• mercoledì , 22 agosto 2018

IL LATO OSCURO DELLA FAMIGLIA ARCOBALENO

Ecco una storia toccante di una giovane concepita e cresciuta in una coppia lesbica. Ecco la trascrizione da me fatta della testimonianza a braccio di Millie Fontana che potete vedere nel video.

Eccola nella mia traduzione.

Mi chiamo Millie Fontana, ho 23 anni e sono figlia di due lesbiche, concepita tramite un donatore. Sono qui con il supporto di tutti e tre i miei genitori. Questa è una testimonianza che, di sicuro, è non udita perché nessuno vuole sentir parlare dell’altro lato dell’arcobaleno, il lato non adatto per crescere dei bambini felici, perché crescono con l’idea sbagliata di come una struttura familiare dovrebbe essere.

Crescendo, volevo un padre… Sentivo dentro di me che mi mancava un padre prima ancora che potessi concepire quello che significava un padre. Sapevo che amavo entrambe le mie mamme, ma non riuscivo a capire quello che mancava dentro di me. Quando ho affrontato la scuola ho iniziato a realizzare, attraverso l’osservazione di altri bambini e dei loro legami d’amore con i loro padri, che mi stavo perdendo qualcosa di speciale.

Mi è stato mentito durante tutta la scuola; Mi è stato detto che non avevo un padre o forse non sapevano chi lui fosse… è stato molto difficile per me affermare un’identità stabile per questo. E la mia stabilità comportamentale ed emotiva ha sofferto molto a causa di questo.

Io sto davanti a voi cresciuta atea e senza alcuna affiliazione religiosa… ma sto con i cristiani perchè fin’ora, in questo dibattito, i cristiani sono gli unici che si pongono la questione e che seguono problemi che ne derivano con i loro figli. I cristiani sono gli unici che cercano di accendere i riflettori sulle storie come la mia. Nessuno nella lobby Lgbt vuole ascoltare qualcuno come me perchè “Love is love” giusto? Noi non esistiamo per loro.

Crescendo mi guardavo allo specchio e pensavo: “Da dove ho preso questi occhi verdi? Da dove ho preso questi aspetti della mia personalità o certi talenti che nessuno nella mia famiglia aveva?”. La risposta a questa domanda è piuttosto semplice “Mio padre”! Ma in realtà non è soltanto il padre o il donatore (come a loro piace chiamarlo), ma: “ho una zia, uno zio, una nonna e tanti cugini?”.

Quando scelsero quale parte della mia identità fosse accettabile da rivelare a me. Loro presero qualcosa da me. E mentre altri ragazzi erano in grado di guardarsi allo specchio e conciliare  quelle parti mancanti dicendo “mi piace quella di mia madre o di mio padre”, io invece non potevo perché ai miei occhi chi fossero i miei genitori per decidere quali parti di me fossero accettabili da rivelare a me stessa.

Intendere chi fosse mio padre a 11 anni è stata la sola volta probabilmente  che sono stata una bambina stabile. Io capii per la prima volta in assoluto chi io fossi, lo guardai nei suoi occhi e pensai che quella era la parte mancante di me stessa non perché io avessi fantasticato di avere un padre, ma perché io potevo attribuire un viso a chi io ero in modo che io potessi  vedere qualcuno che fosse alla stesso modo responsabile per la mia esistenza. Io potevo affermare la mia identità basata sulla mia identità. E se io non avessi incontrato mio padre io sarei stata…..io non sarei stata qui con voi qui, perché la mia reazione emozionale a non avere lui nella mia vita persino per una tale giovane età sarebbe stata devastante e mi avrebbe fatto regredire nel mio sviluppo.

Io vorrei parlare sulla reale uguaglianza.

C’è un gran parlare della uguaglianza da parte delle lobby LGBT. Ma mi chiedo quale sia la loro definizione di uguaglianza perché per me l’uguaglianza significa esser detta la verità, essere rispettata per quello che io ero nella mia totalità, e non per quello che i miei parenti desideravano che io sapessi, significava essere in grado di guardare ad ambo i lati della mia famiglia genetica e capire chi io fossi.

Uguaglianza non significa dire che gli studi volontari delle famiglie gay e dei figli dei gay che crescono con un positivo risultato definendo ciò come un risultato valido per tutti. Questo è completamente non realistico. Ho sentito questa bugia dalle persone LGBT a marzo scorso, dicono che i bambini non si preoccupano di chi siano le loro famiglie, e che l’uomo e la donna sono intercambiabili.

Io considero questo una forma di gender discriminazione.

