Keira Bell ha ricevuto bloccanti della pubertà e iniezioni di testosterone presso la clinica Tavistock e ha subito una doppia mastectomia all’età di 20 anni. La giovane donna ha rinunciato ai suoi tentativi di “diventare” uomo ed ha aderito a una causa contro il Tavistock Centre del Regno Unito. In questi giorni è uscita una sentenza che le ha dato ragione: è «altamente improbabile» che un adolescente – specie al di sotto dei 16 anni – possa comprendere in maniera «appropriata» gli effetti a medio e lungo termine del cambio di genere e fornire a chi lo prende in cura per la transizione da un sesso all’altro un adeguato «consenso informato».Questo articolo diTrangender Trend , un’organizzazione di genitori, professionisti e accademici del Regno Unito preoccupati per l’attuale tendenza a diagnosticare i bambini come transgender che ha affiancato Keira in tribunale, ci spiega come è stata emessa e cosa significhi questa sentenza.

 

Keira Bell (foto Daily Mail)
Keira Bell (foto Daily Mail)

 

Oggi, con una sentenza storica che avrà ripercussioni in tutto il mondo, l’Alta Corte ha stabilito che i bloccanti della pubertà e gli ormoni sessuali “cross-gender” sono trattamenti sperimentali che nella maggior parte dei casi non possono essere somministrati ai bambini senza istanza al tribunale.

Siamo lieti che l’Alta Corte abbia emesso una sentenza per proteggere i bambini da interventi medici sperimentali con gravi rischi noti e sconosciuti e conseguenze per tutta la vita.
La sentenza ha concluso che è altamente improbabile che un bambino di età pari o inferiore a 13 anni possa mai essere competente secondo la sentenza Gillick (utilizzata in Medicina Legale per decidere se un minore  (sotto i 16 anni di età) è in grado di acconsentire alle proprie cure mediche, senza la necessità del permesso o della conoscenza dei genitori, ndt)  a dare il consenso al trattamento con bloccanti della pubertà e molto dubbio che i ragazzini di età di 14 e 15 anni possano comprendere i rischi a lungo termine e le conseguenze del trattamento in modo tale da avere una cognizione sufficiente per dare il consenso.
Il tribunale ha anche stabilito che sarebbe appropriato che i medici coinvolgessero il tribunale in ogni caso in cui ci fossero dubbi sul fatto che gli interessi a lungo termine di un 16 o 17enne vengano davvero salvaguardati dagli interventi medici di bloccanti e ormoni.
La sentenza è una rivincita per Sue Evans che ha promosso la causa e ha sollevato per la prima volta preoccupazioni verso il GIDS (il Servizio del Sistema Sanitario inglese che si occupa del Disordine di Identità di Genere, ndt) più di quindici anni fa. È una testimonianza del coraggio delle ricorrenti, della signora A e di Keira Bell che, attraverso la sua testimonianza pubblica, ha cambiato la storia.
Nella sua dichiarazione come testimone, Keira Bell ha detto:

“Ho preso una decisione affrettata da adolescente, (come fanno molti adolescenti) cercando di trovare affidabilità e felicità, e invece ora il resto della mia vita sarà influenzato negativamente”.

Attraverso la sua azione in tribunale, Keira Bell ha fatto sì che altri adolescenti in difficoltà saranno ora protetti dalle conseguenze dannose che lei ha dovuto affrontare.

In un lunga sintesi delle prove che si è potuta ascoltare in tribunale il 7 e 8 ottobre, i giudici hanno riproposto molte delle nostre preoccupazioni circa il trattamento medico sperimentale per i bambini con disforia di genere, in assenza di una robusta base di dati scientifici.

Come “Transgender Trend”  siamo intervenuti in questo caso in particolare sulla questione del recente aumento senza precedenti del tasso di segnalazioni di ragazze adolescenti e dello specifico contesto culturale all’interno del quale, in questo periodo, i giovani più vulnerabili improvvisamente adottano un’identità transgender. Siamo lieti che il giudizio rifletta alcune delle preoccupazioni che abbiamo sollevato nel nostro intervento sul fallimento del GIDS della clinica Tavistock nel fondare il proprio intervento medico su evidenze e su una scienza oggettiva.

Nel nostro intervento, abbiamo presentato la prova che il GIDS opera all’interno di un’illogicità fondamentale: la convinzione che il sesso biologico sia irrilevante per l’essere un ragazzo o una ragazza, fornendo un servizio che si fonda sull’idea e sulla possibilità di definire l’esistenza di un “corpo maschile” e un “corpo femminile” dal quale e verso il quale i bambini possono transitare grazie a farmaci e al successivo intervento chirurgico. Questo è ovviamente impossibile, ma è un risultato che i bambini sono portati a credere sia possibile.

