eutanasia e suicidio assistito- fonte 123RF.com -114737298_l cropped ospedale anziano malattia
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di Sabino Paciolla

 

Il vescovo Marc Aillet di Bayonne, Lescar e Oloron ha rivolto un appello forte e chiaro ai cattolici della sua diocesi e a tutte le persone di buona volontà affinché si oppongano attivamente al controverso disegno di legge sul «suicidio assistito» e l’eutanasia, in discussione al Senato francese. E’ quanto riporta Patrick Delaney nel suo articolo pubblicato su Lifesitenews.

In una dichiarazione intitolata “Non uccidere”, diffusa mercoledì, mons. Aillet definisce la proposta legislativa «una grave rottura antropologica» e «una grave rottura del divieto fondamentale di uccidere su cui si è sempre fondata la società civile».

Il testo, già approvato dall’Assemblea Nazionale il 25 febbraio con 299 voti a favore e 226 contrari, verrà esaminato dal Senato dall’11 al 13 maggio 2026, con votazione solenne prevista proprio per mercoledì 13 maggio.

Il vescovo denuncia con forza le carenze del sistema di cure palliative in Francia: «Quasi la metà della popolazione non ha ancora un accesso adeguato». Richiama poi un dato essenziale tratto dall’esperienza: «Quasi tutti i pazienti che sono tentati di richiedere il suicidio assistito o l’eutanasia abbandonano l’idea una volta ricoverati in un’unità di cure palliative in grado di sostenerli e alleviare le loro sofferenze».

Mons. Aillet mette in guardia contro la «china pericolosa» già osservata in Paesi come Belgio, Paesi Bassi e Canada, dove la legalizzazione ha portato a derive preoccupanti, colpendo soprattutto i più vulnerabili, i poveri e coloro che temono di essere di peso per le famiglie o per il sistema sanitario.

Di fronte a questa prospettiva, il vescovo invita i fedeli non solo alla preghiera, ma a un impegno civico concreto: contattare immediatamente i senatori per esprimere la propria contrarietà. «Esorto i fedeli della diocesi a fare lo stesso inviando senza indugio un’e-mail ai senatori».

Una particolare speranza è legata alla data del voto, che coincide con la festa della Madonna di Fatima. Il vescovo invita i fedeli a pregare e digiunare quel giorno, affinché «il Signore illumini le coscienze dei senatori» sulle gravi conseguenze morali e spirituali della legge.

Marc Aillet, ordinato sacerdote nel 1982 e vescovo dal 2008, è noto per la sua fedeltà all’insegnamento della Chiesa, la difesa della vita umana e il coraggio nel denunciare il silenzio di alcuni pastori di fronte alle crisi contemporanee.

Il suo appello si configura come un richiamo deciso alla difesa della dignità umana e al principio irrinunciabile “Non uccidere”, in un momento decisivo per la Francia, storicamente definita “figlia maggiore della Chiesa”.

 

 

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