Gesu-chiama-i-discepoli-apostoli

 

 

di Alberto Strumia

 

Domenica III del Tempo Ordinario

(Anno B)

(Gio 3,1-5.10; Sal 24; 1Cor 7,29-31; Mc 1,14-20)

 

In questa terza domenica del “Tempo Ordinario” le letture della liturgia sono tutte “incalzanti”… Il messaggio che ci arriva è quello di “non perdere tempo”, perché la storia dell’umanità “esige” di non sbagliare le scelte e di fare presto, prima che tutto finisca nel peggiore dei modi. E oggi, la superficialità con la quale si affronta la vita, individuale e sociale – con il clima di terrore sanitario e di insicurezza per la propria incolumità che si è instaurato – rendono tutti talmente manipolabili dal potere da farci finire in forme di dipendenza fino alla schiavitù mentale e fisica, che ci si era illusi fossero scomparse da secoli. La forza di questo potere è talmente penetrante da essere difficilmente spiegabile in termini di sole capacità umane. Dietro c’è un soggetto sovrumano: è un potere satanico che mira a distruggere l’uomo nella sua integrità fisica e morale.

– La prima lettura vede all’opera il profeta Giona, che al suo tempo – ma lo farebbe oggi allo stesso modo se fosse tra noi – si mosse senza perdere tempo, per avvertire gli abitanti di Ninive – città corrotta quanto lo è il nostro mondo di oggi nel quale non si possono neppure pronunciare, per legge, le parole che denotano gli errori fatali che lo stanno distruggendo, abbruttendo gli esseri umani – del male che si stavano facendo con le loro stesse mani, illudendosi di essere liberi nel fare quello che i loro capricci suggerivano. Il paragone con il nostro mondo è immediato. E anche il paragone tra Giona e la Chiesa di oggi è immediato: come allora Giona fu da solo a compiere quella missione, anche nella Chiesa di oggi sono rimasti solo in pochi ad avere il coraggio di dire le cose come stanno, sfidando il pensiero unico al quale la maggioranza, anche tra gli uomini di Chiesa, si è allineata. I più, forse, non se ne rendono nemmeno conto; altri si allineano per immediato quanto incauto opportunismo; altri ancora lo fanno per deliberata complicità con l’autore del male. Dio giudicherà ciascuno suo tempo.

– Nella seconda lettura l’Apostolo Paolo incalza ancora più decisamente, avvertendoci che «il tempo si è fatto breve» e non ci si può permettere il lusso di sbagliare l’ordine delle priorità nelle scelte della vita quotidiana, oltre che in quelle che decidono per intero il suo orientamento. Tutto va orientato a ciò che dà il senso della vita, il “significato serio” delle cose. Tutto potrebbe svanire da un momento all’altro, quasi fosse imminente la fine di questo modo di andare avanti del mondo («passa infatti la figura di questo mondo!»). Oggi si parla di un “grande reset”, dell’organizzazione mondiale del modo di vivere: un reset voluto da alcuni “padroni del mondo”, dietro i quali si nasconde in realtà un potere satanico, Satana stesso. Gli attuali “padroni del mondo” moriranno come tutti gli altri e dopo di loro anche i loro eventuali successori. E allora di chi sarà il potere, se non del “regista” che li ha scritturati. L’avvertimento di Giona come quello di Paolo, alla fine, è proprio questo. Occorre imparare a guardare alla storia dell’umanità con uno sguardo non più solo “materialista”, non più solo “orizzontale”, perché questo punto di vista non è più neppure provvisoriamente in grado di comprendere le vicende umane. La vera contesa non è solamente umana, ma è la lotta di Satana contro Dio; e questa contesa è stata vinta definitivamente da Colui, che per definizione è superiore a tutti, Satana compreso: e questo è Dio, è Cristo Redentore. Provare a prendere questa spiegazione della storia dell’umanità, anche solo come “ipotesi di lavoro”, per chi non è ancora credente, e come “chiave di lettura” unica e certa per chi lo è, costituisce l’unico modo sensato per capire ciò che sta succedendo. Tutto il resto è insufficiente: le ideologie umane (marxismo, nichilismo, relativismo, globalismo, umanitarismo,…) hanno fatto il loro tempo e sono diventate più violente solo perché sono giunte ai loro ultimi giorni. Per cui è più saggio “distaccarsene” al più presto. Oggi sembra essere questo il significato della raccomandazione al “distacco” indicata da san Paolo nella seconda lettura («d’ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l’avessero; quelli che piangono, come se non piangessero; quelli che gioiscono, come se non gioissero; quelli che comprano, come se non possedessero; quelli che usano i beni del mondo, come se non li usassero pienamente: passa infatti la figura di questo mondo!»).

