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di Wanda Massa

 

Kroger è una catena statunitense di negozi di alimentari con sedi in 35 stati.

Nel proprio sito web l’azienda si fregia di aver meritato per la seconda volta consecutiva la valutazione massima nell’Indice di Uguaglianza aziendale 2020 (rif. qui) spiegando che si tratta di uno strumento di benchmarking nazionale, atto a misurare le politiche a sostegno di lesbiche, gay, bisessuali, transessuali e queer.

Kroger, che collabora anche con la con la Camera di Commercio Nazionale LGBT per creare e migliorare le partnership con Fornitori LGBTQ, ha guadagnato il punteggio perfetto di 100 ed è stato designato come miglior posto di lavoro per gli LGBTQ.

Peccato che colosso statunitense del commercio al dettaglio, così sensibile nei confronti dei diversamente etero, non riservi alcuna considerazione alla fede religiosa professata dai propri dipendenti.

Il Miami Herald riferisce che la Commissione per le Pari Opportunità di Lavoro (EEOC) lunedì scorso ha intentato una causa federale contro la Kroger Co. per conto di Brenda Lawson e Trudy Rickerd, due ex dipendenti dell’Arkansas, licenziate in tronco perché hanno detto di credere che le pratiche omosessuali siano peccaminose.

Le due donne erano impiegate in un negozio Kroger situato a Conway, a nord di Little Rock, fino alla metà del 2019, secondo i documenti del tribunale. Lawson ha lavorato in quel posto per quasi 8 anni, mentre Rickerd per 13 anni.

Nel 2019, il negozio ha ordinato ai suoi dipendenti di indossare un grembiule con un cuore arcobaleno a dimostrazione dell’aperto sostegno dell’azienda nei confronti della comunità LGBTQ.

Secondo la denuncia, entrambe le donne hanno chiesto per iscritto al direttore del negozio di essere esentate dall’indossare il grembiule a causa delle proprie convinzioni religiose in tema di omosessualità.

Sebbene (Lawson e Rickerd) non nutrano personalmente alcuna animosità nei confronti degli individui che compongono la comunità LGBTQ, le pratiche di tale comunità violano il loro credo religioso sinceramente professato“, affermano i verbali della difesa “(Lawson e Rickerd) credevano che indossare il logo mostrasse la (loro) difesa della comunità, cosa che (loro) non potevano fare“, ha continuato l’EEOC.

Rispetto gli altri che hanno un’opinione diversa e sono felice di lavorare al fianco di altri che desiderano indossare il simbolo“, ha scritto Rickerd in una lettera. “Sono felice di acquistare un altro grembiule per garantire che non ci siano difficoltà finanziarie per Kroger“.

Ma l’EEOC ha riferito che le richieste delle donne sono state respinte. Entrambe sono state licenziate a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, a metà del 2019, per aver violato il codice d’abbigliamento del negozio.

Kroger si è rifiutato di accogliere le convinzioni religiose di Lawson e Rickerd, anzi, proprio a causa della loro fede cristiana, le ha licenziate in tronco, nonostante il Civil Rights Act del 1964 proibisca la discriminazione sul lavoro in base alla religione.

Secondo il Miami Herald, le donne chiedono un’ingiunzione che impedisca alla catena di supermercati di compiere simili pratiche discriminatorie e il risarcimento per i danni morali e materiali subiti.

Ci auguriamo di cuore che possano ottenere giustizia per la violenza ideologica subita.

In attesa che ciò avvenga, sarebbe almeno auspicabile che dal sito web di Kroger (rif. https://www.kroger.com/f/pride ) venisse rimossa la frase programmatica: “Noi di The Kroger Co. abbracciamo la diversità e l’inclusione come valori fondamentali e li inseriamo in tutto ciò che facciamo“.

Lawson e Rickerd non pretendevano di essere abbracciate e blandite, chiedevano soltanto di poter continuare a lavorare onestamente, ma certamente non al prezzo di prostituire la propria anima.

Definire una persona unicamente in base al proprio orientamento sessuale, negandole di fatto ogni identità ed esigenza di natura spirituale e religiosa è assolutamente svilente e degradante, indegno di una società civile.

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