Ricevo e volentieri pubblico.

Iustitia in veritate

 

COMUNICATO “PER TORNARE A VIVERE”

 

Entrati nella fase 3 dell’emergenza sanitaria, appare ogni giorno più evidente che l’epidemia da Covid19 stia avviandosi verso la sua estinzione.

Molto si potrà e si dovrà discutere sulle effettive ragioni del caos normativo e sanitario dovuto alla diffusione del virus, ma ciò che risulta chiaro adesso è la fine dell’emergenza che per parecchie settimane ha limitato, se non violato, le più basilari regole di democrazia del nostro paese e le libertà individuali costituzionalmente garantite con misure coercitive, che oggi non hanno più ragione d’esistere. Lo stesso ministro Boccia richiamando la Corte Costituzionale aveva dichiarato che si trattava di atti puramente amministrativi.

Il presente comunicato nasce quindi dall’esigenza di fornire una lettura chiara e ragionevole rispetto alle paure che appaiono ora ingiustificate e che non possono fondare un impianto di misure coercitive future con la minaccia di un ritorno del virus e di un ulteriore castello normativo repressivo basato solo su mere ipotesi.

Forniamo quindi una sintetica, ma documentata serie di fatti ed evidenze scientifiche che mostrano l’inopportunità di proseguire in una politica di allarmismo sanitario, basata sull’emergenza epidemica da coronavirus. Ognuno dei punti di seguito esposti è già stato oggetto di articoli, interventi televisivi o su internet da parte di esponenti autorevoli nel settore. Ove opportuno, ne verrà riportato un breve riferimento, in calce al presente scritto, che, innovativamente le riunisce avendo come unico obiettivo l’interesse dell’Italia e dei nostri connazionali.

Il comunicato è sottoscritto da diverse personalità in ambito medico, alcune delle quali operanti in prima linea nelle unità Covid19.

  1. Fase3 in Italia: oggi il virus è evidentemente meno contagioso e meno aggressivo [1]. Si tratta comunque di una patologia prevalentemente geriatrica, con un indice di mortalità, che nel nostro paese, a differenza di molti altri, come la Germania, è stato più elevato a causa di una serie di misure discutibili e di errori strategici. In molti paesi, quali ad esempio l’Australia, la mortalità è stata paragonabile a quella di una normale influenza stagionale.

Le gravi mancanze che hanno impedito un’efficace gestione dell’emergenza, contribuendo significativamente a determinare i numerosi decessi, anche tra il personale sanitario, che pure si è speso con generosità e abnegazione, sono sintetizzabili nei seguenti punti:

  1. Ritardo nell’approntare misure di emergenza: l’attuale classe politica ad inizio gennaio ha ignorato e persino irriso gli appelli ad affrontare l’epidemia in atto, come se la posta in gioco fosse l’antirazzismo e non la salute degli italiani.
  2. Impedimento nella ricerca di una terapia efficace per la malattia, con provvedimenti che sconsigliavano l’esecuzione delle autopsie ed imponevano cremazioni obbligatorie e indiscriminate dei cadaveri. È stato solo grazie alla santa disobbedienza di alcuni medici che si è potuto constatare la natura trombotica e vascolare del Covid19 che, debitamente trattata, rende possibile, nella maggior parte dei casi, la cura domiciliare, senza necessità di occupare le unità di rianimazione, la cui penuria ha determinato altri decessi, le cui vittime potrebbero essere catalogate come morti per coronavirus, senza avere il coronavirus. [2]
  3. Indebolimento del sistema immunitario a causa dell’inattività indotta dalla forzata clausura e dalle conseguenze psicologiche della politica incentrata sulla paura, amplificata da servizi televisivi, dove talvolta si è ricorsi ad immagini di archivio per intensificarne la drammaticità (come l’uso delle foto delle bare di Lampedusa spacciate per quelle di Bergamo).
  4. Collocamento dei pazienti Covid nelle RSA per anziani, nonostante questi ultimi siano evidentemente i soggetti più a rischio.
  5. Scarsa considerazione da parte della classe politica e dei media per i risultati della ricerca italiana: i primi articoli sull’utilizzo della terapia antitrombotica sono stati snobbati, se non bollati come fake news [3]. Non è stata riservata miglior sorte alla terapia sierologica del Prof. Giuseppe De Donno, finché non è stata ufficialmente riconosciuta, ma prima all’estero che a casa nostra.
  6. Minaccia della seconda ondata col rischio di seminare il panico in occasione del rinnovarsi della semplice influenza autunnale.

Dopo aver subito le gravi limitazioni alla libertà personale tramite i vari DPCM che si sono susseguiti, continuano le “minacce” che alimentano la paura basata sulla mera ipotesi che se non ci atterremo scrupolosamente a tali disposizioni coercitive, ci renderemo colpevoli rispetto ad una del tutto ipotetica seconda ondata del virus.

