di Gianantonio Sanvito

 

4° Parte

Lunedi 18

Siamo ormai alla terza settimana. In sartoria si produce e che produzione! Per quanto concerne la falegnameria siamo riusciti a ordinare del materiale per fare un prototipo di scrivania e, abbiamo messo le mani sui pallet usati per il trasporto delle macchine per fare 1 tavolo da lavoro. Vedremo il risultato.

Alla fine, un bellissimo arcobaleno ha portato un po’ di serenità. Mi piace pensare che l’hanno disegnato il Lele con Gigi dopo aver incontrato il Giuss.

Nel pomeriggio ho girato con Khachik, un professore di Falegnameria siamo tornati dai fornitori di laminati e legno, ma non abbiamo trovato quello che cercavamo e abbiamo ripiegato su altri colori. Purtroppo, la Turchia pone un blocco sulle merci e, essendo il laminato importato viene bloccato. Così, per il primo, abbiamo faticato a trovare un colore decente.  Anche alcune tipologie di legno più adeguato sono soggette all’importazione. Pertanto, quel poco disponibile era molto verde e quasi totalmente utilizzato per rifacimento dei tetti colpiti. Quindi inutilizzabile per i mobili. 

Come accennavo prima, abbiamo cominciato a utilizzare i pallet e, finalmente dopo 2 giorni di lavoro grazie anche a un falegname confinante con la scuola che, ci permette e partecipa all’avventura, abbiamo realizzato il tavolo da lavoro, un po’ grezzo ma utile. Domani cominciamo a mettere mano alle scrivanie, sempre grazie a Camo il falegname. Nel frattempo, ci informano che il giornalista di Tempi Leone Grotti che doveva partire oggi 22 ottobre, con gli amici di Ferrara, San Benedetto del Tronto, Chioggia, e Foggia, ha problemi ad ottenere il visto. I russi si sono messi di traverso.

Sabato 23, rimaniamo in albergo nell’attesa dell’arrivo degli amici. Abbiamo conferma del loro puntuale atterraggio a Yerevan alle 04.00. Pertanto, stimiamo il loro arrivo attorno alle 13 del pomeriggio, dovendo affrontare i 320 Km. circa, di strada tra le montagne che separano, la capitale Armena da Stepanakert, con conseguenti vari controlli e posti di blocco.

Mentre tranquillamente passeggiamo per la città, nell’area moderna del centro istituzionale dove risiedono i vari ministeri, arriva l’avviso che, verso le 11.00 dovrebbero arrivare. Restiamo stupiti da questa informazione, visto che il nostro viaggio, con un autista spericolato era durato circa 6 ore. Dimenticavo la foratura della gomma e le soste. Comunque, hanno fatto in fretta.

Torniamo in Albergo e dopo pochi minuti eccoli arrivare.

Li vedo un po’ provati, ma mi confessano che il loro stato non è dovuto alla stanchezza del viaggio, bensì alla folle andatura dell’autista sulle strade di montagna. Beh! Ne so qualcosa essendo stato seduto nel nostro viaggio, al fianco dell’autista e avendo arrotolato con i piedi il tappetino e quasi consumato la moquette sotto nel tentativo di frenare a ogni curva.

Visto che le camere non sono ancora pronte e occorre aspettare fino alle 14, facciamo depositare i bagagli in una camera e chiediamo di preparare un pranzo per le 13. Nell’attesa, gli facciamo sgranchire le gambe attorno all’albergo.

Nel frattempo, arriva l’invito per la sera da parte della Preside Tatev e la programmazione per la domenica, con visita al monastero di Gandzasar, dove eravamo stati la domenica precedente.

Eccoli: da sinistra verso destra, Gigi di Comacchio, Alessandro di Chioggia, Michelangelo di Foggia, io, e Enrico di Ferrara.

Dietro con Giliola, Giorgio di San Benedetto del Tronto.

Chi sono questi nostri Amici? Sono un gruppo di imprenditori, alcuni provenienti dall’esperienza di Comunione e Liberazione e altri per amicizia costituiti in Confraternita in seguito all’esperienza comune dei centri di Solidarietà legati alla Compagnia delle Opere. Le attività variano da costruttori e restauratori, a conservazione di anguille e alici marinate a Comacchio, a esperienze di scuola parentale a S. Benedetto D.T.

Tutte le attività sono nate come aiuto alle persone che per vari motivi, ragazzi fragili, ex detenuti, o bisognosi, ecc., e oggi sono un esempio di imprenditoria e professionalità invidiabili. Sono venuti in Artsakh a seguito di un incontro fatto con Antonia Arslan e con Siobhan Nash Marshall. Questo primo gruppo di responsabili è arrivato con il compito di analizzare la situazione e vedere i lavori necessari, per poi, inviare delle loro squadre qualificate per gli interventi più urgenti e necessari.

Lunedì 25 puntuali alle 9.00 arriviamo a scuola e, durante la camminata di 25 minuti, avendo loro portato una buona varietà di prodotti tipici come, Prosciutto di Parma, Parmigiano Reggiano, Vino, Caciocavallo, e anguilla e alici marinate, decidiamo di organizzare per la sera stessa una cena italiana. Comunichiamo la decisione alla Preside Tatev che, immediatamente si attiva e conferma anche la presenza del Ministro dell’Educazione Lucine. Ambrogina decide di preparare il risotto alla milanese, Tatev chiama in Albergo e si fa mettere a disposizione la loro Cucina. Si parte alla caccia di riso importato dall’Italia e Prosecco. Trovato tutto, si torna in Albergo e parte l’operazione.

Dopo alcuni attimi di confusione, Ambrogina assume il comando delle operazioni e mette tutti in riga.

Serata spettacolare, oltre a noi la Tatev con il marito Tigran e il ministro, anche Lara (l’Interprete), Anna e Armine aiutanti della preside.

Antipasto con prosciutto alici e anguilla marinata. Formaggi vari e un risotto spettacolare. Per finire altri formaggi e dolcetti. Il tutto accompagnato da un ottimo vino pugliese portato da Michelangelo e un cognac armeno. Stavo dimenticando il caffè fatto con la moca da 6, portata dall’Italia, sempre da loro, in regalo alla scuola di cucina Antonia Arslan.

Durante la serata, con i consueti brindisi, abbiamo detto alla Ministra che, la nostra presenza è si per un aiuto, ma principalmente, è il desiderio di instaurare rapporti di amicizia per costruire la Storia.  Anche noi stiamo ricevendo da loro un grande aiuto, la loro testimonianza di Popolo che, difende a costo della vita la loro terra e la loro fede. Quando una amicizia è vera, non può limitarsi a degli aiuti, ma a una storia comune. Come ci diceva Don Giussani, siamo come un sasso gettato nello stagno, produce onde concentriche che si allargano sempre più raggiungendo tante persone di cuore e disponibili ad una grande sfida. La prima testimonianza sono proprio gli amici che ci hanno raggiunto.

Martedì a mezzogiorno abbiamo replicato con i prodotti rimasti e con la presenza ancora della Ministra Lucine e della moglie del Presidente dell’Artsakh Signora Cristina. Anche a lei abbiamo ribadito il nostro desiderio. Alle 16.30 gli amici sono ripartiti per l’Italia con un programma che vedrà un impegno diretto e un coinvolgimento di varie istituzioni pubbliche con l’egida di programmi europei e nazionali.

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