Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile
Jair Bolsonaro, Presidente del Brasile

 

 

In un breve messaggio pubblicato sul suo account Twitter, il presidente brasiliano Jair Bolsonaro ha criticato la decisione del Senato argentino di legalizzare l’aborto e ha giurato che l’aborto non diventerà mai legale in Brasile – il più grande Paese dell’America Latina – sotto la sua presidenza.

“Piango profondamente per la vita dei bambini argentini, ora soggetti a essere fatti a pezzi nel grembo materno con il consenso dello Stato. Per quanto dipende da me e dal mio governo, l’aborto non sarà mai approvato nella nostra terra. Noi lotteremo sempre per proteggere la vita degli innocenti”, ha twittato Bolsonaro.

Una nuova legge sull’aborto è stata approvata dal Senato argentino mercoledì 30 dicembre. La nuova legge, in pratica, permetterà l’aborto in qualsiasi momento fino alla nascita e non ha disposizioni per proteggere il bambino se sopravvive a un aborto tardivo.

 

fonte: CNA (mia traduzione)

 

Il Congresso del Paraguay risponde alla legalizzazione dell’aborto in Argentina con un minuto di silenzio

 

La Camera dei Rappresentanti del Paraguay ha tenuto un minuto di silenzio per “i bambini che moriranno” poche ore dopo che il Senato della vicina Argentina ha legalizzato l’aborto.

In una dichiarazione e in un video rilasciato dall’ufficio stampa del Congresso paraguaiano, i rappresentanti hanno osservato il minuto di silenzio su richiesta del deputato Raúl Latorre.

“Chiedo un minuto di silenzio per le migliaia di vite di fratelli e sorelle argentini che andranno perdute, prima ancora di nascere, sulla base della recente decisione presa dal Senato del Paese vicino”, ha detto Latorre.

Dopo il minuto di silenzio il deputato Basilio Núñez, medico, ha detto che “quello che è successo in Argentina è una tragedia”, e ha ricordato che la Camera dei rappresentanti del Paraguay si è dichiarata favorevole alla vita e alla famiglia. Il minuto di silenzio è stato sostenuto anche dalle tre donne leader del Congresso, Norma Camacho, Blanca Vargas ed Esmérita Sánchez.

 

fonte: CNA (mia traduzione)

 

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