Un articolo di Edward Pentin, pubblicato sul National Catholic Register, sulla lettera che la Segreteria di Stato ha redatto e che dà nuove disposizioni su limitazioni di messe private e in latino nella Basilica di San Pietro a Roma. Ecco l’articolo nella mia traduzione. 

 

basilica San Pietro

 

Il cardinale Raymond Burke ha espresso le sue “più profonde preoccupazioni” su una lettera interna del Vaticano riguardante nuove regole per le Messe celebrate nella basilica di San Pietro, dicendo che è in “diretta violazione della legge universale della Chiesa” e dovrebbe essere “annullata immediatamente”.

La lettera in cinque punti indirizzata agli amministratori della basilica dalla Segreteria di Stato afferma che “le celebrazioni individuali sono soppresse” agli altari laterali di San Pietro, e che i sacerdoti e i fedeli che vengono in basilica per la messa potranno prendere parte solo a una delle quattro messe concelebrate ogni mattina, ciascuna limitata a 30 minuti, così come ad altre messe concelebrate durante il giorno agli altari principali.

L’istruzione vaticana, che è datata 12 marzo ed entra in vigore il 22 marzo, dice che queste concelebrazioni devono avere l’assistenza di lettori e cantori, e che i gruppi di pellegrini accompagnati da un vescovo o un sacerdote possono ora celebrare la Messa nelle grotte vaticane sotto la basilica.

L’ultimo punto afferma che i “sacerdoti autorizzati” che desiderano celebrare Messe nella forma straordinaria, o Messa tradizionale in latino, possono farlo solo nella Cappella Clementina delle grotte, e in quattro orari prestabiliti ogni mattina, anch’essi limitati a 30 minuti.

Nell’introduzione della lettera si legge che essendo il periodo della Quaresima, che dà “maggiore centralità all’ascolto della Parola di Dio e alla celebrazione eucaristica”, è importante che le Messe si svolgano “in un clima di raccoglimento e decoro liturgico”.

Finora, i sacerdoti hanno potuto celebrare Messe individuali, anche nella Forma Straordinaria del Rito Romano, ogni mattina nei numerosi altari laterali della basilica. Spesso i sacerdoti sono funzionari vaticani che celebrano la Messa del mattino prima dell’inizio della loro giornata di lavoro, e gli altari erano liberi di essere prenotati ogni volta che un sacerdote desiderasse celebrarvi la Messa.

“Era tutto molto libero e quindi incoraggiava la partecipazione sia dei sacerdoti che dei fedeli di tutti i tipi e inclinazioni o sensibilità”, ha detto un sacerdote che parla nell’anonimato e che ha celebrato individualmente delle messe nella basilica.

Il contenuto della lettera del 12 marzo, che non porta una firma chiara ma le iniziali del sostituto della Segreteria di Stato, l’arcivescovo Edgar Peña Parra, non è stato annunciato formalmente, né ha un numero di protocollo abituale per legiferare sugli aspetti più sacri della vita della Chiesa. Secondo il cardinale Burke, queste carenze significano che il documento non può rappresentare “una legislazione valida per la Sacra Liturgia”.

Altre anomalie includono il fatto che la lettera proveniva dalla Segreteria di Stato, che non è competente per la disciplina liturgica della Chiesa, né è stata comunicata al cardinale arciprete della basilica ma piuttosto al commissario straordinario per la Fabbrica di San Pietro, che non si occupa delle liturgie nella basilica ma piuttosto della sua amministrazione e manutenzione.

Queste domande sul documento, che non sono ancora state chiarite dalla Sala Stampa della Santa Sede, hanno portato alcuni a sospettare che il documento sia un falso. Tuttavia, fonti della Segreteria di Stato vaticana ne hanno confermato l’autenticità al Register.

Il Register ha contattato la Sala Stampa della Santa Sede per un commento sulla lettera, ma non ha ancora risposto, poiché gli uffici vaticani erano chiusi sabato per celebrare l’ottavo anniversario dell’elezione di Papa Francesco.

Per il cardinale Burke e altri canonisti e sacerdoti contattati dal Register, l’elemento più grave della lettera riguarda l’imposizione della concelebrazione ai sacerdoti che desiderino celebrare la messa nella basilica – un cambiamento, dicono, che riguarda non solo la basilica ma la Chiesa universale, poiché San Pietro è la casa spirituale di tutti i cattolici e, dicono, dovrebbe essere un modello di disciplina liturgica.

