di Sabino Paciolla

 

Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, in una intervista pubblicata il 2 luglio scorso su adnkronos, fa delle affermazioni molto gravi.

Eccole: 

“Io credo che non ci possiamo permettere delle chiusure, sarebbe troppo grave. Vuol dire che non abbiamo fatto capire agli italiani quanto è importante la vaccinazione. A quel punto – ipotizza – bisognerà inasprire ulteriormente le misure nei confronti di chi non si vaccina: sei non vaccinato? Non esci. Hai deciso di non vaccinarti, di mettere a rischio la tua salute, ma anche quella degli altri? Bene, i vaccinati faranno una vita normale, i non vaccinati si chiuderanno in casa”.

“D’altronde – conclude l’infettivologo – una volta che ti ho dato tutte le possibilità, ti ho spiegato, ti ho portato il vaccino porta a porta, sul cucuzzolo della montagna e non l’hai voluto fare, se ci saranno delle misure restrittive evidentemente riguarderanno unicamente i non vaccinati”.

Notate il tono duramente paternalistico: “ti ho dato, ti ho spiegato, ti ho portato il vaccino…”, e dunque seguono le punizioni, “bisognerà inasprire ulteriormente le misure”, quelle che si danno al figlio ribelle.

La cosa curiosa è come nella stessa intervista il prof. Bassetti rimarchi la distinzione di competenza, ruoli e funzioni per gli altri, ma non per lui stesso. 

Infatti, Bassetti, sottolineando la sua opposizione alla decisione di De Luca di imporre le mascherine anche di estate, dice: “Io devo dire che sono sempre stato molto critico nei confronti di De Luca perché fondamentalmente fa un mestiere che non è il suo perché il presidente della Regione fa il presidente della Regione, poi i medici e i sanitari prendono le decisioni e le decisioni sulle mascherine sono decisioni nazionali.”

Se De Luca deve fare il politico perché è un politico, allora Bassetti deve fare il medico perché è medico, e occuparsi dei malati e dei virus dei suoi pazienti, e lasciar stare la gestione della politica sanitaria che è di competenza dei politici che, come è giusto, potranno e dovranno consultare gli specialisti, tra cui gli infettivologi. Ma lui, che ormai è onnipresente in TV e sui giornali, dà spesso l’impressione di atteggiarsi quasi a un duro Ministro della Salute di un ipotetico stato. Non so perché, ma a me tutto questo mi fa venire in mente lo Stato libero di Bananas (ricordate il film del 1971 diretto e interpretato da Woody Allen?), uno stato in cui si può imporre a piacimento un regime sanitario a tutti, con le buone o con le cattive o, addirittura, con il ricatto morale: se non fai il vaccino (sperimentale), ti chiudo in casa.

(se il video qui sotto non si apre, cliccare qui)

 

Sono sicuro che il prof. Bassetti conosce la materia del suo campo, ma quella delle regole basi della democrazia e del diritto ritengo gli sfuggano completamente. Anzi, nelle sue parole vedo accenti particolarmente preoccupanti o addirittura inquietanti. 

A questo proposito è bene che lui ricordi, o torni a rileggere, o a leggere, semmai non lo avesse fatto, quello che la normativa europea prevede. A suo beneficio, e di quelli che alla sua scienza politica si ispirano, riporto di seguito la normativa essenziale.

Già l’11 gennaio scorso, in materia di considerazioni etiche, legali e pratiche, l’Europa con il documento 15212, al punto 7.3.1, aveva stabilito che ogni Stato deve: 

“assicurarsi che i cittadini siano informati che la vaccinazione NON è obbligatoria e che nessuno sia politicamente, socialmente o altrimenti sottoposto a pressioni per farsi vaccinare, se non desiderano farlo da soli”.

Nella frase riportata, il “NON” è scritto tutto a stampatello perché il concetto sia il più chiaro possibile.

