Donald Trump (Getty images)

 

 

di Wanda Massa

 

Il presidente Trump lo scorso 22 settembre ha firmato un decreto, che abolisce i corsi obbligatori di formazione alla diversità, finanziati coi soldi dei contribuenti e destinati ai dipendenti delle forze armate, delle aziende fornitrici e subappaltatrici del governo federale e alle imprese beneficiarie di sovvenzioni pubbliche.

E’ un genere di formazione di stampo marcatamente progressista, improntata all’ideologia più radicale: si fonda sulla Teoria della Razza Critica (Critical Race Theory), che si è progressivamente imposta nel mondo accademico Usa a partire dagli anni Ottanta, per poi diffondersi negli ambienti aziendali e amministrativi tramite una serie di obblighi legislativi.

Presenta una lettura strumentale e distorta della storia, interpretandola in chiave di lotte razziali e sessiste, con effetti deleteri per le famiglie, la società e la Nazione.

Tra i concetti trasmessi c’è quello secondo cui i bianchi siano portatori intrinsechi di “privilegi” goduti ai danni delle minoranze etniche del paese e che la mascolinità sia intrinsecamente negativa.

Secondo il defunto Derrick Bell, che ha fondato la Critical Race Theory, l’istituzione stessa della proprietà privata è contaminata dal razzismo a causa della schiavitù. Anche il movimento per i diritti civili era in qualche modo deplorevole, credeva Bell, perché creava un’illusione di uguaglianza razziale. Solo una massiccia ridistribuzione della ricchezza, guidata dalla creazione di diritti socioeconomici, a suo giudizio, poteva curare la società americana dal suo razzismo sistemico.

A livello pratico, la Critical Race Theory insegna che le interazioni sociali sono guidate dalla “supremazia bianca”, e che la società è corrotta dal “razzismo sistemico”, secondo cui i neri americani devono essere sempre vittime – anche se inconsciamente. La Critical Race Theory è l’ideologia che anima il movimento Black Lives Matter che ha portato disordini in varie città americane.

Christopher Rufo, un redattore del Manhattan Institute’s City Journal, ha recentemente rivelato che alcune agenzie federali utilizzavano la Critical Race Theory nella loro formazione sulla diversità. In risposta il presidente Trump ha ordinato alle agenzie federali di smettere di usare tale dottrina, e l’Office of Management and Budget ha pubblicato un memorandum in cui si ordina a tutte le agenzie federali “di iniziare a identificare tutti i contratti o altre spese di agenzia relative a qualsiasi formazione sulla “teoria razziale critica”, sul “privilegio dei bianchi”, o su qualsiasi altra formazione o sforzo di propaganda che insegni o suggerisca che gli Stati Uniti sono un paese intrinsecamente razzista o malvagio o che qualsiasi razza o etnia è intrinsecamente razzista o malvagia“.

La settimana scorsa, il presidente Trump ha annunciato la creazione di una nuova “Commissione del 1776” per creare un programma di studi “patriottico” per gli studenti e respingere il revisionismo storico ispirato alla Teoria della Razza Critica, come il recente “Progetto 1619” del New York Times, vincitore del premio Pulitzer (ma di fatto contestato).

Il nuovo ordine di Trump estende alle aziende private che hanno contratti con il governo federale il divieto di usare la Teoria della Razza Critica nella loro formazione sulla diversità. Come osserva Rufo, potrebbe liberare molte grandi aziende da una recente serie di tentativi di indottrinamento che hanno spinto libri radicali di sinistra come White Fragility in cima alle liste dei bestseller.

Spiega l’ordine esecutivo:

Dal campo di battaglia di Gettysburg al boicottaggio degli autobus a Montgomery e alle marce da Selma a Montgomery, gli eroici americani hanno coraggiosamente rischiato la vita per garantire che i loro figli crescessero in una nazione che vive il suo credo, espresso nella Dichiarazione d’Indipendenza: “Riteniamo che queste verità siano evidenti, che tutti gli uomini sono creati uguali.”

Oggi, tuttavia, molte persone spingono una visione diversa dell’America che si fonda su gerarchie basate su identità sociali e politiche collettive piuttosto che sulla dignità intrinseca e uguale di ogni persona come individuo. Questa ideologia affonda le sue radici nella perniciosa e falsa convinzione che l’America sia un Paese irrimediabilmente razzista e sessista; che alcune persone, semplicemente a causa della loro razza o del loro sesso, siano oppressori; e che le identità razziali e sessuali siano più importanti del nostro comune status di esseri umani e di americani.

Tali idee possono essere di moda nell’accademia, ma non hanno posto nei programmi e nelle attività sostenute dal denaro dei contribuenti federali. La ricerca suggerisce anche che una formazione sulla diversità incentrata sulla colpa rafforza i pregiudizi e riduce le opportunità per le minoranze.

Il 23 settembre il presidente Trump ha reso nota questa notizia in un fulminante post su twitter: “Poche settimane fa, ho bannato gli sforzi per indottrinare i dipendenti governativi con ideologie razziali e sessuali discriminanti e dannose. Oggi, ho esteso questo divieto a persone e aziende che fanno affari con il nostro Paese, l’esercito degli Stati Uniti, gli appaltatori governativi e i beneficiari di sovvenzioni. Agli americani dovrebbe essere insegnato ad essere orgogliosi del nostro Grande Paese e se non lo sei, qui non c’è niente per te! “.

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