Abbiamo affermato che il servizio collude in credenze che si basano sul rifiuto dei dati biologici, dando maggior peso a un’identità soggettiva e auto-dichiarata rispetto al fatto concreto del sesso biologico, e che opera all’interno della stessa cultura di irrealtà che ha influenzato i giovani individui loro inviati. Su questa base abbiamo affermato che il GIDS non è competente nella salvaguardia dell’autonomia e dell’integrità corporea degli adolescenti che arrivano alla clinica completamente condizionati dalla teoria del genere e desiderosi degli interventi medici di cui è stato detto loro che hanno bisogno.

La sentenza del tribunale ha fatto riferimento al fatto che nel 2011 la suddivisione rispetto al genere era di circa 50/50 tra ragazze e ragazzi biologici, ma nel 2019 il rapporto tra i sessi era cambiato in un 76% di casi di femmine, ma che il Tavistock non ha presentato alcun spiegazione del motivo per cui si è verificato questo cambiamento significativo nel gruppo di pazienti in un periodo di tempo relativamente breve.
Ciò non sorprende: la negazione del sesso biologico impedisce l’analisi sulla base del sesso biologico, comprese le esperienze specifiche e le pressioni affrontate dalle adolescenti di sesso femminile rispetto ai maschi. La mancanza di interesse in merito del GIDS è facilmente spiegabile se i bambini vengono visti attraverso la lente disumanizzante dell’ “identità di genere”. Questo spiega anche l’apparente mancanza di preoccupazione per i gravi effetti fisici di questo trattamento: se il sesso biologico è irrilevante, anche la futura funzione sessuale e la fertilità devono essere irrilevanti.

La sentenza è un’accusa schiacciante della pratica clinica del GIDS. Il caso è stato deciso sulla base di fatti e prove noti al Tavistock, e in ultima analisi sulla mancanza di fatti e sulla debolezza delle prove a difesa del Tavistock. Al GIDS mancavano anche i dati di base sui bambini a cui erano stati somministrati bloccanti della pubertà. Nella sentenza del tribunale i giudici hanno espresso “sorpresa” nelle seguenti aree:

  • Per quanto riguarda l’età dei bambini trattati con bloccanti della pubertà tra il 2011 e il 2020, i dati non erano stati raccolti anno per anno.
  • Per quanto riguarda il numero o la proporzione di giovani segnalati dalla GIDS per i bloccanti della pubertà che avevano una diagnosi di ASD (Disturbo dello Spettro Autistico, ndt) o qualsiasi altra diagnosi rispetto alla loro salute mentale, i dati non erano stati raccolti e c’era stata una mancanza di indagini o analisi.
  • Per quanto riguarda la percentuale di coloro che assumono bloccanti della pubertà che proseguono con l’assunzione di ormoni sessuali “cross-gender” non c’erano dati disponibili, anche per coloro che iniziano gli ormoni sessuali crociati all’interno della stessa GIDS. I bambini non sono stati rintracciati nei servizi per adulti.

Il “procedimento” sul blocco della pubertà GIDS non ha nemmeno monitorato i risultati.

Keira Bell (foto Media Spiked)
Keira Bell (foto Media Spiked)

La sentenza emessa oggi ha stabilito i fatti salienti sui bloccanti della pubertà e sugli ormoni sessuali cross-gender:

  • I bloccanti della pubertà non sono “completamente reversibili”.
  • I bloccanti della pubertà non fanno “guadagnano tempo”, sono il primo stadio di un percorso medico che pochissimi bambini escono.
  • Non ci sono prove che i bloccanti della pubertà allevino l’angoscia.
  • Il percorso dei bloccanti e degli ormoni sessuali crociati ha gravi conseguenze fisiche, inclusa la perdita della fertilità e della piena funzione sessuale, con gravi rischi e profonde conseguenze a lungo termine.
  • Il trattamento è sperimentale.

La prova più schiacciante dell’autocompiacimento del servizio è il fatto che il GIDS non offre agli adolescenti in difficoltà nessun percorso terapeutico alternativo. Lungi dall’essere un trattamento di ultima istanza, i bloccanti e gli ormoni sono l’ unico trattamento offerto a bambini con storie complesse e problemi di salute psichica. Questo è il risultato di un servizio che opera sulla base dell’ideologia al posto degli standard clinici. La sentenza solleva la questione della negligenza medica e la nostra preoccupazione immediata è per i bambini che sono già passati attraverso questo sistema medico.

Questo caso ha messo in luce il risultato peggiore e imperdonabile della presa che la lobby del gender ha sulle istituzioni e sulla società: un esperimento medico sui corpi sani di bambini, con conseguenze gravi e irreversibili per tutta la vita.

