Giotto, Resurrezione, Cappella degli Scrovegni, Padova
Giotto, Resurrezione, Cappella degli Scrovegni, Padova

 

 

Pasqua di Risurrezione

(Anno B)

(At 10,34a.37-43; Sal 117; Col 3,1-4; Gv 20,1-9)

 

di Alberto Strumia

 

Il Tempo della Quaresima, a partire dalla seconda domenica, per culminare con oggi, il   giorno di Pasqua, è il tempo della “sorpresa”. Pietro (capace dei grandi slanci delle dichiarazioni di fede in Cristo), Giacomo (il primo testimone della fede mediante il martirio di sangue) e Giovanni (il più giovane, il discepolo che Gesù amava) furono colti di “sorpresa”, in una maniera incredibile, nell’assistere alla Trasfigurazione di Gesù. Lo avevano considerato, fino a quel momento come “il Maestro”, il più grande di tutti profeti, il Messia, capace di parlare come nessuno prima di Lui («Mai un uomo ha parlato come parla quest’uomo!» Gv 7,46), e di compiere miracoli mai visti prima («Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!», Mc 1,27). Ma non avrebbero mai potuto immaginare di vederlo in quella sovrumana, trascendente, manifestazione di Gloria, di bellezza divina. Quella Gloria poteva averla solamente perché è Dio. Avevano visto che Gesù è Dio!

E Cristo aveva loro intimato «di non raccontare ad alcuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell’uomo fosse risorto dai morti». Lo aveva fatto perché quella “sorpresa” che aveva colto loro lasciandoli senza parola (Pietro, infatti «non sapeva infatti che cosa dire» [Mc 9,6], non sapeva nemmeno quel che diceva essendo fuori di sé), era solo un primo accenno di una “sorpresa” ancora più grande, perché riguardava tutta l’umanità e tutta la creazione: la “sorpresa” della Sua Risurrezione. Oggi, giorno di Pasqua, la Chiesa – pur ridotta non senza la propria responsabilità e complicità, a celebrarla quasi di nascosto qui da noi e letteralmente di nascosto in non poche parti del pianeta – celebra la “sorpresa” imprevedibile e non capita (si chiedevano «che cosa volesse dire risorgere dai morti», Mc 9,10) della Risurrezione di Cristo.

– Prima sorpresa. Come le donne che andarono al sepolcro per compiere i riti che la pietà verso i defunti prescriveva verso il corpo di un morto («Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungerlo»), furono colte di “sorpresa” quando videro che, all’ingresso del sepolcro, inaspettatamente «la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande» (Vangelo della Veglia Pasquale). Ciò che fecero le donne, allora, con profondo senso di pietà verso il Corpo del Maestro defunto e sepolto, oggi viene fatto dai nostri contemporanei con ignoranza, disprezzo cattiveria verso un Cristo trattato da morto e sepolto. Si fa di tutto per tenere chiuso il sepolcro di Cristo, perché Lui non ci sia, o sia una “mummia” da ritrovamento archeologico. E se proprio lo si vuole ancora onorare, da parte dei devoti, lo si faccia trattandolo come un “cadavere della storia”, che non essendo vivo non dice niente agli uomini, alla cultura, alla politica se non ciò che la politica vuole fargli dire; e, ormai, neppure alla vita privata dei singoli e delle convivenze.

– Seconda sorpresa. Il sepolcro, dove si aspettavano di trovare il corpo di Gesù era vuoto. La spiegazione più “naturale” che si potesse dare sembrò essere quella del furto: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!» (Vangelo del giorno di Pasqua). Oggi si può proprio dire che “Lo hanno portato via”, fino a farlo sparire, magari  hanno pure cercato di cremare il Suo Corpo per disperdere le Sue ceneri nell’“ambiente”, nella “natura”, nella “Madre Terra”, nel “Cosmo”, in una nuova religione panteista, nella quale dissolverlo (è la dissoluzione odierna del cristianesimo, predicata perfino nelle chiese e auspicata anche dai loro capi).

– Terza sorpresa. Qualcuno, un angelo disse loro: «Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. è risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Tutto inspiegabile da un punto di vista puramente “materiale”, “orizzontale”: non poteva bastare una “sociologia dei poveri”, una “psicologia della suggestione”. I fatti che si potevano osservate erano “fatti oggettivi”: «i teli posati là, e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte»; tutto era in ordine come se Lui, prima di “uscire” avesse pensato a mettere tutto a posto. Per ora, nel mondo di oggi, questo “angelo” che annuncia la Risurrezione, c’è in una forma “negativa”: esso è presente nella realtà dei fatti che documentano il fallimento del nostro mondo che nega Cristo Risorto, Figlio di Dio, unico Salvatore o, peggio ancora, cerca di piegarne gli insegnamenti alle proprie ideologie. Tutto sta cadendo a pezzi, nel mondo di oggi, e ci vengono a raccontare che siamo capaci di risorgere da soli… A suo tempo – abbiamo il diritto e il dovere di sperare che sia presto – questa forma “negativa” dell’Annuncio dell’unicità della Risurrezione di Cristo, lascerà il posto alla via “positiva” dell’intervento diretto, esplicito e inequivocabile del Signore che ci «precede in Galilea».

– La Quarta sorpresa saranno le successive apparizioni del Risorto, preannunciate dall’angelo al sepolcro: «Andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. là lo vedrete, come vi ha detto”», il cui racconto ci accompagnerà nella liturgia di tutta la prossima settimana dell’Ottava di Pasqua. Queste costituiranno i “fatti oggettivi”, constatabili dai futuri testimoni della fede. Questa è anche la “sorpresa” che ci attende, prossimamente: quella della manifestazione “positiva” della presenza del Signore Risorto. È ragionevole aspettarsi delle “sorprese” che spiazzeranno l’umanità intera mettendo in ginocchio ogni “relativismo” dinanzi alla Verità che è Cristo Risorto, centro del cosmo e della storia.

Cristo è veramente risorto! Christòs anèsti! Surrexit Dominus vere! Alleluia!

 

Bologna, 4 aprile 2021

 

Alberto Strumia, sacerdote, teologo, già docente ordinario di fisica-matematica presso le università di Bologna e Bari. 

fonte: albertostrumia.it

 

 

Facebook Comments
image_pdfimage_print