Olimpiadi di Parigi 2024 - Cerimonia di apertura
Olimpiadi di Parigi 2024 – Cerimonia di apertura

 

 

di John M. Grondelski 

 

Alasdair MacIntyre, nel suo importante libro After Virtue, suggerisce che ciò di cui il mondo ha bisogno oggi è “un altro – senza dubbio molto diverso – San Benedetto”. Alcuni potrebbero sostenere che Papa Benedetto XVI sia quel nuovo “Benedetto” che parla al mondo moderno.

Io vorrei suggerire che ciò di cui il mondo ha bisogno oggi è un nuovo San Domenico.

San Domenico e il suo nuovo ordine furono determinanti nel porre fine all’eresia albigese che allora dominava la Francia meridionale. L’albigianesimo aveva una visione particolare del corpo umano, una prospettiva non del tutto estranea alla Francia di oggi.

L’albigianesimo era dualista. Divideva dualisticamente la realtà e, quindi, la persona umana, insegnando che il lato spirituale dell’uomo è creato da Dio, mentre il lato materiale è opera del male. Il mondo materiale e soprattutto il corpo materiale dovevano essere fuggiti. L’Antico Testamento è l’opera di questo principio malvagio. La punizione, nel migliore dei casi, avviene in questo mondo; poiché le anime sono di natura divina, non c’è punizione eterna. Non c’è resurrezione del corpo.

Le implicazioni morali di questa antropologia sono le seguenti: la liberazione dal corpo è l’obiettivo dell’uomo, il suicidio è permesso; il matrimonio è da evitare a favore della castità perpetua, anche se “il concubinato, essendo di natura meno permanente, è preferibile al matrimonio”; l’abbandono del coniuge era approvato.

Come dicono i francesi, Plus ça change… Il mondo moderno forse non avvolge il dualismo in un pacchetto religioso come l’albigese, ma il dualismo è vivo e vegeto oggi. Germain Grisez sosteneva la stessa cosa quasi cinquant’anni fa.

Gli albigesi hanno trasformato la loro filosofia in una religione, o potrebbero lasciarla come filosofia. La filosofia moderna è solitamente considerata come iniziata con il francese René Descartes. Per Cartesio, l’uomo è essenzialmente una mente con un corpo annesso. Il corpo è sub-personale, un mero strumento della “persona”, che è la mente. “Penso, dunque sono” è il motto di Cartesio, ma è l’opposto della metafisica cattolica, che afferma che, nel caso dell’uomo animale razionale, “sono, dunque penso”.

È necessario deprezzare il corpo per giungere a molte delle conclusioni del mondo moderno. Solo in una visione cartesiana del mondo ha senso l’idea che una “persona” possa trovarsi nel “corpo sbagliato”. Solo questa visione – quella di sfuggire all'”erroneità” del corpo strumentale – giustifica le mutilazioni genitali, anche dei minori. Se l’Antico Testamento è opera di una divinità malvagia che promuove il “giudizio”, il messaggio di “amore” del Nuovo Testamento, astratto da qualsiasi definizione concreta basata sugli altri Comandamenti, diventa la base di slogan come “l’amore è amore”, rifiutando di esaminare il contenuto e i contorni del vero amore (rispetto alla lussuria). Se il matrimonio permanente lega permanentemente gli esseri umani alla materia – nella persona di un coniuge e nella persona di un figlio – allora ne consegue che il matrimonio è deprezzato. Chi è ora dichiarato “strano”: i single con “bambini di pelliccia” o i genitori con bambini veri? Se l’eliminazione della “permanenza” del matrimonio indebolisce il nesso con l’importanza, beh, la nostra società ha fatto un buon lavoro nel dissolvere ciò che Dio ha unito. Concubinato, avventure di una notte, sodomia: tutto si maschera come surrogato del matrimonio. La resurrezione del corpo? Perché? Per quale motivo? Se il corpo è nel migliore dei casi un attaccamento facoltativo, a volte l’attaccamento “sbagliato”, perché la “persona” – un pensiero disincarnato – ha bisogno della “resurrezione”? E, alla fine, se l’anima è divina ed è l’unica cosa che conta, perché non far finire tutto “felice e contento”? La speranza che tutti gli uomini si salvino ha superato il limite della presunzione molto prima del XX secolo.

La svalutazione del corpo non è qualcosa di nuovo o di unico per la Francia. È un fenomeno del mondo moderno, certamente del mondo occidentale.

E, invece di recuperare la dignità del corpo – che è la dignità dell’Incarnazione – la Chiesa di Francesco è sembrata molto più pronta ad assecondare queste tendenze che a combatterle. Mentre un tempo la Chiesa dipendeva da un ordine religioso come la Compagnia di Gesù per portare questo messaggio a un mondo confuso, si può sostenere che – pur essendo ancora la più grande comunità di religiosi della Chiesa – i gesuiti possano essere tanto il problema contemporaneo quanto la sua soluzione.

Una volta, ai tempi della prima generazione di domenicani, San Domenico riuscì a ribaltare la Francia e a sconfiggere gli albigesi. Visti i problemi che il nostro mondo moderno deve affrontare, abbiamo un disperato bisogno di un nuovo Domenico, un predicatore per quel mondo, o forse il prossimo Papa.

 

(L’articolo che il prof. John M. Grondelski mi ha inviato per il blog è apparso in precedenza su New Oxford Review. La traduzione è a mia cura)

 


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