Le iniziative a tutela della “Diversità, equità e inclusione” dilagano ovunque, soprattutto nei Paesi anglosassoni a protezione di diverse minoranze considerata a rischio di diseguaglianza e prevaricazione.

Quali sono *davvero* queste minoranze a rischio? Un docente dell’ Università della California di Los Angeles (UCLA) ne ha individuate alcune non del tutto rientranti nella retorica politicamente corretta. Ce lo racconta Rod Dreher in questo gustoso articolo di The American Conservative.

Ve lo propongo nella mia traduzione.

          Annarosa Rossetto

 

Giovani

 

Il professor Stephen Bainbridge, docente di Giurisprudenza della UCLA, quest’anno è in lizza per un passaggio di merito  e, secondo le nuove normative, è tenuto a presentare un giuramento di lealtà alla McCarty una dichiarazione su come abbia contribuito agli obiettivi dell’UCLA nel campo della “diversità, equità e inclusione”. Sul suo blog, il Prof. Bainbridge ha pubblicato la dichiarazione che ha inviato via e-mail all’Amministrazione:

Sebbene io sia consapevole e rispettoso delle molte dimensioni all’interno delle quali un’università correttamente cerca di avere un corpo docenti e studenti diversi e variegati, sono da molto tempo particolarmente preoccupato per la mancanza di diversità intellettuale nella Facoltà di Legge. Un sondaggio tra i professori di Giurisprudenza negli Stati Uniti in generale ha mostrato che i professori Democratici bianchi (sia maschi che femmine), i professori ebrei e professori non religiosi “rappresentano la maggior parte (se non tutta) della preponderanza tra gruppi razziali, di genere, religiosi e ideologici nell’ambito dell’insegnamento giuridico.”  I gruppi cherappresentano la maggior parte della minoranza tra gruppi razziali, di genere, religiosi e di gruppi ideologici nell’insegnamento della legge”  sono Repubblicani (sia maschi che femmine), Protestanti e Cattolici. Questa disparità persiste anche se “la diversità religiosa e politica è probabilmente più importante per la diversità delle opinioni rispetto alla diversità di genere e più o meno quanto la diversità razziale”.

All’UCLA, sappiamo che il campus nel suo complesso tende sostanzialmente a Sinistra. “Uno studio di varie facoltà universitarie ha mostrato che alla Cornell il rapporto tra membri di facoltà progressisti e conservatori era di 166 a 6, aquella di Stanford di 151 a 17, alla UCLA di 141 a 9, e all’Università del Colorado di 116 a 5. Gli studenti conservatori della UCLA sono statimolestati, perseguitati e minacciati”. Di recente ho cercato nel database dei donatori di opensecrets.org (un sito che consente agli utenti di monitorare i contributi e le pressioni di vario tipo da parte di società di lobbying, singoli lobbisti, industria, ecc., ndt) i contributi elettorali forniti da persone che indicavano come datore di lavoro la Facoltà di Giurisprudenza della UCLA. Trentotto di queste persone hanno dato contributi esclusivamente ai candidati democratici, al Partito Democratico e alle varie consociate e ai PAC (comitato che raccoglie fondi tra i propri membri per effettuare donazioni a sostegno o per ostacolare candidati, referendum o iniziative legislative, ndt) progressisti. Una persona ha contribuito a sostegno sia dei Repubblicani che dei Democratici. Tre persone hanno contribuito esclusivamente ai candidati Repubblicani, al Partito Repubblicano e a varie agenzie ad esso affiliate. Dei duemembri della facoltà che hanno contribuito esclusivamente ai candidati Repubblicani, l’ultimo assunto è stato assunto nel 1997. In termini monetari, il 92,67% di tutti i contributi è andato ai Democratici e a gruppi affiliati.

Poiché gli studenti conservatori e gli studenti credenti spesso si sentono alienati ed estraniati in un ambiente che è così implacabilmente progressista e laico, mi sono impegnato particolarmente per avvicinare e sostenere tali studenti. Ho fatto da mentore per i dirigenti della Federalist Society (organizzazione di conservatori e libertari che sostiene un’interpretazione testualista e originista della Costituzione degli Stati Uniti, ndt) e della Christian Law Students Association (Associazione che cerca di integrare le verità del cristianesimo con lo studio e la pratica della legge, ndt). Ho tenuto conferenze con entrambe le organizzazioni. Ho tenuto un seminario di Prospettive di Diritto e di Giurisprudenza dedicato al Pensiero Sociale e al Diritto Cattolici, che ha offerto agli studenti, Cattolici ma non solo, l’opportunità di considerare in che modo la loro fede (o la loro mancanza di fede) si ricollegava al Diritto e l’opportunità di conoscere un corpo coerente di dottrine cristiane che potrebbero informare la loro vita come avvocati. Ho anche cercato di dare l’esempio, facendo volontariato nel gruppo della San Vincenzo de Paoli della chiesa cattolica del Buon Pastore, che raccoglie fondi da distribuire ai poveri che rischiano di perdere la casa a causa della loro impossibilità di pagare l’affitto o il mutuo.

Qui potete leggere l’intero post geniale, incluse le citazioni dei vari studi cui fa riferimento.

 

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