Su questo blog, con l’unico scopo di favorire un sereno confronto, oltre alla pubblicazione dei nostri articoli originali, spesso rilanciamo articoli o spunti provenienti da altre fonti che riteniamo interessanti per i nostri lettori. Di seguito segnalo la riflessione scritta dal vescovo Mutsaert, pubblicata sul suo blog. Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione automatica.
Il vescovo Mutsaert è l’autore della bellissima “Lettera aperta a Sua Santità Papa Leone XIV” pubblicata qualche giorno fa, che è stata molto letta.
Maria assunta in cielo con l’anima e il corpo? Dove sta scritto questo nella Bibbia?
Un amico di fede protestante ritiene inappropriato che i cattolici celebrino festività che non trovano alcun fondamento nella Bibbia. Ritiene infatti che l’assunto secondo cui i cattolici celebrano l’Assunzione di Maria in cielo con l’anima e il corpo non possa essere considerato vero. Perché «non è scritto da nessuna parte nella Scrittura. Tutto ciò che ne deriva – ciò che voi chiamate ‘Tradizione’ – è stato inventato da voi».
Da un punto di vista cattolico, il problema va oltre la semplice domanda: «Dove si trova letteralmente nella Bibbia l’Assunzione di Maria?» Si tratta, in definitiva, di una differenza più fondamentale tra cattolici e protestanti: a chi ha affidato Cristo la verità rivelata? Solo a un libro, o alla Chiesa, che custodisce e interpreta sia la Scrittura che la Tradizione? La Bibbia stessa è nata dalla Tradizione. Questo dato di fatto è già di per sé un argomento contro la sola scriptura.
Una prima difficoltà è in qualche modo paradossale: il principio secondo cui solo la Scrittura sarebbe la regola infallibile della fede cristiana non si trova da nessuna parte nella Bibbia in quanto tale. Al contrario. Paolo scrive: «Rimanete dunque saldi, fratelli, e attenetevi alle tradizioni che vi sono state insegnate da noi, sia oralmente, sia per lettera» (2 Tessalonicesi 2,15). È un fatto degno di nota. Paolo non oppone: Scrittura = affidabile; tradizione orale = sospetta. Al contrario, afferma che i cristiani devono attenersi a ciò che è stato tramandato dagli apostoli, sia oralmente che per iscritto.
Anche in 1 Corinzi 11,2 Paolo loda i fedeli perché rimangono fedeli alle «tradizioni» che egli ha loro trasmesso. E in 2 Timoteo 2,2 dice a Timoteo che ciò che ha udito da Paolo deve essere a sua volta affidato a persone affidabili, che a loro volta possano istruire altri. Qui vediamo esattamente ciò che la Chiesa cattolica intende per Tradizione apostolica: la fede non è solo scritta, ma anche proclamata, celebrata, vissuta e tramandata di generazione in generazione.
Un secondo punto importante è questo: inizialmente il Nuovo Testamento non esisteva affatto. Questo dato storico rende la sola scriptura particolarmente problematica. La Chiesa nacque a Pentecoste. Ma a Pentecoste non c’era alcun Nuovo Testamento a disposizione. Gli apostoli andarono nel mondo con: la loro predicazione, la loro testimonianza su Cristo, il battesimo, l’Eucaristia, le preghiere, i riti liturgici, l’insegnamento morale e l’autorità ecclesiale. Solo in seguito sorsero gli scritti che oggi chiamiamo Nuovo Testamento. La Chiesa, quindi, esisteva prima del Nuovo Testamento.
Anzi: durante le prime generazioni del cristianesimo, i cristiani non potevano semplicemente vivere secondo il principio protestante della sola scriptura, poiché il canone del Nuovo Testamento non era ancora stato stabilito.
Il problema principale: da dove deriva il canone? Qui l’argomento si fa ancora più incisivo. Quando un protestante afferma: «Credo solo a ciò che è scritto nella Bibbia», il cattolico può rispondere: «Ma come fai a sapere quali libri fanno parte della Bibbia?» Nella Bibbia non c’è da nessuna parte un indice ispirato. Nessun libro della Bibbia afferma: «Questi sono esattamente i 27 libri ispirati del Nuovo Testamento». Spettava alla Chiesa stabilirlo.
Nei primi secoli, inoltre, ci furono discussioni su determinati libri. Ebrei, Giacomo, 2 Pietro, Giuda e l’Apocalisse, ad esempio, non furono accettati immediatamente ovunque. Allo stesso tempo circolavano ogni sorta di altri scritti cristiani. La domanda era quindi: quali scritti appartengono realmente alla fede apostolica? La Chiesa non ha «inventato» il canone a caso; sotto la guida dello Spirito Santo, ha riconosciuto e stabilito quali libri avesse ricevuto come apostolici e ispirati. Qui sorge un problema logico per la sola scriptura rigorista: per sapere quali libri o lettere siano gli unici autorevoli, occorre innanzitutto un’autorità extra-biblica che indichi quali libri appartengano alla Scrittura. La sola scriptura non può definire la Scrittura stessa.
Per quanto riguarda la Tradizione: Tradizione non significa «costumi umani». I protestanti sottolineano giustamente i passaggi in cui Gesù critica le tradizioni umane. Ad esempio, quando rimprovera ai farisei di rendere vano il comandamento di Dio con le loro tradizioni umane. Ma con ciò Cristo non condanna ogni tradizione. Ciò sarebbe anche in contrasto con Paolo, che proprio esorta a conservare le tradizioni apostoliche. La teologia cattolica opera quindi una distinzione essenziale tra le tradizioni umane e la Tradizione apostolica.
