Pensieri a zonzo

 

di Brunella Rosano

 

Finalmente quest’anno, anno 2021 secondo il calendario civile e dopo un anno di moratoria, vengono ripresi gli avvenimenti del 2020: campionato europeo di calcio, olimpiadi di Tokio,……

Finalmente potremo entusiasmarci, e già lo abbiamo fatto di fronte alla tele, assistendo alle partite delle varie nazionali, impegnate a superare le eliminatorie per accedere alle finali. E’ il momento in cui, di solito, tutti gli italiani, chi più chi meno, diventano allenatori, commissari tecnici, suggeriscono formazioni, strategie, danno pagelle ai giocatori, criticano i cambi dei giocatori effettuati dal C. T., quello vero….. come se fossimo ritornati a vivere in un Paese “normale”, in un tempo “normale” della nostra vita.

Invece no! Puntuale come un orologio svizzero, piomba sull’evento sportivo con la rapidità di un rapace sulla preda inerme (bella è la scena?)… chi? Il “pensiero unico politicamente corretto”, nelle due “varianti” attualmente di moda: razzismo e arcobalenismo! Eh sì, più che alla formazione che sarebbe scesa in campo a difendere i colori del nostro amato Paese, siamo stati afferrati dal dilemma amletico: si inginocchieranno o non si inginocchieranno? Altro dilemma: gli stadi si tinteggeranno di arcobaleno oppure no?

Ormai si sa, ma non so chi lo abbia deciso, che se ti inginocchi sei contro il razzismo, altrimenti no. E’ noto che il gesto ha origine nella comunità afroamericana degli Stati Uniti da parte del movimento attivista denominato “Black Lives Matter” (= Le vite nere contano) contro il razzismo perpetuato a livello socio-politico verso le persone nere.

Le vite di tutti contano e vanno difese, indipendentemente dal colore della pelle, dall’origine, dal credo religioso, dal sesso, dal concepimento alla morte naturale ….. Tale convinzione, se vera, deve essere manifestata ovunque, dovunque, ad ogni costo. Non basta un gesto plateale durante una gara sportiva. Nello specifico vorrei solo far notare che i giocatori che vanno a giocare in queste gare internazionali, vanno non a titolo personale, ma in rappresentanza di un Paese, di una Nazione, di un popolo che può avere sensibilità e opinioni diverse. Personalmente, pur essendo d’accordo contro qualsiasi tipo di discriminazione, di razzismo, non condivido i principi che ispirano il movimento BLM, apertamente anti-cristiani, anti-occidentali, insomma un razzismo al contrario. Inginocchiarsi “E’ un simbolo di un movimento di estrema sinistra che teorizza l’applicazione delle teorie marxiste e la cancel culture, non esattamente un corso di bon ton per signorine”. (Emanuele Boffi, Tempi del 26 giugno 2021).

Sono convinta che i nostri giocatori non abbiano bisogno di pressioni ideologiche esterne, ma sappiano benissimo davanti a Chi inginocchiarsi, quando inginocchiarsi e per che cosa inginocchiarsi. So con certezza che quando erano piccini qualcuno li avrà presi per mano, probabilmente la nonna, e li abbia accompagnati nella chiesa del paese a dire “ciao” a  Gesù, alla Sua Mamma Celeste e al Santo patrono. Soltanto allora è lecito inginocchiarsi, per chiedere, per ringraziare, per implorare…..!

Per quanto riguarda poi l’altro aspetto del pensiero unico che si vuole imporre ad ogni costo è il fenomeno “arcobalenista” simbolo del gender fluidismo (dopo “petaloso” ognuno può inventarsi i termini che vuole!!), della vita disancorata dalla realtà (= ognuno è quello che crede di essere, indipendentemente dal dato biologico dell’essere maschio o femmina). Nel nostro Paese si sta discutendo il ddl Zan: si vorrebbe emanare una legge apparentemente contro l’omo-trans-fobia, in realtà per imporre una visione antropologica del mondo che si basa non su dati di fatto certi, ma sulla auto-percezione, sul sentimento,…. In realtà si vuole introdurre il reato di opinione tipico dei regimi totalitari, limitando la libertà di espressione, la libertà educativa dei genitori,… Invito ad ascoltare l’intervento del sociologo Luca Ricolfi intervenuto all’audizione del 1 luglio 2021, in Senato. “Ha senso cercare di combattere la violenza e la discriminazione identificando delle categorie protette?”…”questa strada produce nuove discriminazioni.  Il rischio è che, a forza di moltiplicare le minoranze protette, si creino nuove discriminazioni rispetto a chi non è protetto dall’ombrello di alcuna minoranza”….. “la lista delle minoranze meritevoli di attenzione è illimitata e arbitraria. Così facendo, anziché proteggere la persona e giudicare la gravità di un comportamento in base alle circostanze in cui avviene, noi formiamo scudi alla persona in funzione della sua appartenenza, dunque non tuteliamo una persona, ma una categoria” in questo caso la categoria delle persone sessualmente “confuse”, nel senso che non hanno chiara la loro identità o per reali esperienze vissute o per opportunismo e convenienza. Con la conseguenza, conclude Ricolfi di dar vita ad “una competizione vittimaria”. Da collega sociologa mancata, mi permetto di “correggere” il dottor Ricolfi. Con questa legge non si identifica un’altra categoria “protetta”, ma si crea una categoria privilegiata, intoccabile, al di fuori e al di sopra della legge, delle norme, delle consuetudini. Esempio: un brutto voto a scuola, o addirittura una bocciatura? E’ perché sono “trans”! Un rimprovero sul lavoro o il licenziamento? Il datore di lavoro è omofobo! Un atleta maschio è una schiappa nella sua categoria? Passa alle competizioni femminili dove fa man bassa di premi!!!!

Facciamo attenzione ad assecondare desideri irreali! La realtà prima o poi si impone…. E trova un cumulo di macerie umane!

Dopo di che discutiamo, discutiamo di qualsiasi cosa, ma per favore rispettiamo gli ambiti in cui è opportuno discutere.

 

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