In realtà le evidenze scientifiche ormai diffuse smentiscono categoricamente tale affermazione, che, invece, alimentando la già grave atmosfera di paura, potrebbe dare luogo a manifestazioni incontrollate di panico quando, in Autunno, tornerà l’abituale influenza di stagione. Il confronto è con la precedente epidemia di Sars: questo coronavirus arrivò nell’inverno del 2002 ed entro l’estate successiva era completamente scomparso. Da un punto di vista epidemiologico, una seconda ondata è un evento possibile, ma non probabile.

  1. Inutilità se non pericolosità dell’uso generalizzato delle mascherine, con particolare riferimento all’imposizione delle stesse in età pediatrica. [4]

I rischi alla salute che possono derivare dal loro continuo utilizzo sono ormai documentati dalla stessa OMS e dal Ministero della Salute: mal di testa, aumento dell’insufficienza respiratoria, ipercapnia, ovvero l’aumento dell’anidride carbonica nel sangue perché viene inspirata nuovamente, ipossia e, più in generale, possono provocare soprattutto nei bambini delle autoinfezioni e determinare ulteriori patologie.

La mascherina infatti trattiene il vapore acqueo e i microrganismi espirati dal soggetto, diventando quindi un’incubatrice che aumenta la carica microbica. Questo può causare autoinfezione con aumento di faringiti e sinusiti.

Il suo uso continuo porta inoltre ad una riduzione dell’ossigenazione del sangue.

  1. Ripercussioni psicologiche e difficoltà di apprendimento del distanziamento sociale particolarmente nel caso dei minori, ma non solo: squilibri nelle dinamiche familiari indotte da convivenze forzate o separazioni protratte (come nel caso di anziani ospiti in case di riposo o minori in case famiglia). Emergenza educativa alla ripresa della scuola nelle modalità attualmente previste [5].

Il distanziamento sociale renderà difficoltoso, se non impossibile, il gioco e la comunicazione coi coetanei, costringendo il minore a sperimentare la tristezza della solitudine in un’età in cui le relazioni sociali sono determinanti per garantirne la crescita armoniosa.

Il forzato utilizzo della mascherina, quasi un addestramento collettivo pavloviano all’obbedienza, comporterà nel bambino gravi conseguenze sia a carattere psicologico, che fisico:

  • danno nell’acquisizione delle competenze di comunicazione non verbale;
  • perdita di intellegibilità delle parole, con conseguente aumento di difficoltà ed ansia;
  • pericolo di infezione, ulteriormente aggravato in caso di presenza di muco, che nei bambini è prassi normale, considerata la maggior vulnerabilità del sistema immunitario e propensione al pianto;
  • traumatizzazione e colpevolizzazione nell’eventualità – estremamente probabile – che le rigide imposizioni sanitarie venissero disattese. E in tal caso è lecito domandarsi quali punizioni verrebbero inflitte ai giovani trasgressori.

In riferimento agli ultimi due punti, si ritiene sufficiente misura di prevenzione la pratica di alcune semplici norme di educazione civile e sanitaria: igiene personale, lavarsi bene le mani, tossire o starnutire nel fazzoletto o nel gomito, astenersi dal frequentare luoghi pubblici se in stato febbrile … senza necessità di ricorrere ad altri presidi (mascherine, guanti, distanziamento) che in alcuni casi potrebbero persino rivelarsi controproducenti. Limitare l’uso della mascherina ad ambienti chiusi e affollati

Alla luce di quanto sinteticamente esposto riteniamo necessario e doveroso che si provveda al ripristino delle libertà personali, soppresse con la scusa dell’emergenza sanitaria, consentendo la piena ripresa di tutti i servizi pubblici e delle attività sociali ed economiche. Tra queste, particolare rilevo deve essere dato alla libertà religiosa, che in Italia è stata soggetta a gravi limitazioni, nonché ad un atteggiamento inspiegabilmente vessatorio nei confronti di molti sacerdoti da parte di membri delle forze dell’ordine.

Riteniamo che sia doveroso fare chiarezza su questi su questi fatti, così come su alcuni episodi di trattamenti sanitari imposti a persone, che avevano esternato dissenso rispetto alle posizioni ufficiali.

 

Dott.ssa Silvana de Mari, medico chirurgo e psicoterapeuta.

Dott. Paolo Gulisano, medico specialista in igiene ed epidemiologia.

Prof. Giulio Tarro, Primario emerito dell’Azienda Ospedaliera “D. Cotugno”, Napoli. Chairman della Commissione sulle Biotecnologie della Virosfera, WABT –  UNESCO, Parigi. Rector of the University Thomas More U.P.T.M., Rome. Presidente della Fondazione de Beaumont Bonelli per le ricerche  sul cancro – ONLUS, Napoli.

Dott. Sandro Taverna, medico-chirurgo, odontologo forense, anatomia clinica, Unità Speciale di Continuità Assistenziale Covid-19 Ulss 2 Treviso.

