vaccini covid19

 

 

di Sabino Paciolla

 

È appena uscito, sia in italiano che in inglese, l’ultimo libro di Fulvio Di Blasi, La morte del Phronimos: Fede e verità sui vaccini anti-Covid, ed è in arrivo a giorni un secondo volume legato allo stesso tema dal titolo: Vaccino come atto di amore? Epistemologia della scelta etica in tempi di pandemia.

Di Blasi, oltre ad essere avvocato, è un noto filosofo cattolico esperto soprattutto di etica e del pensiero di Tommaso d’Aquino, il dottore principale della Chiesa Cattolica. Ha insegnato in diverse università, tra cui la University of Notre Dame (USA), The John Paul II Catholic University of Lublin (Polonia), l’Università Pontificia della Santa Croce (Roma) e la LUMSA (Palermo). Ha più di 200 pubblicazioni. Tra i suoi libri principali ci sono Dio e la legge naturale (1999-2021), John Finnis (2008), Ritorno al Diritto (2009), Questioni di Legge Naturale (2009-2021), Saggezza antica e facezia tomista: Felicità e vita buona (2017), From Aristotle to Thomas Aquinas (2021).

Per sapere di più sul tema del libro, ho pensato di porre qualche domanda all’autore.

Paciolla: Perché uno studioso come Di Blasi ha deciso di occuparsi in maniera così intensa dei vaccini anti-Covid?

Di Blasi: “Lo spiego nella lunga introduzione al mio libro che sta per uscire, “Vaccino come atto di amore?” Sui vaccini anti-Covid si è create una preoccupante confusione etica persino dentro la chiesa cattolica (che in questi casi scrivo usando il minuscolo): una confusione che, come tutti i frutti di un albero cattivo, sta generando odio e conflitto sociale su un tema che dovrebbe invece restare di stretta competenza della scienza e della coscienza individuale di ogni singola persona di buona volontà. Da esperto di etica e diritto, sono seriamente preoccupato della singolare e surreale alleanza che si è creata, non solo tra il potere politico e quello religioso, ma anche tra il primo e quello dei media mainstream, che citano entrambi a proprio favore una presunta scienza in grado di legittimare qualsiasi politica emergenziale. Questa scienza non esiste ma la cosa più grave è che se tutti questi poteri si alleano (religioso, politico, mediatico) nel nome di un presunto dio “Scienza” si apre la porta a qualsiasi tipo di totalitarismo e a qualsiasi persecuzione dei diritti individuali e del libero pensiero. Lo stiamo vedendo potentemente in questi giorni. Chiunque dissente dal pensiero politico mainstream è additato, quando va bene, come negazionista, no-vax, fanatico, ecc. Quando va male, iniziano innumerevoli insulti di bassa lega che sono però consentiti e favoriti dalla comunicazione pubblica, come se ci fosse stato un editto ufficiale per legittimare, perfino dentro la chiesa, l’umiliazione e la denigrazione di chiunque esprima dubbi o idee diverse. Questa situazione è intollerabile. Siccome io ho gli strumenti sia etici che epistemologici per affrontare le questioni rilevanti, ho deciso che era necessario scrivere dei testi scientifici seri sull’argomento soprattutto per difendere i deboli, cioè tutte le persone che in questi giorni soffrono per gli attacchi, le umiliazioni e le costrizioni di autorità mediatiche, religiose e politiche apparentemente senza più freni né remore morali. Fin da piccolo ho sempre odiato i bulli e mi sono sempre schierato dalla parte degli oppressi. In questi giorni, i bulli sono al potere e gli oppressi sono tutti coloro che hanno dubbi legittimi sui cosiddetti vaccini anti-Covid. Per quello che vale, oggi esisterà nel dibattito almeno un libro (e sta per arrivarne un altro) che sfido chiunque a definire negazionista, ignorante o miope rispetto alla scienza. È ora di smetterla con gli insulti e i nomi creati ad hoc per denigrare chi la pensa diversamente e ritornare ad un dibattito serio e aperto sull’argomento.”

