Di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori di questo blog l’articolo scritto da J.T. Noyes e pubblicato su Crisis magazine. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. 

 

Pieter Bruegel il vecchio La caduta degli angeli ribelli
Pieter Bruegel il vecchio La caduta degli angeli ribelli

 

Non lo si vede più tanto spesso, ma molti buoni esami di coscienza cattolici facevano riferimento alla “paura dell’inferno” come mezzo accettabile, anche se imperfetto, di contrizione quando si confessano i propri peccati. Forse è la nostra moderna desensibilizzazione alla realtà dell’inferno e del demoniaco, o il fallimento dei vertici della Chiesa nell’insegnare adeguatamente a questo tema, ma qualunque sia il caso, sembra che l’inferno, e i demoni e le anime dannate che lo abitano, siano sempre più considerati come un’immaginazione cattolica vecchia e polverosa.

La cosa sconcertante, però, è che Nostro Signore non ha mai lesinato le parole quando si trattava della realtà dell’inferno. In effetti, si potrebbe benissimo sostenere che gran parte del ministero pubblico di Cristo sia stato quello di “spaventarci a morte”. Se così fosse, cosa ci sarebbe di così sbagliato? Cristo era, dopo tutto, un insegnante; e i bravi insegnanti sanno che per aiutare un gruppo eterogeneo di studenti che hanno stili di apprendimento, tempi di attenzione e capacità diverse ad apprendere un concetto, devono impiegare diversi metodi di insegnamento. Ecco perché possiamo essere certi che quando Cristo parla delle “molte stanze della casa del Padre suo” in Giovanni 14:1-3 ed entra nell'”inferno e nel fuoco inestinguibile” in Marco 9:43, ci sta essenzialmente insegnando la stessa cosa. Cioè, che nell’eternità risiederemo in uno dei due luoghi: il Paradiso o l’Inferno.

Allo stesso modo in cui spruzzare il viso con acqua ghiacciata può scuoterci dalla stanchezza di prima mattina, ricordare prudentemente a noi stessi l’attualità di Satana, delle sue opere e del suo regno, può essere un valido mezzo per resettare di tanto in tanto i nostri hard disk spirituali. Uno di questi momenti, che può rivelarsi particolarmente fruttuoso, è l’Avvento.

Sebbene il trattamento dell’Avvento come stagione penitenziale di riverenza e di preparazione alla venuta di Cristo sembra stia tornando in auge tra molti cattolici, per altri può ancora essere oscurato e trascurato dal ciclo di acquisti e saldi senza fine, dalla musica festiva secolare e dalla sfilza di “film di Natale” che passano ripetutamente in televisione da anni. Per interrompere questo ciclo, potrebbe essere necessario un reset deliberato del disco rigido spirituale, come suggerito in precedenza. Come potrebbe essere questo reset? Forse un racconto della biforcazione degli angeli ci fornirà qualche spunto.

In un articolo del novembre 2013 tratto dal suo sito web, il dottor Taylor Marshall fa un eccellente lavoro di sintesi di San Tommaso d’Aquino e del suo concetto della caduta di Lucifero e della divisione degli angeli quando scrive:

Seguendo i passaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento, San Tommaso insegna che gli angeli furono messi alla prova. Alcuni angeli aderirono a Dio e furono premiati con la visione beatifica dell’essenza di Dio (angeli buoni) e altri si ribellarono e persero la grazia (angeli cattivi o demoni). Secondo la tradizione cristiana, Satana un tempo era un serafino e l’angelo più alto di tutti.

…Tommaso cita Giobbe 4:18: “Nei suoi angeli Egli trovò la malvagità”. Quando furono creati, gli angeli non avevano la visione beatifica dell’essenza di Dio. Erano letteralmente ciechi alla visione di Dio. Furono messi alla prova (alcuni dicono con la visione di Cristo incarnato in Maria, vedi Apocalisse capitolo 12) e alcuni angeli non potevano accettare di servire Dio se questo comportava servire una specie inferiore, cioè la specie umana. Un terzo degli angeli cadde e divenne demone.

Maria de Agreda racconta che quando Lucifero venne a sapere che il Logos sarebbe diventato uomo attraverso una madre umana; [sic] Lucifero, la più alta di tutte le creature, pretese l’onore di diventare la Theotokos. Voleva che l’unione ipostatica avvenisse attraverso di lui. Anche per questo motivo c’è una perfetta inimicizia tra Satana e Maria (cfr. Gen 3,15). È anche il motivo per cui Maria ha ora il posto più alto in cielo.

Leggendo i passi sopra citati, appare chiaro che l’incarnazione di Cristo, che è al centro delle stagioni dell’Avvento e del Natale, è stata così significativa da causare letteralmente la divisione degli angeli in cielo. Inoltre, è la ragione suprema per cui Satana nutre un odio così tremendo per noi e desidera e lavora instancabilmente per trascinarci nelle profondità dell’Inferno per stare con lui in miseria per tutta l’eternità. L’orgoglio e l’invidia degli angeli caduti non potevano sopportare ciò che è descritto in Genesi 3:15, ovvero che Dio ha promesso un Salvatore, nato dalla “donna”, che vincerà Satana.

Forse è proprio questo il reset di cui i nostri hard disk spirituali hanno bisogno in questo Avvento: un promemoria chiaro e netto del fatto che Satana ci odia e che, come sottolinea senza mezzi termini San Pietro, “si aggira come un leone, in cerca di qualcuno da divorare”.

Tuttavia, mentre teniamo a mente questa sconcertante verità, non dimentichiamo il sempre importante “perché” dell’odio di Satana. Satana ci odia solo perché Dio ci ama profondamente. Sì, noi. Noi piccoli esseri umani di carne e ossa, che inciampiamo e lottiamo tra gli alti e bassi della vita. Dio si è fatto uno di noi.

Attraverso questo straordinario atto d’amore, Dio ci fornisce la prova inconfutabile del perché Giovanni 3:16 è il versetto perenne a cui tanti cristiani si aggrappano con comprensibile e fervente speranza: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia la vita eterna”.

In questo Avvento, non dimenticate che Satana vi odia; ma soprattutto non dimenticate che Dio vi ama, tanto da voler diventare come voi: in carne e ossa, nato da una donna, affamato, assetato, stanco e tentato dal nemico. Questo è il vostro Dio. Questa è la profondità del suo amore per voi. Ecco perché Satana vi odia.

J.T. Noyes

 

J.T. Noyes è un marito, padre e convertito alla fede cattolica residente nel Sud Dakota.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog hanno il solo scopo di alimentare un civile e amichevole confronto volto ad approfondire la realtà.


 

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