La sentenza è anche una rivincita di Transgender Trend e del lavoro che da cinque anni facciamo per aumentare la consapevolezza e favorire un dibattito aperto proprio sulle questioni di cui trattava questa udienza. È un giudizio che solleva seri interrogativi non solo sul servizio del Tavistock, ma anche sui gruppi di pressione transgender che hanno influenzato il NHS (Sistema Sanitario Nazionale inglese, ndt) e hanno spinto il Tavistock a fornire questi trattamenti a bambini di età sempre più giovane.

In risposta alla nostra richiesta di intervento, siamo stati incaricati dal tribunale di presentare la nostra dichiarazione completa dei vari testimoni e le prove che potevano essere utili al tribunale, rilevanti per il caso e che non fossero già state presentate in alcuna dichiarazione di altri testimoni. Anche “Stonewall” e “Mermaids” (associazioni LGBTQ, ndt) hanno chiesto di intervenire e sono stati istruiti allo stesso modo. Il tribunale ha concesso a Transgender Trend il permesso di intervenire sulla base del fatto che avevamo introdotto nuove prove potenzialmente rilevanti per il caso. Le osservazioni sia di Stonewall che di Mermaids sono state giudicate esattamente sulle stesse basi, ed è stato loro rifiutato il permesso sulla base del fatto che avevano prove già presentate davanti alla corte nelle dichiarazioni dei testimoni, o che le prove presentate erano irrilevanti per il caso. Le prove presentate da Stonewall e Mermaids si sono concentrate su questioni come il bullismo, crimini ispirati dall’odio e il diritti del “bambino transgender” ad un’identità; in altre parole, la retorica dell’attivismo LGBTQ che siamo abituati a sentire da questi gruppi.

La differenza riguardo le nostre osservazioni era che le nostre prove erano basate sulla realtà e sui fatti, mentre le osservazioni di Stonewall e Mermaids erano basate su una visione politica e ideologica dei bambini come “transgender”.

L’aspetto più sorprendente del caso giudiziario è stata la completa assenza di ideologia e linguaggio ideologico. Nessuno ha affermato che alcuni bambini abbiano una “identità di genere” che non corrisponde al sesso “assegnato alla nascita” per giustificare l’uso di bloccanti e ormoni. In assenza dell’ideologia, la giustificazione di questo trattamento cade a pezzi. E ‘stato rivelato che nel mondo reale, non v’è alcuna giustificazione per un intervento medico serio sui corpi di bambini sani.

Ciò solleva seri problemi sul motivo per cui a questi gruppi di pressione è stato permesso di influenzare il nostro servizio sanitario in modo così radicale, causando danni a così tanti bambini. Il Tavistock and Portman NHS Trust è uno “Stonewall Diversity Champion”, così come la Commissione sulla Qualità delle Cure che ha giudicato “buono” il servizio Tavistock.

Un medico responsabile del GIDS era un membro di “Gender Intelligence”, un gruppo di pressione con cui il GIDS ha lavorato. GIRES (Gender Identity Research & Education Society) ha prodotto risorse di formazione per il servizio di Medicina Generale del Royal College. Tutti questi gruppi promuovono l’ideologia dell’ “identità di genere”, nessuno di loro è medico o clinico qualificato.

Sulla base della storica sentenza pronunciata oggi in tribunale, il governo deve intervenire per rimuovere tutte le risorse e i programmi di orientamento transgender dalle scuole e dai dipartimenti dei servizi sociali per salvaguardare i bambini e impedire qualsiasi ulteriore insegnamento di questa ideologia ai bambini come un “fatto”. Il Segretario alla Salute deve adottare misure per frenare l’influenza di questi gruppi di pressione ed eliminare l’ideologia dalla teoria e dalla pratica medica. I dipartimenti governativi, gli enti sanitari e le scuole devono annullare la loro adesione al programma Stonewall Diversity Champions.

Devono essere sviluppati percorsi terapeutici adeguati all’interno di un modello psicoanalitico che possa essere erogato da professionisti già formati nella consulenza a giovani in difficoltà. I bambini devono essere trattati come bambini, non come mascotte politiche di un’ideologia. L’ “identità di genere” deve essere rimossa dal memorandum d’intesa UKCP (Associazione di Psicoterapia inglese, ndt) sulla terapia di conversione e ai terapisti e ai consulenti deve essere restituita la libertà di svolgere correttamente il proprio lavoro e di offrire ai bambini un normale dovere di assistenza.

La sentenza di oggi è un momento di svolta. Come società dobbiamo chiederci come abbiamo permesso che ciò accadesse. Le minacce, il bullismo e il silenzio sulle visioni alternative devono finire qui.

Oggi è stata emessa dall’Alta Corte  la sentenza giusta. Ma non avremmo mai dovuto ad arrivare conoscere in questo modo i pericoli della presa [dell’ideologia gender] sulle istituzioni.

 

 

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