E se questo non bastasse, Bassetti potrebbe leggere la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 211 del 15 giugno 2021 che recita:

«(36)È necessario evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate, per esempio per motivi medici, perché non rientrano nel gruppo di destinatari per cui il vaccino anti COVID-19 è attualmente somministrato o consentito, come i bambini, o perché non hanno ancora avuto l’opportunità di essere vaccinate o hanno scelto di non essere vaccinate. Pertanto …». (neretto mio,ndr)

Il prof. Bassetti, prima di parlare di rinchiudere in casa i non vaccinati, memorizzi bene queste parole: “evitare la discriminazione diretta o indiretta di persone che non sono vaccinate”.

Questa normativa europea discende direttamente dal fatto che i vaccini COVID, questo almeno dovrebbe essere chiaro a Bassetti, sono stati autorizzati in emergenza (FDA) o “sub conditione” (EMA), e ciò perché la sperimentazione, in tutte le sue fasi, non è stata completata e perché non esisterebbe, questo però è tutto da dimostrare, altra cura. L’accordo tra l’EMA e le case farmaceutiche, che ha dato il via libera alla distribuzione dei vaccini COVID, prevede che a dicembre 2023 (quindi tra 2 anni e mezzo) queste ultime consegnino all’ente regolatore europeo dei farmaci i dati relativi agli effetti collaterali segnalati liberamente e soggettivamente da medici o cittadini interessati (farmacovigilanza passiva), in modo che l’Ente Regolatore possa valutare la concessione dell’autorizzazione piena. Quindi una autorizzazione piena non esiste e potrà arrivare solo tra due anni e mezzo.

Visto che si parla di un prodotto sperimentale, i cui effetti negativi a medio-lungo termine non sono conosciuti (e ciò è ammesso direttamente dalle case farmaceutiche che hanno prodotto i vaccini) non è possibile imporlo coercitivamente o indirettamente con un ricatto a tutta la popolazione. Tanto più che le stesse case farmaceutiche ammettono che non è possibile sapere se una persona vaccinata possa essere vettore di contagio. Del resto, sono gli stessi dati che vengono pubblicati dagli stati che sono avanti nel programma di vaccinazione della loro popolazione che testimoniano proprio questo. Ad esempio, la Gran Bretagna che ha vaccinato con la seconda dose il 60% della sua popolazione, e con la prima l’80%, sta sperimentando una seconda ondata di contagi dovuti alla variante Delta, quella indiana per intenderci, che prende sia i non vaccinati che i vaccinati. Non solo, benché i decessi siano in numero nettamente inferiore rispetto al passato, quelli dei vaccinati superano quelli dei non vaccinati. I contagi di ieri sono stati 32.548, mentre i contagiati di questa ultima ondata (diciamo dal primo maggio 2021) hanno raggiunto il numero di 583.000 circa.

 

Aggiungiamo poi che una ricerca pubblicata il primo aprile 2021 dice che alcune varianti (la B.1.427/B.1.429, originariamente riscontrate in California) sono capaci di fuga immunitaria sia per coloro che si sono infettati naturalmente sia per coloro che sono stati vaccinati con tecnologia a mRNA.

Molti degli esperti hanno fissato l’obiettivo del raggiungimento, via vaccino, della immunità di gregge, ma chiudono gli occhi sulla realtà che dice che il virus è più veloce dei loro pensieri quanto a mutazioni. Fanno finta di dimenticare che vaccini imperfetti o vaccini iniettati durante la pandemia spingono il virus a creare varianti più resistenti che prolungano inesorabilmente la pandemia (leggi qui e qui). Morale, la campagna vaccinale massiva non sta fermando i contagi. Il vaccino potrebbe rappresentare un beneficio individuale in termini di efficacia della risposta soggettiva immunitaria, anche se, è bene non dimenticarlo, per questo specifico vaccino COVID rimane aperto il problema della sicurezza per la salute personale nel lungo periodo. In soldoni, sul breve periodo hai una copertura personale ma non hai eliminato il problema della diffusione del virus a livello di popolazione. Anzi, è possibile che anche gli asintomatici diventino diffusori del virus.