La lettera, ha scritto il cardinale Burke in una dichiarazione che sarà pubblicata sul suo sito web (è pubblicata oggi anche su questo blog, ndr), è “contraria alla legge universale della Chiesa” in quanto “condiziona ingiustamente il dovere primario del singolo sacerdote di offrire quotidianamente la Santa Messa per la salvezza del mondo”. Più specificamente, lui e altri canonisti dicono che è in violazione sia del canone 902 che dell’articolo 57 § 2 della Sacrosanctum Concilium.

“In quale chiesa più che nella Basilica di San Pietro un sacerdote desidererebbe offrire la Santa Messa, che è il modo più perfetto e più pieno in cui egli svolge la sua missione sacerdotale?” ha chiesto l’ex prefetto della Segnatura Apostolica. “Se un singolo sacerdote desidera offrire la Santa Messa nella basilica, una volta che le direttive in questione saranno in vigore, sarà costretto a concelebrare, in violazione della sua libertà di offrire la Santa Messa individualmente”. Il cardinale Burke ha aggiunto che per un sacerdote offrire individualmente la Messa non è solo un diritto ma porta “un grande frutto spirituale per tutta la Chiesa”.

Per quanto riguarda le sue regole sulla celebrazione della Messa nella Forma Straordinaria del Rito Romano (che egli nota la lettera “chiama falsamente il Rito Straordinario”), il cardinale Burke ha sottolineato che secondo il motu proprio Summorum Pontificum di Papa Benedetto XVI del 2007 nessun sacerdote in regola ha bisogno di autorizzazione per celebrare la Messa nella Forma Straordinaria.

Si è anche chiesto se, secondo la lettera, la basilica sta limitando tali Messe a soli quattro sacerdoti ogni giorno, una disposizione che, se vera, sarebbe un’altra “diretta violazione della legge universale della Chiesa”.

Limitare la Messa nella Forma Straordinaria alle grotte vaticane è anche un ritorno alla pratica precedente che esisteva prima del Summorum Pontificum.

Un’ulteriore critica che il cardinale fa alla lettera è la sua richiesta che le Messe concelebrate siano “liturgicamente animate” da lettori e cantori.

Il cardinale Burke ha detto che mentre la disciplina liturgica prevede il loro servizio, non è “il loro scopo di animare la Sacra Liturgia”, ma piuttosto è “Cristo solo, nella cui persona il sacerdote agisce”, che “anima la Sacra Liturgia”.

Date tutte queste ragioni, egli ha detto che la lettera “dovrebbe essere annullata immediatamente”, che il “pensiero che sta alla base di un tale documento dovrebbe essere corretto”, e che la dottrina liturgica sottostante e la disciplina della Chiesa universale dovrebbero essere “esposte ai fedeli”.

Il cardinale Burke si oppone anche all’introduzione della lettera, che dice che le nuove regole sono intese in modo che le messe nella basilica siano celebrate in un “clima di raccoglimento e decoro liturgico”. Ciò presuppone che questo attualmente manchi in qualche modo, ma ha detto che questo non è certamente il caso “nella sua esperienza”, né nell’esperienza di molti sacerdoti che conosce a Roma e all’estero che hanno celebrato o celebrano regolarmente la messa nella basilica.

Il cardinale ha concluso la sua dichiarazione facendo riferimento al Canone 212, che riconosce ai fedeli il diritto di far conoscere le loro preoccupazioni ai loro pastori per il bene della Chiesa, e invitando i fedeli, per i quali la basilica è la loro “chiesa madre”, e i sacerdoti di tutto il mondo, “a far conoscere a Papa Francesco e alla sua Segreteria di Stato la loro forte opposizione al documento in questione”.

Alcuni si sono chiesti se il COVID-19 sia parte del motivo di questa proposta di cambiamento, ma non è menzionato nella lettera. Le messe concelebrate sono state temporaneamente vietate anche durante la serrata dell’anno scorso per aiutare a prevenire il contagio.

Tuttavia, fonti della Chiesa hanno detto al Register che questo è un cambiamento che alcuni in Vaticano stanno spingendo da molti anni, risalendo a quando il cardinale Virgilio Noè era arciprete della basilica dal 1991 al 2002.

Andrea Gagliarducci della CNA ha anche riferito a gennaio che un'”ampia discussione” tra i membri del Capitolo della Basilica era in corso sull’opportunità di mantenere la possibilità per i sacerdoti e i pellegrini di prenotare messe individuali o di stabilire che devono partecipare a quelle già programmate. Queste decisioni sono state rinviate fino al 20 febbraio, quando il cardinale Angelo Comastri si è ritirato da arciprete, ed è stato sostituito dal cardinale Mauro Gambetti.

Gagliarducci ha anche riferito che l’abolizione della Messa quotidiana in latino nella Forma Ordinaria del Rito Romano nella basilica faceva parte delle discussioni, ma non c’è menzione di questo nella lettera.

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