Quello che era nell’aria ora è diventato chiaro e pubblicamente espresso. Il vescovo tedesco Gerhard Feige, di Magdeburgo, si chiede perché non vi sono state critiche alla implementazione nelle linee guida tedesche di Amoris Laetitia e vi sono ora alla “dispensa pastorale” che permette ai coniugi protestanti di cattolici di ricevere la Comunione visto che, a suo parere, vi è un legame tra le due cose. Lo aPprendiamo in questo articolo su CNA. 

Eccolo nella mia traduzione.

Foto: Cardinal Walter Kasper. Credit: Bohumil Petrik/CNA

Foto: Cardinal Walter Kasper. Credit: Bohumil Petrik/CNA

Diversi vescovi tedeschi hanno reagito con sorpresa, costernazione e critica al rifiuto da parte del Vaticano della proposta di consentire ai protestanti sposati con cattolici di ricevere l’Eucaristia in determinate circostanze. Un eminente cardinale ha detto di essere “furioso” di come si sta svolgendo il dibattito sulla Comunione.

In una lettera del 25 maggio, il cardinale eletto Luis Ladaria SJ, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, ha sollevato “una serie di problemi di notevole importanza” con la proposta tedesca e ha dichiarato il testo non essere abbastanza maturo per la pubblicazione.

La lettera è stata pubblicata il 4 giugno dal giornalista vaticano Sandro Magister.

Lo stesso giorno, il capo della Conferenza episcopale tedesca, il cardinale Reinhard Marx, ha rilasciato una dichiarazione in cui si diceva “sorpreso” della lettera.

Nella sua dichiarazione del 4 giugno, il cardinale Marx ha osservato che in una riunione tenutasi a Roma il 3 maggio 2018, “ai vescovi partecipanti all’incontro è stato detto che dovevano “trovare una soluzione il più possibile unanime nello spirito della comunione ecclesiale””, e si è quindi stupito di ricevere la lettera “prima che un tale accordo unanime fosse raggiunto“.

Il cardinale Marx ha detto che vede “un ulteriore bisogno di discussione all’interno della Conferenza episcopale tedesca… ma anche con i corrispondenti dicasteri romani e con lo stesso Santo Padre“.

Il 6 giugno, il presidente della Commissione ecumenica della Conferenza episcopale tedesca (DBK), il vescovo Gerhard Feige di Magdeburgo, ha pubblicato un editoriale su “katholisch.de”, un sito web della DBK, in cui ha espresso delusione per la risposta di Roma, e ha aspramente criticato i “due pesi e due misure morali” dei vescovi che da una parte esprimono preoccupazione per la proposta al Vaticano e dall’altra consentono ai protestanti di ricevere la Comunione nella propria diocesi per motivi pastorali.

Il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, (che dirige la commissione per l’ecumenismo dei vescovi tedeschi, ndr), ha stabilito un legame con il permettere ai cattolici divorziati e risposati di ricevere la comunione in alcune circostanze, che la Conferenza episcopale tedesca, tra le altre, ha introdotto nelle linee guida emanate sulla scia di Amoris Laetitia.

“Un simile conflitto, per il fatto che si trattava di un argomento che ‘riguarda la fede della Chiesa ed è rilevante per la Chiesa universale’, avrebbe potuto essere innescato dalla formulazione dei Vescovi tedeschi [direttive della Conferenza] sul matrimonio e sul ministero della famiglia, date le dichiarazioni sulla possibilità per le persone che si sono risposate dopo un divorzio di ricevere i sacramenti. Perché, allora, c’è stata questa escalation quando si è arrivati all’argomento delle differenze interconfessionali?

Il giorno dopo la dichiarazione pubblica del vescovo Feige, anche il cardinale Walter Kasper ha fatto una dichiarazione pubblica con un editoriale pubblicato sul sito web della Conferenza episcopale tedesca.

Dopo aver scritto di essere “furioso” per il fatto che la lettera al cardinale Marx sia trapelata alla stampa prima ancora di arrivare a destinazione, Kasper ha espresso “perplessità” per “l’impressione che anche coloro che dovrebbero conoscere meglio (la questione, ndr) dovrebbero sostenere che i cristiani non cattolici sono fondamentalmente esclusi dalla comunione, o che questo dovrebbe almeno essere chiarito dalla Chiesa universale“.

Kasper, che è l’arcivescovo emerito di Rottenburg-Stuttgart, ha anche respinto con fermezza la preoccupazione che la proposta tedesca costituisca un Sonderweg, ossia una forma di eccezione tedesca.

Inoltre, il cardinale Kasper ha scritto di essere “tanto più sorpreso” poiché nelle diocesi tedesche “esiste già una pratica diffusa di coniugi non cattolici, che si considerano cristiani seri, che si fanno avanti (per ricevere) la comunione, senza che vi siano vescovi, che dopo tutto conoscono questa pratica, che finora abbiano espresso preoccupazione”.

Nei suoi commenti, Kasper ha anche respinto le preoccupazioni – sollevate da molti altri cardinali e vescovi – che la “dispensa pastorale” tedesca costituisse una normalizzazione in generale della pratica di ricezione della Santa Comunione da parte dei protestanti, spiegando che l’approccio della proposta riguardava una “decisione individuale di coscienza e di consiglio pastorale“.

 

Fonte: Catholic News Agency

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