Non parliamo poi degli effetti avversi gravi che già nell’immediato vengono registrati. Si parla tra USA ed Europa di circa 20.000 morti post vaccino (non tutti però sono attribuibili in termini di causalità ai vaccini) e di circa 300.000 eventi avversi gravi solo per l’Europa come: essere stato in fin di vita, perdita della vista, problemi cardiaci, ecc.

Alla luce di quanto detto, le parole del prof. Bassetti, “Hai deciso di non vaccinarti, di mettere a rischio la tua salute, ma anche quella degli altri”, sono completamente fuori luogo.

Inoltre, non si capisce perché mai il vaccinato dovrebbe temere il non vaccinato, se il primo è immune e protetto per definizione dal virus che può invece colpire il secondo. Il vaccinato dovrebbe teoricamente, ed eventualmente, sviluppare una malattia più blanda rispetto al non vaccinato. Chi avrebbe da rimetterci è dunque il non vaccinato.

A questo punto, visto che rimane aperto il problema della sicurezza del vaccino sulla salute personale e poiché il governo ha imposto, caso unico al mondo, la vaccinazione obbligatoria al settore sanitario per la “prevenzione della infezione da SARS-COV-2”, cosa non vera, risulta giustificata una class action contro il governo italiano. Una class action dovrà essere altresì esperita nei confronti di quei governatori di Regioni che decidessero di ammettere alla didattica in presenza per il prossimo anno scolastico solo i ragazzi vaccinati.

Ma il caso Bassetti pone un problema che va oltre la questione strettamente sanitaria. Esso si allarga a quello generale della biopolitica e del biopotere, cioè a quello di uno Stato che si estende ed invade, con sembianze da regime, la sfera intima e la libertà dei cittadini nella tutela della loro salute. A tale problema si aggiunge quello di una classe dirigente che pretende di possedere la “verità”, una verità che deve essere instillata nel popolo bue. Emblematica l’affermazione di Bassetti: “non abbiamo fatto capire agli italiani quanto è importante la vaccinazione”. Il comportamento di questa élite è problematico in quanto sta trasformando una emergenza sanitaria in emergenza democratica

Scriveva bene Diego Fusaro in un tweet: “L’uomo occidentale non crede più in nulla se non nella salvezza del corpo. Per essa è disposto a sacrificare tutto, dalla libertà agli affetti. Per questo, il nostro è il tempo in cui i medici spodestano i preti e la medicina si erge a nuova religione”. E in un altro tweet proseguiva: “I virologi hanno sostituito i teologi, e la fede nel siero benedetto ha spodestato la fede in Dio”. Fusaro, in quest’ultimo caso, si riferiva a don Massimiliano Moretti, parroco a Genova (come Bassetti) che ha vietato le letture a chi non è vaccinato dicendo: “Non obbligo nessuno, ma devo proteggere chi viene in chiesa”.

Purtroppo, sempre più spesso si sentono parole come: “scovare”, “dare la caccia”, “disertori” in riferimento ai non vaccinati, come fossero i novelli “untori” della modernità. Terribile un articolo del 3 luglio 2021 a firma di Pietro Senaldi, dal titolo “La Variante letale? I non vaccinati”. Questi diventano così gli untori e gli eretici del XXI secolo semplicemente perché non sono in linea con il pensiero unico delle élite al potere che è mediatico, finanziario, sanitario, social e così via. Un potere che non ammette alcuna domanda, alcun dubbio, alcuna obiezione sulla soluzione precostituita alla pandemia, una soluzione che è imposta, esclusiva e magica, e coincide con il “dio vaccino”. Quello stesso potere utilizza poi ogni forma di censura nei confronti di chi propone o fa osservare che vi sono anche altri approcci efficaci e alternativi nel modo di affrontare la COVID-19, come le cure precoci domiciliari o determinati farmaci (es. idrossiclorochina o ivermectina).

A conclusione, non si possono che condividere le parole che Maurizio Bolognetti ha scritto sulla sua pagina Facebook: “A volte ho l’impressione che stiano cercando un capro espiatorio a cui addossare la colpa delle innumerevoli cazzate che hanno fatto. Un gioco molto pericoloso”



 

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