rosario Anzianai vecchia

 

 

di Brunella Rosano

 

Come marzo è il mese dedicato a San Giuseppe (grande, grandissimo Santo), maggio è il mese dedicato alla Santa Vergine Maria, Sua sposa e Madre di Gesù.

Si, lo so, non può definirsi uno “scoop” questo mio incipit, ma mi preme per arrivare all’essenziale di questo mio scritto, e cioè il Rosario.

Come ho avuto modo di affermare alcuni giorni orsono, noi cattolici, per chiedere aiuto al Signore nelle attuali difficili contingenze, abbiamo a disposizione un’arma potentissima: la preghiera. Preghiere ce ne sono tante, corte, cortissime come le giaculatorie, lunghe, la scelta è ampia. Una preghiera che nella sua semplicità è stata definita appunto “arma potentissima” (come dice anche il nostro amico Ernesto) è il Rosario: nella forma breve cinquanta Ave Maria, cinque Padre nostro, cinque Gloria al Padre, e le litanie Lauretane. Nella forma lunga, cioè tutti i misteri, centocinquanta/duecento Ave Maria più i Padre nostro, Gloria al Padre. La differenza delle cinquanta Ave Maria sta nel riconoscere come “buoni” i misteri Luminosi o della luce, aggiunti da San Giovanni Paolo II il 16 ottobre 2002, con la lettera “Rosarium Virginis Mariae”. Come strumento serve una semplice corona del Rosario, ma se ne può fare a meno contando le Ave Maria sulle dita che sono appunto dieci.  

L’obiezione che viene fatta più frequentemente è che è una preghiera noiosa: recitare cinquanta Ave Maria di seguito. Qualsiasi preghiera o discorso può risultare noiosa/o se non si pensa a quello che si dice! È possibile distrarsi, chiaro, come in qualsiasi attività, ma a questo punto entrano in gioco le percentuali.  Se dico dieci Ave Maria e mi distraggo al 50%, recito cinque Ave Maria bene, con partecipazione di mente e di cuore; se ne recito cinquanta con la stessa percentuale di distrazione, le Ave Maria dette “bene” sono venticinque!!!! E’ vero, molte volte la recita viene fatta con voce così lagnosa che diventa una nenia ( e qui mi tocca dar ragione a papa Francesco), anche  per il modo col quale viene “guidato”, che a volte è decisamente …….. poco attraente. A me piace la sintesi, ma certe enunciazioni di misteri sono decisamente troppo sintetiche! Faccio due esempi: “Nel quinto mistero Gesù muore”. Ictus? Infarto? Se uno non conoscesse la storia potrebbe porsi queste domande! Oppure:”Nel quinto mistero Maria viene incoronata regina”… di che? D’Inghilterra? Del Marocco? Su questo modo stringato di annunciare i Misteri ritornerò tra poco.

Cercando sul “signor Google” ci sono parecchi siti che trattano del Rosario: le sue origini, come si recita, ecc.

“Sembra che le origini del Rosario si possano collocare intorno al IX secolo nei monasteri d’Irlanda, dove i monaci praticavano la recita di 150 salmi di Davide. La presenza di numerosi gruppi di laici alla ricerca della comunione con Dio portò ad una nuova forma di preghiera più adatta alla loro estrazione culturale, infatti la gran parte di loro non sapeva leggere e scrivere: nacque così la recita di 150 Pater Noster al posto dei 150 Salmi.

All’inizio del XII secolo si diffonde in occidente la recita del Saluto Angelico (cioè la prima parte dell’Ave Maria, la cui origine è di alcuni secoli prima) al posto del Pater Noster trasformando il Salterio biblico in un “salterio mariano”, da qui in poi venne chiamato “rosario” recitabile da chiunque. Così inizia il primo sito dedicato al rosario su Google. E continua riferendosi alla corona utilizzata per la recita: “La corona del rosario non solo è semplice strumento per contare le preghiere, ma è allo stesso tempo uno strumento con forti simboli spirituali perché:

  • Converge verso il Crocifisso, inizio e termine della preghiera e centro della vita cristiana;
  • Lo scorrere dei grani della corona oltre a scandire la preghiera allude anche allo scorrere della vita, al cammino spirituale del cristiano;
  • Assomiglia ad una catena simbolo di un forte legame spirituale, di un vincolo che unisce il cristiano alla Madonna ed a Cristo.”

