Renato Brunetta

 

 

di Miguel Cuartero Samperi

 

‘Esistono le razze umane superiori e quelle inferiori’. Se avessimo osato scriverlo noi, poveri e comuni mortali, ci saremmo giustamente guadagnati le accuse di fascisti, nazisti, razzisti, incivili, insensibili odiatori e chi più ne ha più ne metta. La polizia postale avrebbe bussato alla porta di casa e i nostri account social e blog chiusi per aver “infranto le regole della community”.

Ma se a dirlo è una giornalista di sinistra la cosa merita un altro tipo di valutazione perché nel peggiore dei casi – diranno – si tratta di un lapsus sul quale soprassedere, causa il caldo provocato dal riscaldamento globale che dà alla testa.

Apprendiamo dunque, in questa caldissima estate, che avere gli occhi azzurri è un segno di appartenenza “alle razze superiori” così ha candidamente affermato in diretta televisiva la giornalista Lucia Annunziata, storica firma de Il Manifesto, Repubblica, Corriere della Sera, La Stampa e direttrice dell’HuffPost Italia nonché giornalista Rai dal 1993 di cui è stata presidente nel 2003.

Non una qualunque freelancer o influencer ma un’esponente di spicco del mainstream mediatico progressista e antirazzista. Di quelli che possono pensare e dire ciò che desiderano senza darne conto a nessuno, imponendo regole di comportamento e distribuendo a destra e a manca (soprattutto a destra) accuse, condanne e certificati di cattivo comportamento civico.

La gaffe, se così vogliamo definirla, è avvenuta in diretta televisiva durante un’intervista al ministro Renato Brunetta. Mentre Brunetta lamentava la sua grande sofferenza di fronte alle battute e alle prese in giro per la sua bassezza e bruttezza in un (monologo melodrammatico che qualcuno ha definito “nana retorica”), la Annunziata – per sollevarlo – ha sottolineato il fatto che il signor Brunetta – seppur basso – ha gli occhi azzurri, sentenziando sorridente “almeno una cosa ce l’ha… delle razze superiori”.

L’intervista procede spedita e senza intoppi. Ma a chi ha ascoltato il video non è sfuggito lo sdoganamento da parte della cultura dominante di sinistra dell’esistenza delle razze superiori caratterizzate, tra le altre cose, dagli occhi azzurri (e dall’altezza, si capisce dal contesto) e delle razze inferiori corrispondenti agli ominidi che hanno gli occhi scuri, peggio ancora neri.

La giornalista in questione non è nuova a gaffe a sfondo discriminatorio etnico-razzista. L’ultima durante uno speciale sulla guerra in Ucraina in diretta su Rai Tre quando in un fuorionda, assieme al tale sig. Antonio Di Bella, definì gli ucraini d’Italia: migliaia di camerieri, cameriere e badanti …e amanti (quest’ ultimo epiteto aggiunto dal sig. Di Bella).

Al di là dell’indignazione del web non sembra che al momento la signora Annunziata, il suo programma o la Rai stessa rischi qualcosa a livello disciplinare. Nessun esponente del PD oserebbe criticare un alleato che, dietro lo schermo della televisione pubblica, sarà un importantissimo alleato in vista delle imminenti elezioni politiche. È iniziata infatti sui media nazionali la campagna denigratoria conto la coalizione di destra descritta come una pericolosa coalizione fascista che porterà l’Italia negli anni bui del nazifascismo. Non è quindi un buon momento per mettersi a litigare in casa tra Rai e PD stretti alleati politici.

D’altronde non esiste nessun partito politico o una associazione di persone che rappresenti e difenda i diritti degli uomini e le donne con gli occhi neri che possa alzare la voce, nessun comitato antifascista o antirazzista, nessun reduce di guerra e nessuna religione a cui sembra che questa storia crei problemi o imbarazzo.

Non osiamo immaginare cosa sarebbe successo se a parlare di “razze superiori” in diretta televisiva fosse stata Giorgia Meloni. Oltre alla gogna mediatica sarebbe intervenuto d’impeto il signor Presidente della Repubblica per sciogliere ipso facto il partito di cui è a capo con l’infamante accusa di fascismo, nazismo e razzismo. Ma la sinistra, si sa, può candidamente superare anche questo brutto episodio con eleganza e immunità.

In attesa dunque delle conferme della scienza (anzi di qualche Comitato Tecnico Scientifico governativo) prendiamo atto che il colore degli occhi definisce la nostra appartenenza a una delle razze esistenti. Sarà dunque possibile scoprire a quale fascia (superiore o inferiore) si appartiene dotandosi di un normale specchio o facendosi riferire da un amico o parente l’esatta gradazione cromatica degli occhi.

Tutto ciò col rischio che le razze inferiori inizino ad utilizzare lenti a contatto colorate per dissimulare la loro inferiorità naturale. Sarà bene che, una volta superata la crisi politica, le forze dell’ordine si occupino anche di questo per evitare le frodi di chi, mentendo sulle proprie origini, voglia presentarsi e vivere come un essere di razza superiore.

“Vóce del sén fuggita Pòi richiamàr non vale”. Metastasio (Ipermestra, atto II, sc. 1)

 

 

 


 

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