Gli uomini e le donne offrono ruoli complementari nell’allevamento e dovrebbero probabilmente essere rispettati allo stesso modo.

È davvero curioso il modo in cui le lobby gay parlano dell’omofobia. Io ho storie di gay amici miei che sono venuti a dirmi che mi che altri gay li hanno chiamati omofobi perché loro avrebbero preferito crescere i bambini con una madre o un papà.

Quanto ridicolmente omofobica sono stata quando mentre stavo guardando nello specchio mi chiedevo dove fosse mio padre, quanto omofobica sono stata quando ho guardato ad ambedue i miei amorevoli genitori supplicandomi di dirmi chi io fossi, assolutamente no, ma io amo tutti e tre i miei genitori allo stesso modo.

L’omofobia in se stessa è realmente proprio l’avversione al comportamento. Noi ci siamo evoluti oltre quel punto come società. Ma io veramente, veramente profondamente sono in disaccordo con l’equiparare l’omofobia al razzismo. Una persona di colore cammina in una camera ed ognuno sa di quale razza egli sia, ognuno sa che è differente. Ognuno può camminare in una stanza e nessuno ha idea di quale sesso sono perché il sesso in se stesso è fluido. La sessualità non è una forma affidabile di identità perché esso cambia, cambia in base alle circostanze o in base alla scelta personale. Esso non è uguale al razzismo e sono offesa dall’idea che io sia uguale ad una razzista perché parlo chiaro a proposito di questa cosa.

Perché il nostro governo sta spingendo un’agenda che non è basata sulla onestà perché in realtà in tutte le unioni  dello stesso serve una terza parte per avere dei bambini. Sempre ci vuole una terza parte. Perciò, perché come società dovremmo provare ed ignorare la realtà della situazione? Non sono venuta qui sulla base di due donne. Tre persone hanno fatto la scelta di portarmi in questo mondo. Dunque, per quale motivo dovremmo provare ad ignorare questo? La scienza viene rimpiazzata dal desiderio di come vedo io le cose. Noi vediamo in Canada persone che sul certificato di nascita sono genitori dal punto di vista legale, non genitori biologici. Il certificato di nascita sta cambiando da documento storico di un bambino ad un documento di intenzione. Questo significa che gli adulti è come se dicessero che “io sono colui che andrà a prendersi cura di questo bambino. Ma quale informazione questo dà al bambino? Non è realistico. Nessuno fa un certificato di nascita per intenzione. È per informazione. È per eredità.

Mia madre mi ha fatto una domanda. L’altra settimana mi disse: “Milly chi è il mio compagno ed io sono capace di essere sposata? E cosa succederebbe se avessimo quello stabile ambiente di famiglia che ognuno ha?”, ed io le risposi in maniera molto semplice. E le risposto semplicemente con un’altra domanda: “quale sarebbe stata, come gli psicologi mi hanno trattata per i problemi sottostanti l’assenza della figura paterna se il riconoscere l’assenza della figura paterna era una forma di discriminazione? Come mi avrebbe curata un medico sotto la minaccia di una azione legale sotto questa circostanza?”. C’è stato silenzio.

Nessuno pensa a questo prima che corriamo a sposarci e penso che sia veramente ridicolo che Obama  si è alzato ed ha detto che è tempo per ciascuno di evolversi. Ma l’ultima volta che ho controllato l’evoluzione ci sono voluto un po’ di passi, c’è voluto un po’ più di un decennio per produrre un risultato e c’è voluta la partecipazione di tutti. Evoluzione non è stata fatta da una agenda politica che sta silenziando persino l’altra parte delle associazioni LGBT. Questa è una estrema minoranza che sta pressando, dal mio punto di vista, l’estinzione del gender in se stesso.

Io non vedo una uguaglianza di genere. Io  vedo un liberarsi completamente del genere.

Finché come società abbiamo una discussione che include una ragazza  come me che non è a suo agio con genitori che decidono quale parte siano accettabili da rivelare, finché questa discussione include ogni bambino che è stato cresciuto senza padre o senza madre, finché questa discussione blocca i bambini nella mia posizione nel crescere, noi non dovremmo spingere per l’approvazione del matrimonio perché l’evoluzione ha bisogno di passi. Ed io non starò qui ed essere silenziata da persone che mi dicono cosa sia accettabile che io senta, che mi dicono che io sono una cattiva persona perché voglio un padre, che io forse non amo mia madre abbastanza perché io voglio un padre.

È il colmo e non lo sopporterò.

Vi ringrazio per essere venuti qui questa sera.

Grazie, grazie. (applausi)


fonte: Thembeforeus.com

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