Roberto Speranza, ministro (foto Afp)

Roberto Speranza, ministro (foto Afp)

 

di Antonello Iapicca

 

Ascoltato ora il ministro Speranza. Sottilmente ha scaricato sulla popolazione e i suoi atteggiamenti la gran parte della responsabilità dell’evoluzione economica e sanitaria. Le politiche e gli interventi economici non serviranno a nulla se gli italiani non continueranno a vivere nel terrore. Come dire, noi facciamo bene tutto, attenti voi a come vi muovete, perché poi se il virus ritorna sarà colpa vostra. Di che? 

Il cortocircuito è aberrante, un discorso e un piano di governo fondato solo sulla pretesa assolutezza senza alcuna certezza che tutto ciò potrà finire solo con IL vaccino. Una Nazione intera rapita e soggiogata dalla paura, nell’attesa del riscatto di un vaccino che, già pagato, farebbe finalmente tana libera tutti. 

In questo incubo indotto ad arte che strumentalizza il dolore e la sofferenza, senza assumersi la minima responsabilità se non quella di scaricare tutto sulla popolazione, non bisogna perdere la pace del cuore. Occorre fissare Cristo per non lasciarsi avvelenare cuore e mente e, schiavi della paura, perdere la fede. 

Il nostro vaccino è Cristo che ha vinto la morte. Rispetteremo le regole che neppure molti dei governanti rispettano, ma non ci faremo rubare il tesoro più grande della fede dalle farneticazioni del potere e dall’ideologia di turno. Siamo discendenti di martiri che non si sono inginocchiati davanti a Cesare e a nessun idolo, neppure a quello della salute. 

A noi preme la salvezza dell’anima, quella del corpo è in mani sicure, che ce la conserverà per quanto vorrà. Ci cureremo certo, staremo attenti e rispetteremo le regole, perché non siamo tonti fideisti. Ma, uniti a Cristo e ai fratelli, non ci faremo soggiogare dalla paura che ci vorrebbe ciascuno da solo a difendere la propria vita.

 

Don Antonello Iapicca è missionario da 30 anni in Giappone. Ora opera nella città di Takamatsu.

 

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