piatto-insetto

 

 

di Il Moschettiere

 

Da quando l’alimentazione a base di insetti era stata approvata e promossa nei principali stati europei e occidentali, il comparto alimentare aveva subito una brusca virata. Dopo la proibizione dei motori a combustione per il trasporto e il bando dei combustibili fossili per la produzione di energia elettrica, era stata la volta delle aziende zootecniche. Nel corso di un decennio tutte avevano dovuto cessare l’attività, perché dichiarate non più ecosostenibili e, dunque, fuori legge. Molti avevano così convertito le loro imprese produttive in allevamenti di locuste, formiche e varie specie di grilli e scarafaggi. Anche particolari famiglie di termiti e svariate tipologie di bruchi e farfalle erano ormai entrate nella filiera produttiva, mentre erano diventate famose alcune specie di insetti esotici, dal nome scientifico impronunciabile, prima di allora quasi sconosciute.

Fu perciò una sorpresa per Barnard Wallis, che si trovava in vacanza in una delle isole del Mar Egeo, quello che gli capitò al terzo giorno della sua permanenza in quello splendido angolo di Mediterraneo. Da molti anni Wallis si recava in Grecia per trascorrervi periodi di svago e di piacevoli esplorazioni nelle antiche e incantevoli terre elleniche.

Quel giorno entrò nella gradevole frescura di un piccolo ristorante della cittadina isolana, si sedette e dopo aver scorso pigramente il menù a disposizione sul suo tavolo, si soffermò su una dicitura curiosa, dal nome mai sentito. Tra gli antipasti figuravano delle bruschette greche spalmate con crema di erectus duopodicus. Tra i tanti nomi di insetti che aveva imparato a conoscere ormai da vari lustri, questo non lo aveva mai incontrato. Si lasciò prendere dalla curiosità e ordinò senz’altro il piatto.

Nell’attesa il suo sguardò indugiò sul tranquillo paesaggio che si intravedeva dalla veranda davanti al suo tavolo. Cercò di immaginarsi da dove e da quanto tempo quello sconosciuto insetto, di cui si apprestava ad assaggiare per la prima volta l’esigua polpa, fosse disponibile sulla mensa degli umani. Wallis era nel declinare della sua piena maturità, e aveva quasi dimenticato i sapori delle carni che ancora imbandivano la mensa delle famiglie, quando lui era giovane studente universitario. Le varie e rapide ondate della rivoluzione green avevano profondamente modificato le abitudini di vita di gran parte del globo. Molte cose erano cambiate, anche nella classe dirigente, con regolamenti di conti di cui all’opinione pubblica giungeva solo vaga e attenuata eco. Saldi restavano, però, i principi ispiratori del “nuovo corso”. Si ripeteva, semplicemente, quello che ad ogni rivoluzione era sempre accaduto: gli stessi rivoluzionari venivano man mano stritolati dall’ingranaggio da loro messo in moto, e altri subentravano al loro posto. Questa volta, il carattere dolce dell’ultima rivoluzione green, era stato seguito da un terrore soft, che non dava nell’occhio: senza spreco di energie, tutto veniva riciclato e digerito dal sistema, nel buon ordine complessivo.

Il cameriere apparve, gentile e sicuro, e gli porse con eleganza l’antipasto. Al centro del piatto, decorato con tradizionali motivi locali, spiccavano tre piccoli e attraenti crostini, spalmati da una rosea sostanza cremosa, che attirava lo sguardo. Wallis si accomodò il tovagliolo, avvicinò il boccone alla bocca, aspirò il delicato profumo e cominciò la sua degustazione. Il sapore delizioso che avvolse il suo palato lo lasciò pienamente soddisfatto. L’industria alimentare, e certo anche l’abilità degli chef, aveva contribuito molto a rendere i preparati a base di insetti sempre più simili al gusto delle carni di una volta. Ma l’avventore dovette ammettere che questo erectus duopodicus rendeva molto meglio di altri ortotteri, imenotteri, lepidotteri e via discorrendo, gli antichi sapori carnei. Un ottimo esempio di imitazione, pensò.

Volendo saperne di più, mentre portava alla bocca il secondo crostino, accese il suo iper-smart e digitò la parola chiave. In un secondo apparve la scheda informativa che cercava. Lesse: Erectus duopodicus (bipede eretto): nome scientifico di una sottoclasse di esseri viventi, originariamente ascritta, in modo improprio, agli ominidi. Fondatori e appartenenti del WEF 1.0, con l’avvento del WEF 3.1 sono stati riconosciuti come ascrivibili al mondo degli insetti commestibili.

 


 

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