Basilica Santissima Trinità di Saccargia 1

Basilica Santissima Trinità di Saccargia

 

 

di Giorgio Canu

 

Oggi è la festa della Santissima Trinità.

55 anni fa, domenica 13 giugno 1965, era la festa della Santissima Trinità, e per me è stato come un inizio.
In quel giorno sono stato a casa Loro, almeno questa è stata la mia percezione da bambino di 7 anni, a casa della Santissima Trinità, e mi ha cambiato la vita.

Alla mattina ho ricevuto la prima Comunione, e al pomeriggio la Cresima. Come ero felice!
Non era solo un incontro di pochi minuti, come ce ne sono tanti.

Era l’incontro con Gesù,
– che avevo imparato ad amare da mio fratello (ogni sera, per farmi addormentare, mi raccontava e mi spiegava episodi del Vangelo) e da mio padre, – e di cui desideravo la compagnia, non un semplice incontro come succede con una persona importante, ma la compagnia, la familiarità, come Ettore, mio fratello. e papà e mamma vivevano (illuminava tutto, per loro!).

Non è stato solo l’incontro con Gesù .
Al mattino ricevevo finalmente Gesù. A pranzo mio padre aveva organizzato una grande festa, in casa, con i parenti e con tutti i suoi amici (della sua fraternità cristiana) per farci capire che la festa è la famiglia!
E in pomeriggio Gesù mi aveva mandato, come promesso, lo Spirito Santo; ricordo ancora, subito dopo l’unzione, quello schiaffo, abbastanza forte, datomi con affetto dal card. Siri, che mi spronava, dicendomi: “adesso vai, ricevi lo Spirito e vai per il mondo ad annunciare il Vangelo, perchè sei diventato Soldato di Cristo! Ora puoi, ora sei forte, della forza di Cristo Risorto. E non avrai da temere nulla”.
Ed era la festa della Santissima Trinità, mi son sentito come se fossi stato invitato a casa loro, tutto il giorno a casa loro, in Paradiso. Non erano passati velocemente a farmi visita, mi avevano invitato a casa loro e mi avevano tenuto nella loro casa per tutto il giorno. Ero loro figlio, e intimo amico, facevo parte della famiglia. Da allora avrei potuto tornare a casa loro tutte le volte che avessi voluto.
E così ho fatto, per tutti questi anni.
Tante volte mi sono dimenticato, a volte ho vissuto come se loro non ci fossero, ma poi ogni giorno, ogni sera son tornato a dire “questa è la mia casa. Signore, dove posso andare? Tu solo hai parole che spiegano la vita!
Solo in casa Tua, in casa Vostra, mi sento sicuro. E la vostra casa è il tempo, tutto il tempo che mi è dato”.

“Il tempo che mi date è il mio tempio” potrei dire, come mi ha insegnato don Giussani.

«Anche solo per un soffio, anche solo per un momento, l’uomo avverte come un ‘attrattiva, un suggerimento, ha l’ intuizione di qualcosa di più bello, di più corrispondente, di migliore. E dice “sì”.

Monastero, convento o casa sono quel luogo creato perché coloro che vi abitano imparino a gridare davanti a tutti, in ogni istante – tutta la loro vita è fatta per questo – che Cristo è l’unica cosa per cui valga la pena vivere.

Questa è la legge della generosità, dare la propria vita per l’opera di un Altro».

(don Luigi Giussani, Generare tracce nella storia del mondo, BUR, pag 116, 123, 135).

 

Basilica Santissima Trinità di Saccargia

Basilica Santissima Trinità di Saccargia (interno)

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