Il primo miracolo di Lourdes: Santa Bernadette Saubirous

Santa Bernadette Soubirous

Santa Bernadette Soubirous

 

 

di Giuliano Di Renzo

 

Continua la nostra gioia tutta spirituale di cristiana santa Pasqua di Resurrezione.
Resurrezione!
Santa Bernadette ha fatta della sua vita l’espressione del messaggio che la Vergine Immacolata le aveva confidato.
Non parole ma testimonianza. Bernadette diede con la sua esistenza voce al messaggio che la Vergine le aveva affidato. A quel messaggio ella diede visibilità nella sua persona. Non raccontò ma l’assorbì nel suo spirito e nel suo corpo e ne fece un vissuto, nutrimento quotidiano per riverberarne la luce nell’umiltà del nascosto suo offrirsi alla Passione di Cristo per la resurrezione dei peccatori.
Il Signore si serve dei bambini, degli umili, di deboli per confondere i forti e i grandi che si arrabattano intorno ai loro tavoli di gente illuminata che crede di salvare il mondo mentre invece lontani da Dio accrescono buio e paure.
Ne siamo testimoni in questi giorni di sconvolgente epidemia, durante i quali invece di rivolgersi tutti umili e pentiti anche all’aiuto del Signore pare che Lui sia l’unico escluso dalla preoccupazione di molti e della società come tale.
Il Signore confonde i presuntuosi e i forti e lascia che brancolino con fatica e a tentoni.
Certo verrà la luce, perché il Signore nella sua misericordia ha disseminato nel segreto delle vie del mondo tanti spiriti, piccoli e ignoti alle luci della ribalta che amano, pregano, soffrono e offrono.
Tanti l’abbandonano, ma Lui ha posti davanti alla sua maestà divina alcuni piccoli fiori che profumano di amore e non piegano il ginocchio davanti agli idoli a causa dei quali il mondo va morendo.
“Io poi mi sono risparmiato in Israele settemila persone, quanto non hanno piegato le ginocchia a Baal e quanti non l’hanno baciato con la bocca” (1 Re 19,21).
Sempre il Signore si riserva dei piccoli resti dai quali riprendere l’inizio dell’esodo messo i pericolo. Sempre ha Dio nella sua faretra una fionda di Davide con la quale abbattere il mostro onnipotente del nostro mondo di bestemmiatori.
Come Gesù anche la Madonna si affanna a correre dovunque per avvisare e chiedere di pregare per salvezza dei peccatori. La piccola, la debole, l’ignorante Bernadette sorprese i suoi giudici quando ad essi che le chiedevano chi fossero i peccatori rispose: “Sono coloro che amano il peccato”. Coloro che amano il peccato e dunque amano la Morte, la invocano e si abbracciano ad essa (cfr Sap 1,16).
I santi sono lampade che il Signore accende per illuminare le tenebre di questo mondo e per farlo ha bisogno della libera collaborazione di creature che il suo amore presceglie a vantaggio di tutti.
Nessuno esiste da solo, ma come gemma nel concerto di altre gemme, che tutte le altre esalta e da tutte riceve esaltazione e vigore.
E’ il mistero dell’Incarnazione, è il mistero della Chiesa al quale ciascuno partecipa secondo la grazia a ciascuno donata come propria e distintiva, chiamato a partecipare all’amore di Dio e a comunicarlo.
Messaggio che è quello perenne e proprio del Vangelo, ossia di conversione all’amore di Dio-Amore che si manifesta pienamente nel dono di sé estremo per noi sulla croce.
Croce, sofferenza e morte sono “invenzioni” della mano violenta e cattiva dell’uomo, Cristo accettandole su di sé le toglie l’aspetto terribile che il peccato le ha dato e facendone prova di amore perché non c’è amore più grande ne fa trofeo di vittoria dell’Amore, gloria di Resurrezione. La Morte è vinta dall’Amore.
Nessuna fede annuncia la resurrezione della carne, perché chi risorge è la persona nella completezza della sua realtà.
Le altre fedi paiono esaltare la carne, mentre il cristianesimo alla vista miope di tanti sembra deprimerla. Ma amano la carne ridotta a morale putridume, mentre il cristianesimo mortifica la carne per restituirla alla sua dignità come di perfetta cassa armonica dello spirito che soccorre sostenendone il canto con la bellezza del timbro, i toni perfetti e la perfetta risonanza delle armoniche della musica.
Il cristianesimo è la sola religione che coltiva la vita, l’annuncia, la prepara e la dona. Altre fedi religiose, esoteriche, intellettualistiche e politiche hanno tutte cattivo sapore di morte.
Le coscienze oggi, la società hanno bisogno di resurrezione, di recuperare i valori che hanno fatta la civiltà cristiana – che trae slancio ed entusiasmo e certezza del futuro dalla luce della Resurrezione di Cristo – che ha amalgamate in sé e rilanciate, trasmettendole all’Europa allora barbara e in subbuglio, i valori della civiltà greca e romana.
Il mondo moderno in cerca di “libertà” ha voluto sganciarsi dalla sua origine, dalla parabola impressole dalla civiltà cristiana e si trovano gli spiriti a vagare navi “sanza nocchiero”, senza libertà smarriti nelle gelide assenze del niente, senza un sereno presente e senza futuro.
Senza la luce della Resurrezione che viene dalla tomba di Cristo il mondo rimane una tomba sorda e muta in cui tutti e tutto e le civiltà umane solo umane ci seppellisce senza speranza la storia.
La morte di una persona dà sempre dolore. Per grazia di Dio abbiamo la Resurrezione di Gesù che ci assicura che l’ultimissima parola sulla vita non è la morte ma la vita e sul nulla sta la parola ricreatrice dell’Amore.
Dio infatti ama la vita, è infatti Amore. Non sentimento ma Persona.
Chi siamo noi se non affannosa ricerca dell’Amore? La storia umana è questa inesausta ricerca del compimento di sé nel pieno possesso dell’Amore.