La cronaca continua a raccontare casi in cui la disforia di genere nei minori viene affrontata dagli specialisti del settore in modo ideologico e quando  una famiglia non aderisce all’ideologia del gender il contrasto diventa inevitabile. Nonostante le prime avvisaglie di una revisione dell’approccio in alcuni Paesi, gli scontri legali tra le famiglie di ragazzini confusi con le autorità rispetto a trattamenti precoci ed invasivi continuano a presentarsi. Questo articolo di Pete Baklinski, pubblicato su LifeSiteNews, ci racconta una vicenda che sta svolgendosi in questi giorni in Australia.

La traduzione è a cura di Annarosa Rossetto. 

 

 

I genitori si sono opposti a ciò che hanno descritto come bullismo da parte delle autorità e stanno per presentare ricorso contro la decisione

Un magistrato australiano ha ordinato che un’adolescente confusa sul prorproio sesso fosse allontanata dalla sua casa dopo aver definito un “abuso” il rifiuto dei genitori di permetterle di “transitare” a maschio.

La polizia ha portato via la quindicenne dalla sua casa dopo che il magistrato del tribunale dei minori dello Stato ha citato in un ordine di protezione di ottobre il rischio di autolesionismo della ragazza. La ragazza, il cui nome non può essere citato per motivi legali, avrebbe parlato di suicidio in alcune chat online.

I genitori, anche loro rimasti anonimi, si sono opposti a ciò che hanno descritto come bullismo da parte delle autorità e sono in procinto di presentare ricorso contro la decisione. Negano ogni abuso sulla figlia.

“(Le autorità dicono) che non le permetteremo di cambiare sesso, ec che quindi è pericoloso per lei tornare a casa nostra perché abuseremmo mentalmente di lei – vogliono che acconsentiamo al trattamento con testosterone”, ha detto il padre a The Australian in una intervista del 28 novembre .

I genitori hanno espresso dolore per la perdita della figlia, secondo The Australian, e la madre ha detto che la famiglia e gli amici sono rimasti scioccati dall’ordine del magistrato.

“Soprattutto gli Australiani, semplicemente non riescono a credere che accada in Australia”, ha detto la madre.

I genitori stanno chiedendo una seconda opinione prima che i medici procedano nel dare alla figlia iniezioni di ormoni e un possibile intervento chirurgico per darle un aspetto più maschile. Gli avvocati che rappresentano l’adolescente hanno già intentato un’azione legale il 7 novembre affinché i medici inizino la “transizione” della ragazza per farla apparire maschio.

Secondo quanto riferito da The Australian, le autorità per la protezione dei minori del paese avrebbero acconsentito alla richiesta dei genitori di un secondo parere.

Un avvocato che rappresenta i genitori afferma che il magistrato ha commesso un errore nella decisione quando ha insistito sul fatto che la sentenza, secondo le parole dell’articolo di The Australian, non aveva “nulla a che fare con le cause della disforia di genere o le opzioni di trattamento”. L’avvocato ha depositato i documenti il 20 novembre.

“È controverso perché diversi medici possono elaborare diagnosi e trattamenti diversi, quindi per i genitori cercare una seconda opinione prima di procedere con un trattamento irreversibile è del tutto corretto”, ha detto l’avvocato, che anche lui non può essere citato per nome.

L’ex candidata politica Vickie Janson, una conservatrice e scrittrice di Melbourne, ha definito la spinta verso gli ormoni per farla sembrare più un maschio che la Corte sta dando alla ragazza “semplicemente spericolata”.

“Persino l’avvocato non può essere citato (ha bisogno di protezione?) per il fatto che rappresenta genitori che cercano ‘uno psicologo indipendente per considerare tutte le possibili cause sottostanti’ … affrettarsi verso trattamenti invasivi e irreversibili è semplicemente sconsiderato”, ha commentato in un post su Facebook del 28 novembre.

 

 

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