– Nel Vangelo vediamo, Gesù, all’inizio della Sua “vita pubblica”, anche Lui, intento a “non perdere tempo”, perché come dicono le Sue parole, riferite dell’Evangelista Marco: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino». Il Suo Grande Reset, quello vero che è “l’ultima parola” sul destino dell’uomo è racchiuso nelle parole «convertitevi e credete nel Vangelo!», che invitano a cambiare la “chiave di lettura” della storia, da quella “materialista” e solo “orizzontale” (oggi l’unica, squallidamente, fatta propria anche dai vertici della Chiesa!) a quella “teologica” che riconosce in Dio Creatore il proprio autore e in Cristo Redentore il centro di tutto, il senso di ogni cosa esistente. Non bastano le prediche moralistiche, tornate di moda in questi ultimi anni, che invitano ad una solidarietà di apparentemente buoni sentimenti, che vedono nell’uomo il salvatore di se stesso, il dio di se stesso. Non funziona! E ormai lo si vede benissimo. È inutile continuare ad ostinarsi a predicare un cristianesimo apparente che invita a concentrarsi sullo sforzo umano di essere migliori, quando non si sa più neppure che cos’è il bene e che cos’è il male. Occorre tornare ad adorare l’unico vero Dio e l’unico vero Salvatore, il Figlio di Dio, Gesù Cristo. Gli Apostoli e i discepoli furono chiamati da Lui a seguirlo («Gesù disse loro: “Venite dietro a me, vi farò diventare pescatori di uomini”. E subito lasciarono le reti e lo seguirono») e non a predicare buoni sentimenti, solidarietà e basta! Oggi per seguirlo Lui ci ha indicato la strada:

= Attenersi ai Comandamenti;

= Conoscere la Sua dottrina, fissata nella Scrittura e nella Tradizione (chi prende in mano oggi il Catechismo di sempre, o almeno il suo Compendio, e non le sue attuali adulterazioni?);

= Accedere degnamente ai Sacramenti, nei quali Egli si è impegnato ad operare con il Suo potere divino (Grazia), riparatore dei nostri errori (peccati);

= Seguire la Chiesa come Egli l’ha consegnata alla storia dell’umanità e non nelle sue deviazioni odierne. La Chiesa, tutta intera con tutta la sua Tradizione e non solo quella di oggi!

= Affidarci all’intercessione della Vergine Maria che, come prima redenta (Immacolata Concezione) ha ricevuto, in anticipo, ciò che noi siamo chiamati a ricevere attraverso il tempo, mediante i Sacramenti.

= In questo anno a lui dedicato, siamo invitati in modo particolare, ad affidarci anche a san Giuseppe, suo sposo, protettore della santa Chiesa.

Sia questa la “normalità” del “tempo ordinario” della nostra vita quotidiana.

Bologna, 24 gennio 2021

 

Alberto Strumia, sacerdote, teologo, già docente ordinario di fisica-matematica presso le università di Bologna e Bari. 

fonte: albertostrumia.it

 

 

Facebook Comments
Print Friendly, PDF & Email