Una determinata usanza – il colore di una casula, un rito di pellegrinaggio, una devozione locale – può cambiare. Ma la Tradizione apostolica è qualcosa di completamente diverso. È la trasmissione di ciò che gli apostoli hanno ricevuto da Cristo e che è stato conservato nella vita della Chiesa. Per questo il cattolicesimo non parla semplicemente di «Bibbia più ogni sorta di antiche usanze», ma di un unico depositum fidei, un unico tesoro della fede, che ci giunge attraverso la Scrittura e la Tradizione.
Questo mi porta all’Assunzione di Maria. La Chiesa cattolica non sostiene che da qualche parte nel Nuovo Testamento si possa trovare la frase: «Maria, al termine della sua vita terrena, fu assunta in cielo con il corpo e l’anima». Quella frase non c’è. Ma con questo la questione non è risolta. Perché la domanda non è solo: «È scritto esplicitamente nella Scrittura?», ma «Fa parte della fede che la Chiesa ha ricevuto dall’origine apostolica, ed è in accordo con la Scrittura?». Questo è un modo essenzialmente diverso di fare teologia. Inoltre, la Bibbia stessa conosce il fenomeno dell’assunzione corporale presso Dio. Enoch viene portato via da Dio (Genesi 5,24) ed Elia viene assunto su un carro di fuoco (2 Re 2). L’idea che Dio accolga un uomo presso di sé in modo speciale, corporalmente, non è quindi affatto non biblica.
Dove c’è Dio, non c’è corruzione. Si pensi a Dio che appare a Mosè nel roveto ardente: questo non si consumò. Si pensi a Gesù che tocca i lebbrosi; Gesù non ne viene contagiato, il lebbroso viene guarito. Si pensi a Gesù che viene sepolto nella tomba di Giuseppe d’Arimatea: una tomba nuova che non aveva ancora conosciuto la corruzione. La corruzione, la morte, è una conseguenza del peccato. Maria è stata concepita senza peccato originale e, pertanto, non ha conosciuto la corruzione della morte fisica. È appropriato che Gesù sia nato proprio da lei. L’opera redentrice di Gesù ha avuto il suo effetto su Maria fin dall’inizio.
Un dogma non deve necessariamente essere nato il giorno stesso della sua proclamazione. Questo viene spesso frainteso. Pio XII definì l’Assunzione di Maria nel 1950. Da ciò talvolta si conclude: «Vedi, quella dottrina è stata inventata nel 1950». Ma ciò equivale più o meno a dire che la divinità di Cristo sia stata inventata nel 325 durante il Concilio di Nicea. Ciò è evidentemente falso. Nicea definì solennemente ciò che la Chiesa già credeva, proprio perché era sorta una discussione al riguardo. Lo stesso vale per lo sviluppo dogmatico in generale. Una verità può essere presente per secoli nella liturgia, nella preghiera, nella predicazione e nella teologia prima che la Chiesa la definisca formalmente e con precisione. La verità non cambia, ma si dispiega.
Esistono infatti molti altri articoli di fede che i protestanti accettano, nonostante non siano riconducibili alla Bibbia. Anche la Trinità evidenzia il problema del biblicismo rigoroso. La parola «Trinità» non compare nella Bibbia. Né si trova da nessuna parte, letteralmente, la formula successiva secondo cui Dio è «un solo essere in tre Persone». Eppure, quasi tutti i protestanti ortodossi accettano la Trinità. Perché? Perché la Chiesa, sulla base dell’intera Scrittura e della fede tramandata, ha sviluppato concetti con cui ha potuto formulare con precisione ciò che la Scrittura insegna riguardo al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo.
Il pensiero cattolico più profondo è questo: Gesù non ha lasciato un libro, ma una Chiesa. Gesù non ha scritto alcun libro. Né ha detto agli apostoli: «Scrivete tutto, compilate un canone e poi lasciate che ogni credente decida da sé quale sia la corretta interpretazione». Egli ha inviato gli apostoli. Affida la sua rivelazione agli apostoli. Gli apostoli la trasmettono. Una parte di essa viene messa per iscritto sotto l’ispirazione dello Spirito Santo. Quella stessa Chiesa apostolica custodisce, legge e interpreta quella Scrittura. Per questo la Chiesa cattolica parla di tre realtà strettamente collegate: Scrittura – Tradizione – Magistero.
Il cristianesimo non è iniziato con un libro caduto dal cielo. È iniziato con Cristo. Cristo chiamò gli apostoli. Gli apostoli fondarono e istruirono la Chiesa. All’interno di quella Chiesa nacquero gli scritti del Nuovo Testamento. E quella stessa Chiesa riconobbe infine quali scritti fossero Sacra Scrittura. Per questo motivo, da una prospettiva cattolica, non si può separare la Scrittura dalla Tradizione senza finire per minare le fondamenta della Scrittura stessa. Abbiamo ricevuto un’unica fede apostolica. Una parte di essa è diventata Scrittura; quella stessa fede è stata tramandata nella Tradizione vivente della Chiesa. Ed è proprio all’interno di questo insieme che va compreso anche il dogma dell’Assunzione di Maria.
+Rob Mutsaert, vescovo





















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