Paciolla: Ma il libro è di filosofia? Che cosa c’entra la filosofia con i vaccini e con la pandemia?

Di Blasi: “È buffo che tutti esprimono giudizi etici in questi giorni su chi decide di non vaccinarsi o su chi ritiene che ci siano in atto inammissibili negazioni dei diritti fondamentali ma poi vogliono zittire gli esperti di etica e di diritti fondamentali della persona. L’etica è la scienza della scelta, sia individuale che collettiva o politica, e l’esperto di filosofia morale è il depositario di questa scienza. Oggi chiamano in TV presunti esperti di medicina per esprimere giudizi etici e politici che non gli competono. Questo è un grave errore epistemologico. Esiste anche una gran confusione sul tipo di verità disponibile sui vaccini e sulle fonti da cui apprenderla e valutarla. Gran parte dei dubbi di oggi richiede un serio approccio epistemologico per capire chi e in che termini può parlare dei vaccini anti-Covid e della pandemia. L’epistemologia, naturalmente, è una parte della filosofia della conoscenza.”

Paciolla: Quindi si tratta di un libro di epistemologia e di bioetica?

Di Blasi: “Bioetica è un termine ambiguo che non gode di uno statuto scientifico preciso e autonomo. È un termine con cui io ho un brutto rapporto come con tutti i termini ambigui. Letteralmente, bioetica indica la filosofia morale che si accosta, in termini di etica applicata, a questioni specifiche sulla vita. In questo senso, certo, il mio è anche un testo di bioetica. D’altra parte, non riesco a pensare a questioni di filosofia morale che non abbiano attinenza alla vita e il termine bioetica viene usato per un approccio interdisciplinare che coinvolge anche medicina, diritto, biologia, ecc. Quando un termine può essere predicato di tante discipline diverse diventa appunto epistemologicamente ambiguo e a me non piace più. Io non sono esperto delle stesse cose di cui è esperto un medico, anche se a volte mi serve una perizia medica, come può servire ad un giudice in un processo. Sotto questo profilo, no, il mio non è un libro di bioetica ma di etica perché affronta questioni relative ai vaccini anti-Covid e alla scienza medica dal punto di vista della filosofia morale e della scelta etica. L’approccio generale ai vaccini anti-Covid come oggetto di scelta etica appartiene però al libro che sta per uscire. Questo ha una struttura etica particolare incentrata soprattutto sulla cosiddetta etica delle virtù.”

Paciolla: Immagino sia il motivo del richiamo al phronimos nel titolo

Di Blasi: “Esatto! Il phronimos è la persona saggia che, nell’etica aristotelica è la regola dell’agire morale e in quella cristiana è Gesù come modello da seguire. Il Vangelo non è un codice etico ma la storia della Persona che il giovane ricco, pur già osservatore delle regole, è chiamato a seguire. Il dibattito pubblico sui vaccini, per molti versi, è la negazione dell’etica delle virtù. Non è un caso che aumentino a dismisura tensione e odio sociale quando chi si erge e maestro pubblico è normalmente una cattiva persona. Com’è stato possibile che il mondo cattolico, in particolare, si stia affidando ciecamente a persone che in un’etica delle virtù bene intesa sarebbero l’opposto del phronimos, simbolo più di modelli comportamentali negativi che positivi? Com’è possibile che tanti cattolici esaltino presunti esperti che non hanno alcun ritegno ad insultare gli altri e non si curano sul serio del bene delle persone? Il mio libro, sotto questo profilo, cerca di riprendere un punto di vista eticamente corretto sui testimoni delle verità pubbliche di questi giorni.”

Paciolla: Il termine “testimoni” è particolarmente importante nel libro, vero?

