Ballo del personale sanitario dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige di Merano del 22 dicembre 2020
Ballo del personale sanitario dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige di Merano del 22 dicembre 2020

 

 

di Leonardo Guerra

 

Ci ricordiamo, più o meno tutti, delle strane danze dei sanitari eseguite contemporaneamente in molti ospedali italiani e di gran parte del mondo occidentale, nel bel mezzo della seconda ondata Covid-19 (la peggiore di tutte per numero di decessi).

Il più trasmesso, e quindi probabilmente il più famoso, è stato quello dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige di Merano del 22 dicembre 2020, ripreso mediaticamente anche dal TG1 in prima serata il giorno di Natale, con più di 5 milioni di condivisioni su Facebook.

Le immagini sui “social” si sono susseguite per settimane intere a ritmo serrato. Eravamo ancora nel periodo (troppo lungo) dell’applicazione cieca, da parte di gran parte della medicina di base, del protocollo “vigile attesa e paracetamolo” fortemente voluto dal Ministro Speranza (l’aver negato le cure precoci è stata la causa principale dello straordinario numero di ricoveri), e in prossimità dell’esordio della campagna di vaccinazione di massa (con una terapia genica sperimentale), che aveva l’ambizione dichiarata di essere globale.

Ma perché le direzioni strategiche delle Aziende Sanitarie o, chi per loro, si sono prese la briga di organizzare e far inscenare ai loro “dipendenti” questi balletti di gruppo in un periodo così drammatico caratterizzato dalla morte per Covid-19 di moltissime persone ricoverate in ospedale?

Qual era la vera intenzione dietro questa scelta evidentemente pianificata? Quale “meta- messaggio” veicolava per la nostra società e le persone un’azione come questa fatta rimbalzare in modo virale sui social?

Questa performance collettiva di “arte neo-realista”, di stampo simil-socialista, cosa stava ad indicare?

Vi propongo la mia interpretazione.

Ci stavano comunicando, in modo subliminale ma molto chiaro, quanto segue:

  1. “Siamo in guerra” e per definizione c’è un “prezzo in vite umane da pagare”!
  2. Il cosiddetto “bene collettivo” (Orwelliano) prevale sull’individuo, sempre e comunque!
  3. L’individuo è sacrificabile!
  4. La “Medicina e la Scienza” al servizio del governo e dalla politica non si possono discutere e/o mettere in dubbio, per definizione. Chi osa farlo diventa un “eretico”, un nemico della società da colpire, da “mettere al rogo” e va bollato come “negazionista”.
  5. Tutte le scelte politiche ed i provvedimenti adottati e che il governo avrebbe adottato (lockdown, ecc.) sono di ordine superiore a tutto e a tutti, costituzione inclusa.

La tecnica di “somministrazione” e narrazione utilizzata, quindi, è stata quella delle “fiction” delle serie televisive, ripetitive e ossessive. Metodo iper-collaudato per addomesticare, indottrinare e rendere deboli le menti dei popoli. Tutto per continuare a drenare e svuotarci di energia vitale e capacità di concentrazione attiva, cioè volontà, a tal punto da renderci esausti e non potere pensare ad altro se non alla propria sopravvivenza materiale come individui singoli. Distruggendo, come il risultato pratico, il senso di comunità, in cui tutti partecipano e contribuiscono al benessere di tutti.

Si tratta di una tecnica psicologica nota come “programmazione predittiva” che sfruttando il principio della vaccinazione (immunizzazione) rende la nostra mente via via tollerante ai messaggi subliminali veicolati, raggirando così i meccanismi di difesa e le barriere della nostra mente, che viene trasformata in una “spugna”.

Condizionare e modificare la percezione della realtà nella mente collettiva, è l’obiettivo militare non dichiarato di tali operazioni psicologiche cui siamo ancora oggi sottoposti e che sono in atto dal dopo guerra.

Trasformare le popolazioni in masse, con un livello di consapevolezza/coscienza e conoscenza dei meccanismi della vita il più ridotto possibile in modo da renderle facilmente controllabili e manovrabili. Tutte le declinazioni caleidoscopiche del business dell’intrattenimento (letteralmente “tenere legata” l’attenzione delle persone) sono servite e servono a tale scopo. Dai “talk show”, ai “talent”, alla “ruota della fortuna” (tramite cui sono stati lanciati i nostri nuovi leader politici, vedasi i due Matteo), ai programmi per i giovani (es. Amici di M. De Filippi), al “Grande Fratello”, a “Pechino Express”, ecc. Non ultimo lo sport, il cinema, le serie TV. Infine, l’effetto deflagrante, in termini di isolamento emotivo e sentimentale delle persone, generato dai social.

Dopo questo continuo ed intensivo lavaggio del cervello, tutto ciò che ci accade attorno e che riguarda gli altri diventa, per definizione, è “non reale”, perché percepito dalla mente collettiva come una finzione (“fiction”), esattamente come succede nella illusione televisiva o cinematografica.

Il risultato nel medio termine è davanti agli occhi di tutti, cioè: lo sviluppo nelle persone dell’indifferenza verso la sofferenza del prossimo. Esattamente ciò che Dante, il “Divin poeta”, descrive come il centro del suo Inferno nella Divina Commedia: “il cuore di ghiaccio”, incapace di empatia e di sentimento. Gli altri gravi effetti sono la mancanza di coraggio e l’ignavia.

Serve urgentemente un “grande risveglio umano” che non può non partire da ciascuno di noi per poter ricostruire una nuova società umana, alternativa al disegno eugenetista di questi “signori”.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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