Francesco Martelli, professore emerito dell’Università di Firenze, che qualche settimana fa ci ha inviato una lettera molto bella a proposito del green pass, un lettera che è stata letta da decine di migliaia di lettori, ci invia ora una un’altra sulla questione della libertà nella nostra società liberale odierna. Anche questa è da leggere attentamente. Ringrazio di cuore il prof. Martelli per quanto ci sta condividendo. 

 

Mario Draghi Europa

 

 

Caro Dr. Paciolla,

 

Ho letto con interesse tre interventi (su un giornale on line: Stroncature) su “la-fine-della-libertà”, in cui si afferma, sinteticamente al di la degli istruttivi richiami a fonti storiche, che un sistema istituzionale (Liberal democratico) che garantisca la libertà individuale, la proprietà privata, quindi il mercato e capitalismo, in termini concisi una Società Aperta, produce sì ricchezza e sviluppo ma anche disuguaglianza che al limite genera un problema sociale.

In contrasto con la società Chiusa-dispotica che invece con controllo sugli individui e l’egemonia di uno Stato senza limiti produce povertà. Va sottolineato che anche qui esiste la disuguaglianza (Nomenclatura ed altri) che non può però sfociare in questione sociale in quanto tale questione è gestita e controllata per definizione direttamente dallo Stato.

La suggerita soluzione è l’innesto di un po’ di controllo sociale nella società liberale che quindi diventa Liberale-Socialista. L’ordine è importante, atteso che quella Socialista ex Max (nel testo indicato con A od originale) genera ed ha generato società chiuse e dispotismo.

Rimangono alcune domande inevase nella presentazione:

Come mai Società Liberali nel secolo scorso hanno dato origine quasi senza rivoluzioni (anche la Marcia su Roma è stata a detta dei più onesti una operetta) a dittature non di stampo Marxista, anzi all’opposto. Mentre le uniche rivoluzioni (vere) veramente Marxiste, conseguenza del così detto processo a forbice, antesignano del nostro concetto di disuguaglianza, si son realizzate in sistemi non liberali ma dispotici come la Russia Zarista, e la Cina dell’Impero e non capitalistiche?

La Società più liberale con meno tutele sociali (USA) è quella in cui gli ascensori sociali funzionano meglio che in quelle più sociali tipo l’Italia ove la tutela sociale si presenta come massima? (Figlio di Droghiere è Presidente, et simil)

La disuguaglianza (indice Gini) è forse il male peggiore della società Liberale? Non potrebbe essere piuttosto la concentrazione in pochi di poteri economici così elevati da sovra strutturarsi allo Stato/i che dovrebbe garantire il Libero mercato?

Non sempre è importante la lotta alla disuguaglianza; disuguaglianza che è insita nelle facoltà e skillness umane, quanto piuttosto l’impegno a garantire che anche i più sfortunati possano avere più che dignitosi livelli di vita. Questo è quanto alcuni liberali/liberisti alla Friedman sostengono.

Credo che sarebbe più giusto puntare l’attenzione sull’elevazione del livello minimo  delle classi sociali meno abbienti piuttosto che sulla disuguaglianza che qualunque sistema, anche quello Sociale max (Marxista ), genera , almeno fra chi detiene il potere e chi ubbidisce! Nel sistema socialista puro la disuguaglianza si struttura fra la classe politica dominante ed il resto della popolazione, senza che però si riesca a far crescere il complesso della ricchezza, come hanno empiricamente mostrato le realizzazioni di tale teoria, con il naturale impoverimento della classe subalterna alla Nomenclatura dominante, molto più ampia che non in un sistema liberale.

La critica più importante dovrebbe quindi incentrarsi sul Concetto di Stato quale istituzione che, purtroppo, a differenza di quanto alcuni importanti pensatori ritengono, non è una entità Assoluta sopra le parti, ma sempre rappresentata da coloro che pro-tempore, con mandato popolare o meno, la rappresentano. Purtroppo, anche le leggi superiori, vedi costituzioni e diritti fondamentali, non bastano ad arginarne il potere e talvolta l’abuso di chi è a potere.

Basti pensare alla nostra situazione attuale che vede il parlamento commissariato da un Governo guidato da un Autorevole personaggio, che però mai ha avuto il mandato popolare. Costui, sotto il ricatto della Salute, via  la paura indotta da  stampa e media assolutamente allineati, peggio della Agenzia Stefani, che non accetta alcun contraddittorio,  si permette di violare anche tutti i più elementari diritti fondamentali  della rappresentanza  parlamentare (decreti legge di Urgenza con  decorrenza a 1 mese! 5 Fiducie al Governo in 48 ore etc.).

Siamo al Commissariamento della istituzione liberal-democratica; e, come acutamente notava Sergio Romano in un suo bel libro “Italie Parallele”, si ripete ciò che avveniva nel 20’: i partiti erano incapaci di offrire una guida stabile ed efficace ed ecco la guida forte; oggi ove i partiti con visioni contrapposte siedono al governo delegano al Demiurgo venuto da fuori le decisioni sotto la paura di elezioni!

A niente vale l’affermazione di merito del Capo, perché se si accetta che la qualità del capo (valutata da chi?) basti acciocché egli sieda nella stanza dei bottoni, si stabilisce un principio caro alla sinistra marxista: Io guido le masse perché le voglio educare e condurre al benessere ed alla giustizia, ma son io che decido di essere l’Uomo adatto e che ha il diritto di educare secondo la Giusta visione della Società.

Da sempre si contrappone una discussione sul metodo (Liberale) e sul Contenuto (illiberale).

Fateci caso, anche oggi nelle polemiche su Morisi (Lega) e su Fidanza (FdL) si discute sul contenuto di ciò che vien fatto emergere, mai sulla metodica e sulla sua legittimità. Su Riace si approva il contenuto delle azioni del sindaco (piene di umanità) e si trascurano le modalità. Qualcuno è sempre più uguale degli altri e si può ergere a Giudice dei fatti, chiedere abiure, dare patenti di presentabilità, etc. Per questo è difficile credere nella superiorità ed asetticità dello Stato, delle sue Istituzioni, e dei suoi rappresentanti.

Meditiamo: i paradigmi del passato in una società dominata dalla “Comunicazione”, non dalla “Conoscenza-Scienza”, come qualcuno ama chiamare la nostra attuale, vanno rivisti.

Il potere di manipolazione di certi strumenti in mano ad una “oligarchia”, che auto alimenta e sostiene il proprio potere anche economico, richiedono nuovi strumenti di Libertà sui quali anche pensatori di Sinistra, ma onesti intellettualmente, si interrogano, ed anche i veri liberali si dovrebbero interrogare.

 

Francesco Martelli

Professore Emerito

Università di Firenze

 

 

 

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