Una lettrice del blog, mi scrive…

 

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Salve signor Paciolla,
 
sono una mamma particolare, nel senso che sono una mamma che ha una serie di problematiche importanti collegate ad effetti collaterali e reazione allergiche a farmaci. Sono viva più di una volta, miracolosamente, ma ne ho passate di cotte e di crude, sono rimasta invalida per oltre tre anni con gravissimi problemi neurologici e non solo, dopo una sola settimana di immunosoppressore per curare una malattia autoimmune, ho rischiato il soffocamento in un intervento chirurgico con reazione allergica in corso, ho avuto addirittura reazioni allergiche improvvise a farmaci che assumevo da anni, come se il mio corpo ad un certo punto non li accettasse più. L’ultima volta che ho assunto un farmaco reumatologico nuovo con una sola compressa sono rimasta a letto due giorni malissimo. Ho rischiato grosso anche con alcuni farmaci a base ormonale dei quali uno mi ha provocato un importante rallentamento del battito cardiaco e l’altro una forte ipertensione.

I miei figli sono ovviamente molto allergici, agli atti peggio di me, che ho cominciato con la sola allergia agli acari e al nickel e a diciotto anni con il certificato di intolleranza ad antinfiammatori, antibiotici ed antidolorifici, all’epoca solo per fiato corto all’assunzione.

Ovviamente conosco bene la storia degli intolleranti ed allergici a farmaci, anzi gli allergici sono più fortunati perché ottengono previo test una certificazione che ne attesta l’allergia con tanto di terapia cortisonica ed antistaminica da somministrare prima di esami o interventi particolari, invece per l’intolleranza si tenta tipo roulette russa, nel senso che testi un nuovo farmaco e vedi se ti fa male o meno, senza che poi eventuali effetti vengano neanche segnalati all’agenzia del farmaco. Certo, se ti ricoverano urgentemente e ti danno proprio l’antibiotico sbagliato senza dose da cavallo di cortisone ovviamente sei spacciato ugualmente, per cui bisogna nel mio caso tentare di tutto per evitare farmaci e ospedale.

Cosa accade a chi ha un effetto collaterale grave  da farmaco? Viene sballottolato da un medico all’altro fino a finire dallo psichiatra per ansia. Tranquilli è sempre così, la medicina sembra che abbia fatto passi da gigante ma in realtà basa tutto su farmaci, spesso neanche la diagnosi è tempestiva, ci sono persone che aspettano dieci, venti anni per sapere che tipo di malattia hanno, nel frattempo hanno dovuto rinunciare alla loro attività lavorativa o di studio o ai rapporti sociali, ecc.

Tutto questo preambolo per dire che io non ho il diritto di essere esonerata dal vax, e con che coscienza dovrei sottopormi a questo siero? In cambio certo ho ottenuto l’appellativo di criminale, assassina, scomunicata, fuori dalla comunità sociale e cristiana, ecc. Pazienza, gli appellativi alla fine tornano al mittente tutti compresi, ma ora c’è un altro problema: è ricominciata la scuola. Se devo prendere prima i miei figli da scuola devo fare il tampone, se devo farli entrare dopo devo fare il tampone, per ritirare il libretto delle assenze devo fare il tampone, per parlare con qualcuno devo fare il tampone e, come se non bastasse, se uno dei miei figli manca un giorno da scuola mi chiamano per chiedere se hanno il virus perché devono mettere tutti in quarantena.

E’ giusto tutto questo? Io le chiedo: questa cosa ha un senso di giustizia o di malvagità a partire dall’imposizione fino alle pretese e ai ricatti da parte di tutti quelli che il vax lo hanno fatto e se ne lamentano pure magari con me, come se glielo avessi imposto io? Che cosa farò questo anno già troppo complicato sotto innumerevoli fronti?
 
Grazie
 
 
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