L’evoluzione del rosario nella forma che conosciamo oggi ha impiegato alcuni secoli. La diffusione poi di questo “pio esercizio” ha avuto notevole impulso grazie all’opera dei domenicani. La Madonna stessa ha fatto 15 promesse a San Domenico e al Beato Alano della Rupe per chi recita il rosario. Secondo San Luigi Maria Grignion de Monfort la recita del rosario apporta 7 benefici e secondo il Magistero dei Papi 10 benedizioni. E non dimentichiamo il beato don Bartolomeo Longo, fondatore e benefattore del Santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei e San Padre Pio che viveva sgranando rosari!  Insomma: vale la pena recitare quotidianamente il Rosario, anche se in forma ridotta, cioè 50 Ave Maria, anziché le 200 della forma attuale.

San Giovanni Paolo II il 16 ottobre 2002, all’inizio del venticinquesimo di Pontificato scrisse una lettera apostolica all’episcopato, al clero e ai fedeli sul Santo Rosario, la “Rosarium Virginis Mariae” (come già detto più sopra) ed indisse l’anno del Rosario dall’ottobre 2002 all’ottobre 2003, per riscoprire e far riscoprire il Santo Rosario.

Non ho nessuna pretesa di sintetizzare questo documento, anzi: raccomando vivamente la lettura integrale del testo relativamente breve, ma molto, molto bello! Mi limiterò a mettere in evidenza ciò che mi ha colpito di più.

Le parole che ricorrono più frequentemente sono “contemplazione” e i suoi derivati: 54 volte! Recitando il rosario CONTEMPLIAMO i misteri, anzi il mistero. Com’era scritto nel volantone di CL di Natale dell’anno 2016: “Volle venire colui che si poteva accontentare di aiutarci”. Era Dio e si è fatto uomo per noi, per la nostra salvezza. Ha accettato di patire e morire in croce e risorgere perché noi avessimo la vita eterna. Annunciare i misteri del Rosario non è semplicemente dare una notizia! È CONTEMPLARE il più grande mistero di tutto il mondo e di ogni epoca! Come recitiamo dopo le litanie lauretane: “O dio il tuo unico figlio ci ha procurato i beni della salvezza eterna con la sua vita, morte e risurrezione; a noi che con il Santo Rosario della Vergine Maria abbiamo meditato questi misteri, concedi di imitare ciò che essi contengono e di raggiungere ciò che essi promettono. Per Cristo nostro Signore”. Per cui nell’annunciare il Mistero, specificando se Gaudioso, Luminoso, Doloroso, Glorioso (mi piace la vecchia maniera) è INDISPENSABILE pronunciare l’espressione “si contempla” o “contempliamo”! perché un MISTERO può solo essere CONTEMPLATO! Non capito intellettualmente!

Come facciamo a capire il Mistero dell’Annunciazione dell’Angelo Gabriele a Maria? O il miracolo delle nozze di Cana? O la Passione e Morte in Croce? Possiamo solo contemplarlo!

“Il Rosario, infatti, pur caratterizzato dalla sua fisionomia mariana, è preghiera dal cuore cristologico. Nella sobrietà dei suoi elementi, concentra in sé la profondità dell’intero messaggio evangelico, di cui è quasi il compendio. In esso riecheggia la preghiera di Maria, il suo perenne Magnificat per l’opera dell’Incarnazione redentrice iniziata nel suo grembo virginale. Con esso il popolo cristiano si mette alla scuola di Maria, per lasciarsi introdurre alla contemplazione della bellezza del volto di Cristo e all’esperienza della profondità del suo amore. Mediante il Rosario il credente attinge abbondanza di grazia, quasi ricevendola dalle mani stesse della Madre del Redentore” (Rosarium… pag 3).