Dott. Riccardo Szumski, medico di medicina generale.

Dott Andrea Nardi, medico chirurgo.

Dott. Francesco D’Alberti, medico chirurgo.

Dott. Giuseppe Amato, medico, specialista in igiene, epidemiologia e sanità pubblica.

Dott.ssa Rosa Rizza, psicologa specializzata in psicologia clinica e di comunità.

Dott.ssa Anna Rita Iannetti, medico chirurgo responsabile aziendale “Stress Lavoro Correlato”.

Dott.ssa Floriana Santori, medico chirurgo.

Dott. Giovanni Moscarella, biologo nutrizionista

Dott. Giuliano Poser, medico chirurgo.

 

E’ possibile aderire al comunicato inviando nome, cognome, professione, città di residenza all’indirizzo [email protected]

 

Note

[1] Ne hanno trattato, tra gli altri, le seguenti eminenti personalità:

  1. Luc Montagnier (Nobel per la Medicina nel 2008)
  2. Bruce Buetler (Immunologo, Nobel per la Medicina nel 2011)
  3. Giuseppe Ippolito (Spallanzani, Roma)
  4. Matteo Bassetti (S. Martino, Genova)
  5. Arnaldo Caruso (Direttore del laboratorio di Microbiologia degli Spedali Civili di Brescia e presidente della Società italiana di Virologia)
  6. Giorgio Palù (Università Padova)
  7. Massimo Galli (Direttore del Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche “Sacco” dell’Università Statale di Milano)
  8. Carlo Federico Perno (Presidente Virologia all’Università di Urbino)
  9. Giulio Tarro (Virologo di fama internazionale)
  10. Alberto Zangrillo (Università Vita-Salute San Raffaele)
  11. Giuseppe Remuzzi (Direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS).

[2] Rif. dott. Andrea Gianatti, capo del dipartimento di Anatomia patologica dell’ospedale Papa Giovanni di Bergamo.

[3] Rif. Dott. Giampaolo Palma, medico esperto in Ecocardiografia e Cardiologia interventistica.

[4] L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) “non raccomanda l’uso dei guanti” nei luoghi pubblici, come i supermercati, per contrastare la diffusione del Covid-19. Anzi, l’uso dei guanti può essere anche dannoso quando si toccano superfici contaminate e poi il proprio viso. È quanto si legge dalla data 8 giugno sul sito dell’organizzazione nella sezione ‘Domande e Risposte’ sui modi più efficaci per difendersi dal contagio.

Riferimenti scientifici:

  1. bin-Reza F et al. The use of mask and respirators to prevent transmission of influenza: A systematic review of the scientific evidence. Resp Viruses 2012;6(4):257-67.
  2. Zhu JH et al. Effects of long-duration wearing of N95 respirator and surgical facemask: a pilot study. J Lung Pulm Resp Res 2014:4:97-100.
  3. Ong JJY et al. Headaches associated with personal protective equipment- A cross-sectional study among frontline healthcare workers during COVID-19. Headache 2020;60(5):864-877.
  4. Bader A et al. Preliminary report on surgical mask induced deoxygenation during major surgery. Neurocirugia 2008;19:12-126.
  5. Shehade H et al. Cutting edge: Hypoxia-Inducible Factor-1 negatively regulates Th1 function. J Immunol 2015;195:1372-1376.
  6. Westendorf AM et al. Hypoxia enhances immunosuppression by inhibiting CD4+ effector T cell function and promoting Treg activity. Cell Physiol Biochem 2017;41:1271-84.
  7. Sceneay J et al. Hypoxia-driven immunosuppression contributes to the pre-metastatic niche. Oncoimmunology 2013;2:1 e22355.
  8. Blaylock RL. Immunoexcitatory mechanisms in glioma proliferation, invasion and occasional metastasis. Surg Neurol Inter 2013;4:15.
  9. Aggarwal BB. Nucler factor-kappaB: The enemy within. Cancer Cell 2004;6:203-208.
  10. Savransky V et al. Chronic intermittent hypoxia induces atherosclerosis. Am J Resp Crit Care Med 2007;175:1290-1297.
  11. Baig AM et al. Evidence of the COVID-19 virus targeting the CNS: Tissue distribution, host-virus interaction, and proposed neurotropic mechanisms. ACS Chem Neurosci 2020;11:7:995-998.
  12. Wu Y et al. Nervous system involvement after infection with COVID-19 and other coronaviruses. Brain Behavior, and Immunity, In press.
  13. Perlman S et al. Spread of a neurotropic murine coronavirus into the CNS via the trigeminal and olfactory nerves. Virology 1989;170:556-560.

[5] Questo aspetto in particolare è stato oggetto dell’appello promosso dal C.I.A.T.D.M. (Coordinamento internazionale associazioni per la tutela dei diritti dei minori), insieme ad Associazioni, Comitati e autorevoli esponenti del mondo della cultura e della scienza.

 

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