Un pastore, costretto a lasciare il suo lavoro presso una scuola elementare per aver twittato sui pericoli delle manifestazioni di “orgoglio” omosessuale, sta intraprendendo un’azione legale contro il suo ex datore di lavoro.

Ce ne parla Martin M. Barillas in questo articolo pubblicato su Lifesitenews e che vi proponiamo nella traduzione di Elisa Brighenti. 

 

Pastor Keith Waters

Pastore Keith Waters

 

Un pastore, costretto a lasciare il suo lavoro presso una scuola elementare per aver twittato sui pericoli delle manifestazioni di “orgoglio” omosessuale, sta intraprendendo un’azione legale contro il suo ex datore di lavoro.

Il pastore Keith Waters, che guida una congregazione cristiana evangelica a Ely, una città del Cambridgeshire, Inghilterra, ha cosi twittato il 1° giugno 2019: “Un promemoria affinché i cristiani non sostengano o partecipino agli eventi LGBTQ ‘Pride Month’ tenutisi a giugno. Essi promuovono una cultura e incoraggiano attività contrarie alla fede e alla morale cristiana. Sono particolarmente dannose per i bambini”.

Queste parole sono state prese come provvidenziali e il vescovo di Rhode Island Thomas Tobin quel giorno ha twittato lo stesso messaggio.

Il pastore Waters ha successivamente ricevuto minacce di morte ed è stato costretto a lasciare il suo lavoro di custode della scuola elementare dell’isola di Ely. Il preside della scuola lo ha informato che era sotto inchiesta per aver presumibilmente portato la scuola “in discredito”, a seguito di denunce presentate contro di lui. Uno dei querelanti ha sostenuto che l’ammonimento di Waters rientrava “nella definizione di estremismo del governo britannico” e ha chiesto che fossero intraprese azioni contro di lui.

“Se un pastore non può dire le cose che sto dicendo, e non si trova nel tipo di problemi in cui mi sono trovato, allora non sono sicuro di chi possa farlo”, ha detto Waters in un video di Christian Concern, il gruppo legale britannico che lo sostiene.

I legali della Christian Concern sono intervenuti come segue:

Durante le indagini, tuttavia, il direttore della scuola ha ceduto a una serie di richieste da parte di una manciata di attivisti LGBT, compresi alcuni genitori, e il pastore ha ricevuto un ultimo avvertimento per aver portato la scuola a discredito e violato il codice di condotta della stessa.

Come risultato, Keith Waters ha creduto di non poter più combinare il suo ruolo di pastore con quello di custode della scuola, e ha deciso che non ci fosse altra alternativa se non quella di dimettersi.

Ora, sostenuto dal Christian Legal Centre, il pastore Waters sta facendo causa per licenziamento costruttivo, discriminazione indiretta e violazione del dovere di uguaglianza del settore pubblico. Egli ritiene inoltre che la scuola abbia interferito con i suoi diritti alla libertà di religione, di espressione e di pensiero.

“Il pastore Keith Waters ha ragione a dire che i cristiani non dovrebbero partecipare agli eventi gay pride in quanto dannosi per i bambini. Spesso esibiscono nudità e manifestazioni esplicite di natura apertamente sessuale che nessun bambino dovrebbe vedere. Se un pastore cristiano non può più dirlo pubblicamente senza ricevere minacce di morte, allora viviamo in tempi molto pericolosi”, ha commentato Andrea Williams, direttore esecutivo del Christian Legal Centre.

“Mentre presentiamo questo caso, chiediamo alla Chiesa di fare di più per proteggere cristiani coraggiosi come Keith Waters, e di parlare pubblicamente di come il buon modello di matrimonio tra un uomo e una donna sia il fondamento di una società sana”, ha detto. “Celebrare il caos sessuale e l’immoralità pubblica negli eventi dell’orgoglio gay non fa bene a nessuno; non fa bene alle famiglie, tanto meno a bambini piccoli e impressionabili.”

 

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