Di Blasi: “Assolutamente sì. Nel mio libro uso il parallelismo classico tra coscienza e tribunale, e uso la scienza giuridica su come si valutano i testimoni in un processo per valutare l’attendibilità sia tecnica che etica che ognuno di noi deve conferire ai vari soggetti pubblici e istituzionali che in questi giorni ci parlano dei vaccini. Questo è un approccio sia epistemologico che giuridico illuminante. Nel mio libro, soggetti come le case farmaceutiche, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Food and Drug Administration americana (FDA), la European Medicines Agency (EMA), l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), il Comitato Tecnico Consultivo (CTS), il giornalismo mainstream, la politica e perfino la “Scienza” sono tutti potenziali testimoni che il giudice della nostra coscienza deve ascoltare per valutare se ammetterli nel processo oppure no. La sentenza è il giudizio della nostra coscienza. Naturalmente, come si fa nei processi, bisogna esprimere giudizi approssimativi e ragionevoli sui testimoni basati sui fattori e gli elementi disponibili, incluse dichiarazioni false o fedine penali sporche. Sotto questo profilo, per scrivere il mio libro ho dovuto fare un enorme lavoro di inchiesta sostituendomi a volte a quel lavoro che purtroppo il giornalismo attuale non fa più.”

Paciolla: E parli anche del Green Pass?

“Il libro è dedicato ai portuali di Trieste. Questa, per chi ha orecchi, è già una risposta. Il Green Pass all’italiana, come lo chiamo nel libro, equivale ad una vera e propria truffa di stato e ad un ignobile strumento di tortura e coercizione. Naturalmente, da eticista devo salvare sempre il foro interno e le valutazioni sulla cosiddetta responsabilità soggettiva, ma il mio giudizio sulla responsabilità oggettiva è netto ed implacabile. Non credevo che avrei mai visto in vita mia una politica fascista così ignobile e un giornalismo mainstream ridotto, con parole della Bibbia, a farle da grande prostituta. Questa immagine della Bibbia la uso nel libro in modo preciso e la spiego perfino nell’introduzione. La situazione attuale richiede immagini etiche forti, e l’esperto di etica sono io, non è il virologo da televisione.”

Grazie Fulvio. Allora magari ci risentiremo presto a proposito dell’altro volume Vaccino come atto di amore?

“Assolutamente! Grazie a te, Sabino”

 

Dalla quarta di copertina:

«I vaccini anti covid e la pandemia sono temi che avvolgono ormai interamente tutta la nostra esistenza sia come individui sia come cittadini di singoli stati e del mondo intero. Sono temi complessi, con mille sfaccettature. Da chi dobbiamo apprenderne le verità? In che modo esattamente? Che valore dobbiamo dare alle affermazioni delle varie persone e istituzioni che ce ne parlano? È essenziale imparare a rispondere in maniera sufficiente e ragionevole a queste domande perché ne dipendono decisioni cruciali che ciascuno di noi deve prendere con riguardo alla salute propria e dei propri cari, al bene comune e ai diritti e le libertà fondamentali della società in cui viviamo» (dall’Introduzione dell’autore).

Fulvio Di Blasi non è solo un esperto riconosciuto di filosofia morale ma anche un fine giurista. In questo libro ci invita tutti a diventare giudici e ad interrogare, nell’aula di tribunale della nostra coscienza, tutti i potenziali testimoni del processo sui vaccini, quello che si chiude con le nostre scelte o sentenze etiche, in modo da valutare quali ammettere e quali ritenere inattendibili. Il libro ha un aspetto epistemologico, per inquadrare il senso della verità che ricerchiamo, un aspetto d’inchiesta, per valutare i testimoni del processo, e uno sfondo morale incentrato sull’etica delle virtù e sul phronimos, la persona prudente aristotelica, che per Di Blasi è il grande assente dell’attuale dibattito sui vaccini e la pandemia.

Sui vaccini c’è una guerra in corso, ci dice Di Blasi, i «tempi sono però quasi maturi per la fine del giacobinismo» e anche «un libro può fare la differenza, per quanto piccola».

Il libro può essere acquistato qui.

 

 

 

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