Maija C. Hahn, logopedista e specialista in autismo, ha dichiarato di essere “sconvolta” dal fatto che i Centers for Disease Control and Prevention, in sordina, abbiano modificato al ribasso le tradizionali tappe dello sviluppo del linguaggio infantile “normalizzando” ritardi linguistici significativi. Maija C. Hahn è una logopedista e specialista dell’autismo che ha contribuito a sviluppare programmi e centri per l’autismo in California, Oregon e nello stato di Washington, nonché direttrice regionale del Westside per il Michigan per Vaccine Choice. Anche altri autori hanno rilevato problematiche dello sviluppo del linguaggio nei bambini durante il periodo di lock-down. La Education Endowment Foundation di Londra sottolinea come la mancanza di socialità, del rapporto con i nonni e gli amici, l’uso prolungato della mascherina abbiano ridotto la capacità di esprimersi nei bambini: il 76% delle scuole inglesi interpellate hanno riportato di aver dovuto dovuto aumentare i servizi di logopedia. Anche Magda Di Renzo, responsabile del servizio Terapie dell’Istituto di Ortofonologia (IdO), un Centro di diagnosi e riabilitazione del linguaggio, sostiene che, a causa dalla carenza di socializzazione, la pandemia abbia determinato rallentamenti nello sviluppo dei bambini che, a tre anni, mostrano un ritardo nello sviluppo delle competenze linguistiche.

Vi presentiamo ampi stralci dell’articolo di Maija C. Hahn pubblicato su The Defender, organo online dell’associazione “Children’s Health Defense” presieduta da Robert Kennedy, nella traduzione di Annarosa Rossetto.

 

mascherina bambini bambina

 

Il mese scorso, i Centers for Disease Prevention and Control (CDC) hanno pubblicato nuovi standard linguistici di sviluppo per i bambini americani. La guida aggiornata afferma che un bambino di 2 anni e mezzo dovrebbe ora dire solo 50 parole.

Come specialista di autismo e logopedista riconosciuta dall’American Speech-Language-Hearing Association, sono inorridita dal fatto che il CDC abbassi furtivamente le aspettative, consolidate nel tempo, dello sviluppo linguistico dei bambini normalizzando significativi ritardi di linguaggio come “la nuova normalità”.

Ho lavorato in ospedali, scuole e cliniche e sono stata il direttore responsabile nello sviluppo di programmi e centri per l’autismo in diversi Stati.

Sono considerata un esperto nello sviluppo del linguaggio infantile, della comunicazione, della funzione motoria orale e della deglutizione e un esperto nel fornire approcci e protocolli terapeutici appropriati quando tali funzioni sono “anormali”.

Per 25 anni, sono stata una sostenitrice dell’identificazione e del trattamento precoce perché la ricerca mostra che prima viene identificato un bambino con problemi, migliori saranno i risultati del trattamento.

Ora il CDC vuole normalizzare il ritardo nelle abilità linguistiche  nei bambini americani, privandoli dell’identificazione precoce del ritardo e del relativo trattamento.

Ciò avrà inevitabilmente un impatto negativo sul futuro scolastico dei nostri figli, nelle relazioni, nella loro comunicazione e nella loro autostima, costringendoli probabilmente ad affrontare più anni di logopedia e sostegno scolastico.

Cos’è “normale”?

Ci si aspetta che i bambini di età superiore ai 2 anni abbiano un ampio vocabolario lessicale. Dovrebbero essere in grado di avere un’etichetta verbale per identificare quasi tutto nel loro ambiente.

Ci si aspetta che i bambini di due anni e mezzo utilizzino espressioni di 2 o 3 parole e che siano in grado di unirle in frasi complete.

Se il CDC sta assistendo a una significativa diminuzione dell’acquisizione del linguaggio infantile, i funzionari dell’agenzia devono chiedersi il perché, invece di cambiare semplicemente le aspettative standard.

Eppure questa non è una novità per il CDC. Il CDC ha cambiato gli standard del QI e i risultati dei test degli studenti per anni. I bambini americani stanno diventando sempre più ottusi, con maggiori difficoltà di apprendimento e maggiori problemi di salute (il 54% dei bambini americani soffre di una malattia cronica).

Il CDC deve semplicemente smettere con questa assurdità di trasformare l’anormale in normale e iniziare a esaminare ciò che sta influenzando negativamente lo sviluppo dei nostri figli.

Iniziamo chiedendoci: perché l’improvviso cambiamento nel linguaggio nel 2021-2022?

Una delle ipotesi è che l’attuazione nazionale degli obblighi di mascherina negli ultimi due anni abbia molto a che fare con la nostra situazione attuale.

(…)

Ecco come indossare la mascherina influisce sullo sviluppo del linguaggio:

Vedere e sentire: I bambini imparano guardando e ascoltando. L’uso della mascherina ostacola entrambe queste modalità di apprendimento. I bambini hanno bisogno di vedere la bocca dei loro genitori, insegnanti e coetanei.

