Ellie-Anderson-transgender
Ellie Anderson, transgender

 

L’Associazione Non si tocca la Famiglia intervista le dottoresse Céline Masson e Sophie Dechêne dell’Osservatorio internazionale La Petite Sirène in vista di un convegno a Roma

L’evento, previsto per il 28 ottobre p.v., sarà l’occasione per lanciare ufficialmente sul territorio nazionale l’Appello – Manifesto dell’Osservatorio, già pubblicato in altri Paesi europei, che denuncia la propaganda sul cambiamento di sesso nei minori, in voga sui mass media e nei corsi di educazione sessuale a scuola. Una propaganda che non fornisce sulla questione dati scientifici seri e non informa sui gravi rischi di tali operazioni: un approccio questo che favorisce la crescita esponenziale del numero di bambini e adolescenti che chiedono di cambiare sesso.

 

di Lucia Comelli

 

Come è nata l’idea dell’Appello – Manifesto?

Il nostro Osservatorio nasce nel 2021, a seguito di un aumento esponenziale delle richieste di cambio di sesso tra i minori. La trasmissione di un documentario Little Girl – che descrive il trattamento medico di un ragazzo che si definisce transgender – è stato il fattore scatenante. Caroline Eliacheff, Céline Masson e Anna Cognet, le co-direttrici del settore [dell’Osservatorio] che si occupa dei genitori, assieme ai colleghi, hanno lanciato un appello denunciando gli effetti delle pratiche mediche sui bambini cui era stata diagnosticata una “disforia di genere”. Questo appello, presente sul sito della nostra associazione, continua a raccogliere adesioni.

Da allora, Céline Masson e Caroline Eliacheff hanno pubblicato un libro: La fabbrica del bambino transgender e il nostro Osservatorio ha avviato numerose azioni di sensibilizzazione, forum, articoli e incontri.

La filiale belga dell’Osservatorio (BBOPS) è stata creata all’inizio del 2022 con l’obiettivo di avviare le stesse azioni in Belgio, dopo che siamo venuti a conoscenza di fenomeni analoghi in questo Paese. Jean-Pierre Lebrun, psichiatra e condirettore del BBOPS, ha pubblicato un libro scritto in collaborazione con Charles Melman, psicoanalista, dal titolo: La disforia di genere.

Abbiamo pensato di scrivere un Manifesto europeo grazie alla lettura di un articolo tedesco che denunciava problemi simili in Germania. Da allora, abbiamo cercato di sensibilizzare altri Paesi per combattere insieme contro questa ideologia settaria che contamina insidiosamente i nostri Stati.

 

In quanti Paesi pensate si stia oggi diffondendo un approccio rigoroso alla disforia di genere come il vostro e vengano adottate iniziative come il Manifesto, per sensibilizzare le istituzioni e il pubblico sulla necessità di tutelare l’integrità fisica e psicologica di genere dei minori colpiti da disforia di genere?

La tendenza a promuovere un approccio scientifico per affrontare questo problema si ritrova in diversi Stati, in particolare Svezia e Inghilterra, dove sono già stati compiuti anche passi a livello politico. In questi Paesi la tutela dei minori, purtroppo a volte ancora insufficiente, consente di evitare alcuni trattamenti frettolosi, che alterano la salute psicofisica dei minori che si dichiarano transgender.

Nel maggio 2021, l’ospedale universitario Karolinska di Stoccolma ha deciso di vietare l’uso di bloccanti della pubertà e di rivedere il modo in cui vengono assistiti questi bambini. Nel febbraio 2022, il Consiglio nazionale svedese per la salute e il benessere ha confermato che ci sono più rischi che benefici nel trattamento dei minori con ormoni (bloccanti della pubertà o ormoni incrociati).

Nel Regno Unito, per migliorare l’informazione e rispondere in modo personalizzato ai bisogni dei minori, il rapporto Cass (allegato II) raccomanda uno staff multidisciplinare che consenta un percorso assistenziale integrato, tale da farsi totalmente carico dei bisogni di questa parte della popolazione: “Il personale dovrebbe mantenere un’ampia prospettiva clinica al fine di integrare le cure per i bambini e per i giovani che soffrono di disforia di genere nel più ampio contesto della salute dei bambini e degli adolescenti”.

La pubblicazione di questo rapporto, nato dalla constatata inadeguatezza di questi trattamenti, ha causato, nella primavera del 2022, la chiusura del GIDS, un servizio all’avanguardia per ‘transgender’, spesso citato riferendosi alla celebre Tavistock Clinic. Da allora, un numero crescente di azioni legali, avviate dai detransitioner o dai loro genitori, ha fatto scalpore sulla stampa.

Il 22 febbraio 2022, l’Accademia Nazionale di Medicina si è così espressa: “Una grande prudenza medica deve essere usata in relazione ai bambini e agli adolescenti, tenuto conto della vulnerabilità, soprattutto psicologica, di questa parte della popolazione, e dei numerosi effetti indesiderati, per non dire delle gravi complicazioni, che possono derivare da certe terapie disponibili”.

Alcune iniziative provocano una reazione aggressiva da parte dei trans attivisti, attraverso scritti o azioni intolleranti. Ad esempio, Céline Masson e Caroline Eliacheff, invitate a presentare il loro libro a una conferenza in Svizzera, hanno dovuto annullare questo incontro a causa di una rumorosa interruzione da parte di un gruppo di trans attivisti. Questa presentazione si è dovuta alla fine tenere in un edificio privato dell’università. Un evento simile, anche in Svizzera, è accaduto a Eric Marty, poche settimane dopo, quando ha voluto presentare il suo saggio: Il sesso dei Moderni: il pensiero del neutro e la teoria del genere.

 

Cosa ne pensate dell’iniziativa proposta per il 28 ottobre da Non si tocca la Famiglia e dall’Osservatorio di Bioetica di Siena, associazioni impegnate in Italia per la tutela della vita, della famiglia e della libertà di educazione?

Senza prendere posizione su argomenti che esulano dal nostro campo di interesse, sosteniamo qualsiasi iniziativa volta a tutelare l’integrità delle persone, e in particolare delle più vulnerabili come i bambini, da ogni influenza ideologica e settaria. Attualmente, essi sono in pericolo e hanno bisogno di essere protetti dall’ideologia trans attivista. È importante mobilitare i professionisti e informare

l’opinione pubblica, soprattutto i genitori, delle conseguenze di siffatte derive. Ogni associazione che difenda i valori del diritto umano e della protezione del bambino riceverà il nostro supporto.

 

Fonte: Non si tocca la famiglia

 


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 





 

 

Facebook Comments