Padre Latreille. Statua della Madonna di La Salette con i due bambini, nella chiesa di Corps, Isère, Francia (fonte Wikipedia)
Padre Latreille. Statua della Madonna di La Salette con i due bambini, nella chiesa di Corps, Isère, Francia (fonte Wikipedia)

 

 

di John Grondelski

 

Sabato 19 settembre è la festa della Madonna di La Salette. La Beata Vergine Maria apparve 180 anni fa, nel 1846, a due bambini nelle Alpi francesi. Il suo messaggio era semplice, ed è forse proprio questo che lo rende così affascinante ai miei occhi. Ella lamentava tre cose: che le persone non pregassero, che non andassero a Messa e che dicessero parolacce. Non si limitò a dire che erano cose maleducate o sgradevoli. Disse che erano malvagie e che doveva trattenere la mano di Suo Figlio dall’eseguire il giudizio per queste offese. (Un link al suo messaggio è disponibile qui.)

Il mondo moderno potrebbe liquidare le lamentele di Maria, come avrebbe potuto dire Jackie Gleason, come «una semplice manciata di conchiglie». Ma non lo sono.

Due di esse riguardano la preghiera. E, ammettiamolo, la preghiera è un ambito in cui molti cattolici barano e non lo ammettono. La Madonna chiese ai due veggenti se pregassero e loro ammettevano timidamente: «Quasi mai».

Il consiglio della Madonna è semplice: «Ah, figli miei, dovreste recitarle bene, la sera e la mattina, anche se dite solo un Padre Nostro e un’Ave Maria quando non potete fare di meglio; quando potete fare di meglio, dite di più».

Come minimo, prima ancora di alzarsi dal letto, prima di stare in piedi sui piedi (o inginocchiarsi sulle ginocchia) che Dio vi ha dato, un Padre Nostro e un’Ave Maria sono forse così gravosi? E vogliamo davvero ammettere – anche solo a noi stessi – che neghiamo a Dio un minuto, specialmente se affermiamo di voler trascorrere l’eternità con Lui?

La Madonna osservò che la gente non andava a Messa. In estate, sostengono di dover lavorare nei campi. In inverno, quando i campi sono brulli, potrebbero andarci solo per prendere in giro la religione… o forse non si prendono nemmeno la briga. (Il nostro mondo potrebbe non prendersene la briga, ma nella Francia rurale alpina della metà del XIX secolo, senza radio, televisione o Internet, la Messa avrebbe potuto essere l’unico «divertimento» disponibile). La verità è che — che avessero lavoro o meno — non si curavano di partecipare alla Messa.

Un tempo, non molto tempo fa, tra i sacerdoti non c’era alcun dubbio che saltare deliberatamente la Messa senza una vera scusa fosse un peccato mortale. Quante volte lo sentiamo dire? Quante volte, invece, pensiamo che i cattolici stiano facendo un favore a Dio (o almeno alla parrocchia) presentandosi la domenica?

Infine, dire parolacce, specialmente prendere il nome di Dio invano. Quel peccato potrebbe benissimo essere al pari del rapporto sessuale con contraccettivo come il peccato di cui un predicatore moderno è meno propenso a parlare.

Ma la Madonna ne ha parlato. E lo ha ripudiato.

La nostra società ha conferito un certo prestigio alla volgarità: la parola che inizia per “f”, un tempo giustamente considerata praticamente oscena, in alcuni ambienti è stata trasformata in un’interiezione con un residuo effetto shock. Questo è davvero degradante se si considera l’etimologia di quella parola.

Quindi, sì, la Madonna ha fornito un messaggio «semplice». Ma, in un certo senso, il messaggio stesso del cristianesimo è «semplice» – il che non significa che sia irrilevante o necessariamente ciò che la gente vuole sentire.

Ed è proprio questo che trovo semplicemente avvincente e semplicemente attraente nel messaggio della Madonna di La Salette.

 


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