Dopo vari studi che hanno dimostrato i buoni risultati nella cura della COVID-19 mediante l’ivermectina, gli Istituti Nazionali di Sanità (NIH) degli USA il 6 gennaio 2021 hanno rimosso la valutazione negativa nei confronti della ivermectina, ma non hanno comunque dato una raccomandazione positiva sul prodotto. E’ passata in altri termini da una posizione negativa ad una neutrale nei confronti della Ivermectina. Qualcuno vuol sapere come sono andate le cose e chi vi ha partecipato alla riunione, perché una raccomandazione positiva avrebbe posto fine alla sperimentazione in corso e nn agevolato uno dei componenti del comitato NIH in conflitto di interesse. Ma l’NIH non dà risposte complete. Per questo il tutto è finito in tribunale. 

Della cosa ce ne parla un articolo di PeterYim, pubblicato su trialsitenews, che vi propongo nella mia traduzione.

 

ivermectina

 

Il NIH COVID-19 Treatment Guidelines Panel ha aggiornato la sua raccomandazione sull’ivermectina per la COVID-19 il 14 gennaio 2021. Nell’aggiornamento, il NIH ha rimosso la sua raccomandazione contro l’uso di ivermectina in COVID-19. Tuttavia, il gruppo di esperti ha anche rifiutato di raccomandare l’ivermectina per l’uso in COVID-19.

(NIH cioè i National Institutes of Health, sono gli Istituti Nazionali di Sanità, ndr)

Una richiesta del Freedom of Information Act (FOIA, una legge che tutela la libertà d’informazione e il diritto di accesso agli atti amministrativi, ndr) è stata fatta per determinare il processo che è stato seguito dal NIH nel raggiungere la sua raccomandazione. In particolare, in una richiesta FOIA del 25 gennaio, è stato chiesto al NIH se si fosse tenuta una votazione sull’aggiornamento della raccomandazione sull’ivermectina:

“Il 6 gennaio 2021, il NIH COVID-19 Treatment Guidelines Panel si è riunito per considerare l’aggiornamento della raccomandazione sull’uso dell’Ivermectina nella COVID-19. Si prega di rispondere alla seguente domanda. Ad oggi, il gruppo di esperti ha votato sull’opportunità di cambiare la sua raccomandazione? (Intervallo di date per la ricerca dei record: dal 01/06/2021 al 01/25/2021)”.

Il NIH ha rifiutato di rispondere a questa domanda:

“Vi informiamo che il FOIA non è destinato a rispondere a domande, ma piuttosto è destinato al pubblico perché possano richiedere documenti federali specificamente identificati e ricercabili che sono già esistenti, cioè un record non può essere creato in risposta a una richiesta FOIA”.

Una richiesta FOIA alternativa è stata formulata per rispondere alla stessa domanda. Quella richiesta FOIA è stata presentata il 28 gennaio 2021:

“Tutti gli aggiornamenti delle linee guida per il trattamento della malattia da Coronavirus 2019 (COVID-19) che sono stati approvati da un voto del gruppo di esperti scientifici. (Intervallo di date per la ricerca dei record: dal 01/01/2021 al 01/28/2021)”

Il NIH non è stato in grado di rispondere a tale richiesta entro 20 giorni, esclusi i fine settimana e le festività federali. Come risultato, quella richiesta FOIA è ora oggetto di un lungo confronto legale in un tribunale federale. Il caso è in corso, ma si è sicuri di dire che non c’è stato nessun voto sulla raccomandazione dell’ivermectina e che c’era l’intenzione di ingannare. Il NIH non sta funzionando come un’autorità di salute pubblica affidabile, per non dire altro.

Più o meno nello stesso periodo, una seconda richiesta FOIA è stata fatta alla stessa agenzia federale. Questa richiesta FOIA era per confermare che quella riunione si era tenuta il 6 gennaio 2021 al fine di considerare l’aggiornamento della raccomandazione NIH sull’ivermectina:

“Meeting agenda, National Institutes of Health COVID-19 Treatment Guidelines Panel, January 6, 2021 (Date Range for Record Search: From 01/06/2021 To 01/06/2021)”

Il NIH ha fornito un’e-mail con l’ordine del giorno. Sono stati forniti i nomi di due destinatari dell’e-mail, Adaora Adimora e Timothy M. Uyeki, entrambi membri del gruppo di esperti. Tuttavia, i nomi degli altri destinatari dell’e-mail con l’ordine del giorno della riunione sono stati oscurati. Secondo il NIH, i nomi sono stati cancellati perché il loro rilascio “causerebbe un’invasione chiaramente ingiustificata della privacy personale”.

La spiegazione per oscurare le identità dei contributori alla politica nazionale statunitense sull’ivermectina non è credibile o ragionevole. Il pubblico americano dovrebbe sapere chi sta stabilendo la politica nazionale su un’opzione di trattamento della COVID-19. Il pubblico può quindi formarsi la propria opinione sui possibili pregiudizi o influenze su questi individui. Qual è lo scopo di fornire un’ampia lista di relazioni finanziarie rilevanti dei membri del gruppo di esperti se l’identità di questi ultimi non viene rivelata? Poiché queste identità non vengono rivelate, noi, il pubblico, siamo lasciati nella condizione di fare delle ipotesi.

Circa due mesi dopo la riunione del NIH sull’ivermectina, il NIH ha annunciato il premio NOT-TR-21-024; finanziamento di ACTIV-6 per studiare l’uso di farmaci riproposti in COVID-19. La Duke University era l’unica istituzione del paese che soddisfaceva i criteri per lo studio, secondo il NIH. Il finanziamento è stato quindi distribuito su una base di fonte unica. L'”investimento iniziale” nella sperimentazione è stato in seguito annunciato in 155 milioni di dollari. Il ricercatore principale della sperimentazione non è stato identificato inizialmente ma, in un annuncio successivo, è stato identificato come Susanna Naggie, che è anche un membro del NIH COVID-19 Treatment Guidelines Panel.

Le due posizioni di Naggie rappresentano chiaramente un conflitto di interessi. Una raccomandazione positiva sull’uso del farmaco nella COVID-19 porrebbe effettivamente fine alla sperimentazione clinica. Il premio NIH solleva anche la questione se la prospettiva del premio abbia giocato un ruolo nell’attuale raccomandazione sull’ivermectina.

La domanda è stata rivolta a Naggie via e-mail se fosse l’autrice della raccomandazione delle linee guida di trattamento NIH COVID-19 sull’ivermectina. Non ha risposto a questa domanda.

Il processo di revisione delle linee guida di trattamento NIH COVID-19 è oltremodo sospetto. Il NIH deve fornire l’ordine del giorno non redatto alla riunione del 6 gennaio sull’ivermectina in modo che le identità dei responsabili della raccomandazione sull’ivermectina siano divulgate. Ancora più importante, dobbiamo sapere se c’è stata un’influenza impropria sulla raccomandazione dell’ivermectina.

 

 

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