Domenica XXVII del Tempo Ordinario (Anno B)

(Gen 2,18-24; Sal 127; Eb 2,9-11; Mc 10,2-16)

 

di Alberto Strumia

 

Quest’anno la coincidenza delle date ci regala un ulteriore segno che siamo autorizzati, dalla nostra fede nella Divina Provvidenza, a non ritenere solo casuale. Questa domenica XXVII del Tempo Ordinario, infatti, cade proprio alla vigilia della festa della Madonna del Rosario (7 di ottobre).

È a lei che ci rivolgiamo perché interceda per noi per abbreviare i tempi della prova alla quale viene sottoposto quotidianamente chi si vuole mantenere fedele al Signore e alla sua dottrina, senza cedere alle illusioni delle “apparenze di bene” che provengono tutte dal demonio e sono fatte per adescare gli ingenui.

Le letture della liturgia di questa domenica indicano i “punti più sensibili” di questa “battaglia per la verità”. La rinuncia odierna alla volontà di costruire su questi punti – e anzi oggi a collaborare con il mondo per distruggerli – che si è annidata anche nella Chiesa, rende sempre più invivibile la società civile e priva di “sapore” le comunità cristiane («se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini», Mt 5,13).

1 – Uno di questi punti è chiaramente “la famiglia” («Verrà un momento in cui la battaglia decisiva tra il regno di Cristo e Satana sarà sul matrimonio e sulla famiglia», cfr. lettera di Suor Lucia di Fatima al compianto Card. Carlo Caffarra), che da anni viene progressivamente demolita. Gesù dice chiaramente, nel Vangelo, che il matrimonio validamente celebrato, è un legame indissolubile, voluto dal Creatore come stabile per tutta la vita. Il divorzio è contro la natura del matrimonio ed è frutto della “durezza dei cuori” degli uomini e non della volontà del Creatore. Negare questo principio finisce per corrodere anche la società civile oltre che le comunità cristiane. E oggi tutto questo è accaduto e continua ad accadere.

La prima lettura riporta proprio il passo della Genesi che descrive la creazione dell’uomo e della donna al quale Gesù, nel suo discorso, fa riferimento. L’azione del demonio ha progressivamente lavorato, per anni, per convincere le singole persone, i legislatori e ormai anche non pochi credenti e uomini di Chiesa, che questa stabilità del matrimonio e della famiglia non è più sostenibile perché non adeguata ai nostri tempi. E così si è finito per accettare come “normale” e non gravemente peccaminoso il formarsi di nuove unioni dopo il primo e unico matrimonio, fino ad ammettere a ricevere l’Eucaristia quanti si trovano in tale condizione. E si dice semplicemente: «Oggi le cose vanno così…».

2 – Un secondo punto riguarda l’identità dell’essere umano, voluto e creato da Dio come uomo e donna, e non qualcos’altro. Anche questo viene detto nella prima lettura e richiamato direttamente da Gesù nel Vangelo. L’azione progressiva del demonio ha indotto sistematicamente a negarlo, fino a presentare come normali altre “identità”. E anche nella Chiesa tutto questo è penetrato, fino ai livelli del potere.

3 – Un terzo punto riguarda le prime vittime di questo disastro dell’antropologia (la concezione che l’uomo ha di se stesso) che sono sempre i figli. I bambini, quando riescono a venire al mondo, cosa che la piaga dell’aborto – tanto tenacemente condannata, in tutti i suoi discorsi, anche da Santa Teresa di Calcutta – ha reso, e continua a rendere, impossibile per troppi di essi, soffrono moltissimo nel vedersi come un “ostacolo” per dei genitori per i quali essi non rappresentano più la prima preoccupazione affettiva, spirituale e materiale. Contro i bambini il demonio ha lavorato e lavora da anni per allontanarli dalla conoscenza e dalla familiarità con il Signore. Non è secondario il fatto che Gesù abbia fatto scrivere dagli Evangelisti che non è un bene per loro questo allontanamento: «Lasciate che i bambini vengano a me, non glielo impedite».

4 – Ma nella prima lettura c’è ancora di più, perché in essa si fa capire chiaramente che nell’essere umano c’è una “differenza di natura” che lo rende superiore per discontinuità rispetto alle altre creature, agli altri animali. Questo è descritto dall’insoddisfazione di Adamo che non trovò in nessuna creatura e in nessun animale un altro «che gli corrispondesse», fino a quando Dio non gli presentò un’altra creatura umana come lui e a lui complementare. Il demonio ha lavorato per secoli e continua a lavorare per convincere gli uomini di essere come tutti gli altri animali, frutto di un semplice processo evolutivo biologico. Anzi, oggi lo sta convincendo, nella cosiddetta civiltà evoluta occidentale, di essere un intruso distruttore dell’ambiente, peggiore di tutti gli altri animali, tale da meritare di autoeliminarsi con la riduzione delle natalità, con l’aborto e con l’eutanasia.

5 – La festa dedicata alla Madonna del Rosario, istituita subito dopo il 1571 per ringraziare la Vergine per aver salvato la cristianità dalla conquista musulmana dell’Europa da parte dei Turchi, ci ricorda anche un altro punto dolente di questi nostri tristi anni della storia dell’umanità. Ed è la questione, male affrontata, delle religioni non cristiane. L’azione corrosiva del demonio ha ormai convinto i cristiani e non pochi dei loro incauti pastori, della loro equivalenza, se non, almeno sotto certi aspetti, rispetto al cristianesimo. Per cui il tempo del Figlio (Gesù Cristo) e della Sua Chiesa sarebbe superato dal Tempo dello Spirito – in accordo con l’antica eresia di Gioacchino da Fiore – e oggi il cristianesimo e la Chiesa dovrebbero dissolversi in una sincretistica religione universale che tutti raccoglie e nulla insegna per salvarsi, mediante un’apparente misericordia che non ha nulla da perdonare, perché anche il peccato si è dissolto nel nulla.

Di fronte a tutti questi tradimenti della verità e inganni alla vita non possiamo, oggi, non chiedere a Maria, Madre di Dio e della Chiesa, di intercedere presto per noi, perché i tempi della battaglia siano abbreviati e le nostre forze non vengano meno, ma siano alimentate dalla Grazia di Cristo Salvatore. E con lei invochiamo, per la difesa della Chiesa, anche l’intercessione dell’Arcangelo Michele, ben consapevoli che Cristo, con la Sua morte («a vantaggio di tutti», seconda lettura) e Risurrezione ha vinto l’autore del male e questa nostra  faticosa prova è solo un’attesa della Sua piena manifestazione.

 

Bologna, 6 ottobre 2024

(Ho riproposto in questa domenica, con poche varianti, una mia riflessione della domenica 7 ottobre 2018 che trovo del tutto pertinente anche oggi, e non era ancora apparsa su questo blog)

 

 

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