Don Fortunato Di Noto

Don Fortunato Di Noto

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

Un emendamento proposto dalla Lega al DDL sulle intercettazioni in studio al Senato è stato bocciato dal governo. La maggioranza (PD, 5stelle e LEU) ha infatti respinto la richiesta dell’opposizione provocando un accesa polemica all’interno della commissione. L’emendamento prevedeva l’utilizzo dei captatori informatici, virus spia installati nei computer sospetti, anche per chi detiene e condivide materiali pedopornografici.

Nel mezzo della discussione, avvenuta il 19 febbraio, gli esponenti della Lega hanno occupato l’aula della Commissione Giustizia del Senato. «Quello che è successo qui – ha affermato Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato –  è una cosa scandalosa, vergognosa. E quindi noi non ci muoviamo da qua finché il Governo non cambi idea e la maggioranza non decida di accogliere l’emendamento che prevedeva l’introduzione delle intercettazioni telematiche per contrastare i reati di pedopornografia».

Secondo la sinistra si tratterebbe di “propaganda”, una strumentalizzazione ideologica volta a creare sterili polemiche contro il governo. PD e 5Stelle affermano infatti che l’emendamento è “scritto male” e “chiede cose già in parte previste dalla legge”.

Sta di fatto però che al momento la giustizia può contare sulle intercettazioni solo per contrastare la prostituzione minorile e identificare chi vende o diffonde materiale pedopornografico, mentre non è per ora intercettabile chi detiene questo tipo di materiale.

Un “dispetto” alla Lega da parte della sinistra, afferma Massimo Gandolfini del Family Day: «La maggioranza – quelli dei diritti civili per tutti – votano contro e bocciano l’emendamento. La ragione? Va detto con chiarezza, solo una: è un emendamento targato Lega – quella dei discorsi d’odio – e dunque va respinto a prescindere. Una bella manifestazione di responsabilità del governo, non c’è che dire!»

Su questo argomento è intervenuto con decisione don Fortunato Di Noto, sacerdote siciliano della Diocesi di Noto, fondatore dell’associazione METER che da trent’anni rappresenta un punto di riferimento in Italia e nel mondo nella tutela dei minori e nella lotta al bullismo, al ciberbullismo, alla pedofilia e pedopornografia online. Da molti anni don Fortunato e i suoi collaboratori monitorano il web e il deepweb per denunciare alle autorità siti contenenti immagini e video pedopornorafici. Don Di Noto (57 anni appena compiuti il 18 febbraio) è parroco ad Avola (Siracusa), professore di Bioetica presso la Pontificia Università Salesiana di Messina, membro del tavolo tecnico dell’Osservatorio Nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia online della Presidenza del Consiglio dei Ministri e promotore della legge n. 38/2006 contro la prostituzione, pornografia minorile e pedopornografia online.

In seguito alle polemiche sul DDL intercettazioni don Fortunato ha chiesto di mettere da parte le battaglie ideologiche, inutili quando si tratta di difendere i più deboli dalla piaga dell’abuso sessuale e della pedopornografia: «Stiamo vigili e attenti, per chi si occupa di pedofilia, pedofilia e abusi suo minori. Se diventa una battaglia ideologica, partitica… è grave. I bambini non appartengono né alla destra, né alla sinistra. Ma sappiamo che non è così, e ci rattrista molto questo abnorme schieramento. Ricordiamolo».

Riguardo alla proposta della Lega di allargare il raggio di azione delle intercettazioni a chi detiene e scambia materiale di questo tipo, don Di Noto ha lamentato, che solo a causa di screzi e contrasti politici e ideologici (mentre la gravità della questione meriterebbe di lavorare uniti) il governo abbia bocciato un emendamento utile per stringere le maglie e contrastare gli abusi. Il sacerdote si è sfogato così sulla sua pagina facebook:

«Se qualche giornalista ritenesse rendere pubbliche le mie dichiarazioni, ne sarei grato… dato che è difficile far passare certi messaggi, lo ringrazio. Oggi, in una accesa discussione, mi è stato detto che la pedofilia e la pedopornografia non sono una emergenza. Aver bocciato un emendamento al Senato che prevedeva la intercettazione telematica per questo reato, mi si diceva, è solo propaganda. Non mi andava di discutere ideologicamente (che grave cosa!!) su queste questioni delicate e che dovrebbero unirci nella lotta comune e senza tentennamenti. Oltre che mi chiedo che fine ha fatto l’Osservatorio nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Ieri notte Meter ha segnalato a diverse Polizie nel mondo (anche in Italia) n. 24.384 video pedopornografici (dai neonati e minori di 12/13 anni), una enormità. Gli autori dell’abuso (già avvenuto) e i detentori, divulgatori e commercianti…resteranno sempre impuniti. Qualcuno mi dica il contrario. Tutto documentato. Lo assicuro, da 30 anni».

Ciò che lamenta maggiormente Di Noto è l’ambiguità della politica di fronte a una piaga che meriterebbe di venir cancellata con ogni mezzo. Una piaga che ferisce e uccide i più deboli ed indifesi: «Sulla pedofilia, la pedopornografia e gli abusi sui minori  – ha scritto ancora don Di Noto – vige tanta ambiguità da parte di chi dovrebbe solo schierarsi contro queste nefandezze».

Tante, troppe le storie di dolore e di morte spirituale che Di Noto ha affrontato per arrivare a convincersi che non è più il tempo di ambiguità, di silenzio, di omertà e di complicità. E’ per questo che nel 2019 ha pubblicato un libro dove racconta il dolore vissuto da alcune persone, un libro che da voce a sei storie realmente accadute. Il testo – intitolatoIo guarirò. Sei storie di vita, oltre l’abuso e il male” (Ed. Sant’Antonio, disponibile online) – raccoglie “il grido dal legno della croce che si prolunga nel cammino, verso la morte e il sepolgro, ma in attesa della risurrezione e dell’apertura delle pietre rotolate, per far entrare la luce, per risorgere a vita nuova” (Di Noto). Perché Dio non abbandona nessuno nel proprio dolore, non lascia nessuno da solo.

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