Dio creatore del mondo

 

 

MUNIZIONI PER OGNI EVENIENZA

in un’epoca di smarrimento dottrinale e sovversione di ogni legge (naturale, divina e positiva), una collezione di brevi considerazioni di filosofia e teologia.

Da “6 colpi”, come nelle migliori COLT del vecchio Far West!

 

 – primo tamburo di munizioni: In Principio Dio Creò il Cielo e la Terra

Dio pantocratore

 

di Pierluigi Pavone

 

1) Nell’atto della creazione divina, Dio crea ogni cosa dal nulla. Di tutto ciò che viene creato non esiste assolutamente niente. Tutto ciò che è stato creato non esiste secondo necessità, ma poteva anche non esistere. Se esiste è perché Dio ha posto l’esistenza, in quanto Principio e Causa prima dell’universo.

2) Dio non è “causa di se stesso”. Dio esiste da sempre, necessariamente ed eternamente. Coloro che non ammettono questo, “devono” sostenere che l’universo (divino) esiste da sempre ed ha le stesse qualità di Dio.

Niente è causa di se stesso perché ciò lede il principio di non contraddizione: una cosa può non esistere affatto. Se esiste, esiste perché è eterna oppure perché qualcuno gli ha dato l’esistenza. Per alcuni l’universo è eterno, per la Bibbia l’universo è creato. Ipotizzare che l’universo si sia auto-creato dal nulla è un assurdo logico.

3) L’ordine di Dio è gerarchico e libero quanto alle creature intelligenti: gerarchico perché ogni cosa é buona e perfetta rispetto a se stessa, eppure non in modo uniforme rispetto ad altro. Tra le cose create esiste una distinzione di essere e quindi di bontà. Negli esseri viventi c’è una superiorità ontologica rispetto agli esseri non viventi. E, a loro volta, gli esseri viventi sono gerarchicamente distinti in vegetali, animali, uomini. Soltanto gli uomini possono accedere alla beatitudine celeste, perché aventi un’anima immortale.

4) Gli uomini come gli angeli sono creature intelligenti, libere e con uno spirito che in quanto tale è immortale. Posti in una condizione di Grazia gli angeli sono di puro spirito, quindi scelgono se servire o meno Dio in modo irrevocabile e irreversibile perché fuori dalla dimensione temporale; gli uomini in virtù del corpo scelgono nel tempo. E il peccato di Adamo si eredita nell’unica specie.

5) Mentre per la metafisica asiatica la realtà è illusione e quindi male, per il Cristianesimo (come per la filosofia greca in generale) il mondo è buono e logico, perché partecipa alla bontà che è Dio stesso. Questo esclude che l’idea di auto-liberazione mistica dal desiderio possa essere compatibile anche minimamente con il Sacrifico espiatorio di Cristo, unica e assoluta via per Dio Padre. Inoltre in Cristo Dio è Logos (Gv 1.1): ogni cosa, a maggior ragione la provvidenza, segue percorsi a volte misteriosi, ma comunque logici. Questo esclude che Dio possa anarchicamente predestinare alcuni alla salvezza e altri no (come sostiene Lutero).

6) Dio non crea il male. Il male deriva dalla scelta morale di rifiuto di Dio e auto-deificazione degli angeli e di Adamo. Da questa colpa deriva la pena del dolore e della morte. L’opera di redenzione non è dovuta, ma scelta liberamente da Dio. Non è una anonima reintegrazione di tutti in Dio, ma un atto sacrificale secondo Giustizia. Molti sono i chiamati ma pochi gli eletti, perché l’unico modo per togliere la colpa del peccato originale è il Battesimo e l’unico modo per accedere al Paradiso è la fedeltà attiva ai comandamenti di Cristo. Sulla Croce Cristo prende su di sé la colpa del peccato e redime ogni dolore, proprio a iniziare da quello più innocente. L’accusa di Epicuro, che ricavava dalla presenza del male nel mondo la conclusione che Dio non esiste o se esiste non si occupa delle vicende umane, viene a decadere per sempre nella grotta di Betlemme: Dio si incarna per morire a unilaterale salvezza dell’uomo schiavo del diavolo e del peccato.

 

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