di Pierluigi Pavone

 

Esistono tre relazioni. Tra Pastore e pecore, tra mercenario e lupo, tra lupo e Pastore.

La prima è sacramentale e feconda, ovvero quella tra pastore e pecore, fondata sul dono di Sé da parte del Pastore.

La seconda è utilitaristica e sterile, ovvero quella tra mercenario e lupo, fondata sull’assenza del mercenario davanti al lupo. Non c’è relazione diretta tra mercenario e pecore, se non paura e fuga. Stupisce il fatto che il mercenario non offra le pecore al lupo, pur di salvarsi. La sua relazione con le pecore non c’è. In nessun senso. E la sua stessa conoscenza del Pastore è inferiore a quella che hanno le pecore, in grado, invece, di distinguerne la voce: le pecore conoscono intimamente il Pastore, come l’anima quando vive sacramentalmente conosce intimamente il suo Signore. Mentre il mercenario conosce solo se stesso. Tuttavia ha percezione del pericolo. Riconosce il lupo per quello che è: morte. Per questo stupisce che non scambia la morte delle pecore con la propria. Teme talmente tanto il lupo da pensare solo a scappare. Quasi intuisce che l’obiettivo del lupo possa essere il Pastore quanto le pecore. Capisce che le pecore potrebbero non bastare. Anche lui personalmente è in pericolo. E prova a salvarsi da solo. Perché è solo. Ama solo se stesso e forse finirà per odiare solo se stesso. Persino Giuda ha agito all’ultimo così, quando si è impiccato, dopo essersi in effetti pentito.

La terza relazione è quella tra lupo e pecore: il lupo attacca il Pastore e le pecore e le seconde si salvano solo se il Pastore dà la vita. Stupisce che Cristo non descrive altro modo per salvare le pecore. Il Pastore non nasconde le pecore, non le porta in un luogo apparentemente più sicuro, né caccia via o uccide il lupo, vincendolo direttamente. In un certo senso è dato al lupo di avvinarsi talmente tanto che può uccidere davvero. Provoca morte. È un pericolo effettivo. Il suo obiettivo è solo la morte. Come per Satana la distruzione della Chiesa, a iniziare dalla presenza reale dell’Unico Pastore, cioè la Santa Eucarestia. E quindi il Sacrificio.

 

Da qui la domanda: chi è più pericoloso e perfido? Il mercenario che fugge o il lupo che sbrana e disperde?! Il primo volta le spalle perché è un vile mercante di vita e desidera tutelare, prima di tutto, se stesso. Il secondo è il Nemico che invece rischia l’opposizione del Pastore, pur di divorare le pecore. Il lupo odia il Pastore e l’intero gregge, fino a quando resta fedele al Pastore.

 

Ma ha cosa è disposto il lupo, per giungere all’obiettivo? Sarà disposto a farsi agnello, pur di farsi accogliere dalle pecore?

Il mercenario salva il suo corpo dal lupo. Il lupo sbrana le pecore, mentre fuggono terrorizzate. Eppure lupi travestiti da agnelli potrebbero tralasciare il corpo delle pecore. Alzano la posta sulle anime ignare o colpevolmente ingenue, quasi al fine di non fa riconoscere più la voce del Pastore. O sovvertirla e deformarla…

 

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