Inoltre, la mascherina usata dai coetanei e dagli insegnanti impedisce l’apprendimento attraverso il canale uditivo. Lo sviluppo del linguaggio è significativamente influenzato quando un bambino non può vedere o sentire tutti i suoni del linguaggio che vengono attutiti da chi indossa la maschera. La finestra di sviluppo del linguaggio è vitale per l’emergere di adeguate capacità comunicative e può avere un impatto sul rendimento scolastico di un bambino per anni.

Respirazione della bocca: I bambini sotto i 5 anni stanno passando da un modello di deglutizione infantile, per suzione, ad una deglutizione adulta. Questa transizione della deglutizione è importante per il bambino al fine di avere un linguaggio e una deglutizione funzionali e appropriati e influenza anche le strutture orali e la crescita della mascella e della bocca.

Una mascherina può impedire questa transizione in diversi modi. Le mascherine riducono l’assunzione di ossigeno e spesso fanno respirare dalla bocca anziché dal naso per inalare più ossigeno possibile. La respirazione orale è molto problematica nello sviluppo della funzionalità della bocca dei bambini e spesso i logopedisti trascorrono anni a lavorare con i pazienti cercando di porre rimedio a questo problema.

La respirazione dalla bocca porta a una posizione bassa della lingua, a riposo, cosa che spesso è preludio di molti disturbi del linguaggio, dell’articolazione e della deglutizione. La respirazione orale può inoltre causare malformazioni della mascella e disfunzioni orali e di deglutizione a lungo termine, che solo la ricostruzione chirurgica può correggere.

Inoltre, i bambini con bisogni speciali, come quelli con disturbi e disfunzioni del linguaggio e della deglutizione, sono gravemente ostacolati dall’obbligo di mascherina e questo potrebbe farli regredire, costringendoli a terapie via via più aggressive e invasive anche per tutta la vita.

Uso corretto: I bambini piccoli e i bambini in genere non hanno la consapevolezza di sé o la giusta disciplina per indossare e togliere una mascherina in modo sicuro, né sono in grado di evitare la contaminazione della mascherina quando toccano le superfici non toccandola successivamente.

Se il motivo per indossare la mascherina è prevenire la contaminazione crociata di COVID-19, credo che il semplice posizionamento di una mascherina su un bambino, aumenterà la probabilità di trasmissione virale. Una mascherina è semplicemente un modo per far sì che il bambino si tocchi il viso più frequentemente.

Igiene: I bambini piccoli stanno ancora sviluppando adeguate posture di riposo orale e della deglutizione e quindi spesso sbavano. Inoltre non si soffiandosi spesso il naso e  il muco tende a colare dalle narici. Questi fluidi corporei contaminano rapidamente la mascherina.

Far tenere a un bambino una mascherina umida, calda e contaminata è antigienico e pone il bambino a maggior rischio di infezioni batteriche e fungine, alcune delle quali possono essere contagiose per gli altri, come l’impetigine, che può causare rischi significativi per la salute.

Scuola e disabilità: I danni ai bambini con bisogni speciali sono stati ancora più ingenti, condannando questi bambini a trattamenti più lunghi per il recupero e potenzialmente a una perdita significativa nella qualità della vita. (In Italia questi bambini hanno avuto l’esenzione, ndt)

Oltre ai danni sopra menzionati, richiedere a un bambino con disturbi dell’elaborazione sensoriale o deficit neurologici di indossare una mascherina ha creato problemi comportamentali ed emotivi in molti bambini e ha aumentato il carico sulle famiglie e sul programma educativo del bambino.

Ancora oggi, i bambini e le famiglie con bisogni speciali che non sono in grado di tollerare una mascherina sono stati privati dell’accesso alle cure mediche e alle terapie, nonché dei viaggi in aereo, treno, autobus, metropolitana o taxi.

Gli obblighi di mascherine del CDC hanno gravemente colpito un’intera generazione di bambini americani e stiamo appena iniziando a vedere le conseguenze a lungo termine. I bambini che sono nati nell’era del COVID-19, non hanno idea di cosa sia un mondo senza mascherine: dovremmo aspettarci di vedere disturbi di linguaggio e di pronuncia ancora maggiori in questi bambini nei prossimi mesi e anni.

I nostri bambini hanno bisogno di vedere e ascoltare i loro interlocutori entro tempi di sviluppo fisiologici. Hanno bisogno di respirare liberamente e vivere senza paura dei germi o di uccidere la nonna.

(…) Il CDC deve vergognarsi per aver implementato tali misure non scientifiche e poi aver cambiato silenziosamente gli standard linguistici pediatrici per coprire i danni che ha causato.

Cos’altro il CDC ridefinirà presto come “normale”?

Se vostro figlio non usa almeno 50 parole entro 24 mesi o a 3 anni non riesce a farsi capire, consultate un logopedista.

E per favore … fate togliere la mascherina ai vostri figli e ai loro interlocutori.

 

 

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