La recita del Rosario a me personalmente rasserena. Quando ho qualche problema (e chi non ne ha?), qualche situazione che provoca ansia, recito il Rosario, metto tutto nelle mani del Signore e della Mamma celeste e il risultato è la serenità del cuore! Credo di aver “strappato” un dono/miracolo per intercessione della Madonna, pregata tutta la notte con il Rosario. Novembre 1980, la mia mamma ha subito un intervento chirurgico di protesi all’anca, detto in modo grezzo. Sembrava che fosse andato tutto bene, invece immediatamente dopo questo intervento dovette subire un’altra anestesia ed intervento per fermare una emorragia interna dovuta alla rottura accidentale della vena iliaca. Successivamente ebbe un blocco intestinale che durò parecchi giorni, tanto che il primario del reparto ci tolse ogni speranza: avevano provato tutto, ma il blocco non si risolveva. Quella notte, venerdì notte, pregai ininterrottamente il Rosario, imparai tutti i misteri a memoria, come diceva il nostro amico don Silvio, pregai come una “dannata”. Il sabato mattina venne mio fratello a darmi il cambio per l’assistenza. Eravamo desolati ed addolorati. Verso mezzogiorno ricevetti la telefonata: l’intestino si era sbloccato! Mai evento simile fu accolto con manifestazioni di tale giubilo!

Quando andammo in pellegrinaggio a Santiago de Compostela e Fatima, la guida che ci accompagnava ci raccontò che inizialmente le decine del rosario erano sei. Una decina veniva recitata interamente in suffragio delle anime del Purgatorio. Infatti capita di vedere nelle mani delle statue della Madonna corone del Rosario con sei decine. Ora saprete anche voi il perché.

Un ultimo aneddoto raccontato una sera al Rosario (da alcuni anni ci colleghiamo in zoom alle 18.30 del pomeriggio per la recita comunitaria del Santo Rosario: Siena, Rho, Noicattaro, Sassari, Arezzo, Udine, Genova, San Marino, Busca…) dalla nostra amica Giuliana. C’era una suorina, cioè una suora giovane, che non amava ripetere Ave Maria, Santa Maria…. E quando doveva recitare il Rosario, lo recitava con estrema fatica. Una sera che forse pregava più malvolentieri del solito, le apparve la Madonna che le disse: “Sapessi come si commuove il mio cuore quando sento ripetere le parole che mi rivolse l’Arcangelo Gabriele tanti anni orsono! Il mio cuore rivive quel momento divino e provo la stessa indicibile sensazione di emozione e di gioia!”. Inutile dire che da quel momento la suorina recitò l’Ave Maria con grande trasporto e devozione!  

Ecco, vista la tragicità dei momenti che stiamo vivendo con l’inondazione continua di “ideologie” anti-umane (genderismo, ecologismo, globalismo, transumanesimo,…) credo che l’unica possibilità di riportare il mondo al fine per cui è stato creato dal buon Dio, sia quello di prendere in mano la corona del Rosario e pregare, chiedere alla Madonna che interceda per noi, che ci difenda da questa ondata di male che sembra sommergerci! È vero, ci è stato promesso che “Non praevalebunt”, le forze del male “non prevarranno”, ma chiediamo, imploriamo l’intervento divino perché (come ho già avuto modo di dire) le ideologie passano, ma lasciano dietro di sé cumuli di macerie in costi umani! Chiediamo alla Madonna di proteggerci da questa griglia di biosicurezza e di schiavitù tecnocratica.

“Nel breve termine, la presa di potere globalista sembra avere uno slancio inarrestabile, ma in passato le mosse apparentemente inevitabili verso la tirannia sono state fatte deragliare all’ultimo minuto e non dobbiamo perdere la speranza o smettere di resistere”.

P.S.: La frase in grassetto l’ho copiata pari pari dall’articolo “L’intelligenza artificiale sta diventando uno strumento di controllo. Cosa si può fare per resistere alla tirannia tecnocratica” pubblicato su questo blog il 16 maggio.

 


Le opinioni espresse in questo articolo sono dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni del responsabile di questo blog. Sono ben accolti la discussione qualificata e il dibattito amichevole.


 

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