lode di Dio.
Persino l’anacoreta che medita in solitudine,
per il quale i giorni e le notti ripetono le lodi di DIO,
prega per la Chiesa, il Corpo di Cristo incarnato.
E ora vivete dispersi su strade che si snodano come nastri,
e nessuno conosce il suo vicino o si interessa a lui
a meno che il suo vicino non gli arrechi troppo disturbo,
ma tutti corrono su e giù con le automobili,
familiari con le vie ma senza un luogo in cui risiedere.
E nemmeno la famiglia si muove tutta unita,
poiché ogni figlio vorrebbe la sua motocicletta,
e le figlie cavalcano sellini casuali.
Molto da abbattere, molto da costruire, molto da sistemare di nuovo;
fate che l’opera non venga ritardata, che il tempo e il braccio non siano inutili;
l’argilla sia tratta dalla cava, la sega tagli la pietra,
nella fucina il fuoco non si estingua.

 

da: T.S. Eliot, Cori da “La Rocca”, II Coro

 

 

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