Padre Martin benedice una coppia omosessuale (NYT)
Padre Martin benedice una coppia omosessuale (NYT)

 

 

di John M. Grondelski

 

Il gioco delle tre carte è un gioco di prestigio in cui, apparentemente, un oggetto viene nascosto sotto uno dei tre gusci di conchiglia che vengono poi ruotati rapidamente, e il giocatore deve indovinare sotto quale guscio si trova l’oggetto. In realtà, si tratta solitamente di un gioco di prestigio che va anche sotto il nome di “bait-and-switch” (esca e cambio).

Non diversamente da padre James Martin, S.J., che esorta i cattolici degli Stati Uniti a celebrare giugno come il mese dell’“orgoglio”. [qui]

Il collegamento mi è venuto in mente ieri sulla metropolitana di Washington. DC sta attualmente ospitando il “WorldPride 2025” e, nonostante la nuova amministrazione alla Casa Bianca, il governo locale – compresa la Washington Metro Area Transportation Authority che gestisce la metropolitana – non è cambiato.

C’era un poster arcobaleno su una piattaforma, con lo slogan “viaggiamo tutti insieme!”.

Beh, è vero. Il che ci porta alla domanda successiva: che cosa c’entra questo con l’“orientamento sessuale”?

I distributori automatici non ti chiedono dove ti collochi nello spettro “LGBTTIQQ2SA+”. Non è una domanda che si trova nei moduli per richiedere gli abbonamenti ai mezzi pubblici. La polizia della metropolitana, se presente, non effettua controlli. Per quanto ne so, non effettua sondaggi sulla soddisfazione dei passeggeri in base a tale spettro. Quindi, a parte un non sequitur, dato che “viaggiamo tutti insieme”, a chi importa della tua “sessualità”? Che cosa c’entra questo con il prezzo di un biglietto di sola andata senza sconto?

Assolutamente nulla.

La metropolitana non si sente in dovere di affiggere un manifesto in ottobre, “Mese dell’eredità polacca”, con le sagome di Tadeusz Kościuszko e Kazimierz Pulaski, annunciando “viaggiamo tutti insieme!”. Potrebbe anche essere appropriato, dato che questa settimana è scoppiata una polemica sul progetto della Marina militare statunitense di rinominare una nave intitolata all’attivista omosessuale californiano Harvey Milk. Pulaski, dopotutto, era uno straniero (e sappiamo tutti quanto i “mega-MAGA xenofobi” detestino gli stranieri) che morì in battaglia per l’indipendenza americana. Forse quella “comunità” non si sente inclusa?

Ma a nessuno importa di questo polacco-americano che viaggia con loro sulla Silver Line per Largo al mattino. Allora perché è così importante per la WMATA dirci che in carrozza ci sono orientamenti sessuali “diversi”?

Non lo è, a meno che non si voglia promuovere un’agenda. Non ha nulla a che vedere con la missione della Metro: portare tutti, indipendentemente da chi vanno a letto, dal punto A al punto B in sicurezza.

È un gioco delle tre carte, inteso a collegare qualcosa di non controverso – “viaggiamo tutti insieme” – a un programma di politica sociale controverso (e a fingere che non ci sia alcuna controversia al riguardo).

Lo stesso vale per l’inno di padre Martin al mese dell’Orgoglio.

Padre Martin dice che i cattolici dovrebbero “celebrare l’Orgoglio” perché le persone omosessuali sono “figli amati di Dio”. È particolarmente importante che i cattolici lo facciano perché «gran parte del rifiuto che le persone LGBTQ hanno subito è stato motivato dal cristianesimo, almeno da ciò che molte persone pensano che il cristianesimo insegni» (enfasi aggiunta). Senza dubbio Martin pensa che si tratti di un insegnamento sessuale di disprezzo, il cui rimedio è «celebrare il mese dell’Orgoglio e ricordare ai nostri amici LGBTQ che sono i benvenuti in quella che, dopotutto, è anche la loro chiesa».

Come lo slogan della Metro «viaggiamo tutti insieme», questo argomento non regge, ma è un ottimo gioco delle tre carte.

Sì, siamo tutti «figli amati di Dio» per i quali la Chiesa è anche la «nostra chiesa». Sì, le persone omosessuali, come qualsiasi altra persona, hanno diritto al rispetto e alla sicurezza. Sì, la Chiesa ha insegnato che tutte le persone hanno diritto al rispetto e alla sicurezza.

Ma Martin vuole usare il “rispetto” per introdurre non il rispetto per le persone, ma per azioni e stili di vita che, indipendentemente da ciò che alcuni gesuiti pensano che il cristianesimo non insegni, invece insegna. Data la formazione filosofica approfondita che i gesuiti ricevono come parte della loro formazione, James Martin non può non sapere che sta facendo dei salti logici che non sono necessariamente impliciti nell’argomentazione. Forse vorrebbe che lo facessero, ma, come mi diceva mia madre, «desiderare non basta».

Come la metropolitana, la Chiesa è aperta a tutti, indipendentemente dall’orientamento sessuale. Questa è la sua missione. E, nella misura in cui alcuni potrebbero pensare che non sia così, deve correggere questa percezione.

Ma la missione della Chiesa non è quella di accompagnare azioni, stili di vita e/o scelte. Questo vale in generale, e non solo in relazione all’etica sessuale della Chiesa. In questo senso, Papa Francesco aveva ragione: la Chiesa è un “ospedale”. Il suo messaggio è: “Io non sto bene, tu non stai bene, ma possiamo stare bene in Cristo”. E ciò che significa “stare bene in Cristo” è ciò che la Chiesa ha il compito di insegnare con autorità… e ha fatto.

La Chiesa sulla terra non ha altri membri se non pazienti in via di guarigione, perché – a parte Gesù e Maria – ogni essere umano è moralmente malato. Ciò significa che la Chiesa deve dispensare i suoi rimedi, il primo dei quali per tutti è la conversione, la metanoia, il cambiamento dei propri modi di agire, letteralmente, del «modo di pensare» alle cose.

Ma ciò che James Martin vuole è che la Chiesa cambi, che adatti le sue terapie alle sue preferenze (che egli vuole dichiarare come quelle di Cristo). È come dire a una persona con predisposizione al cancro: «Dovresti discernere se continuare o meno a fumare due pacchetti al giorno, ma, dopo aver discernito, “chi sono io per giudicare?”».

Confondere le idee per introdurre di nascosto i propri programmi non è solo un ragionamento illogico. È un gioco delle tre carte.

 


Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realtà. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicità che riceve e non richiede abbonamenti. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 


Le opinioni espresse in questo articolo o video sono dell’autore e non riflettono necessariamente quelle del responsabile di questo blog. I contributi pubblicati su questo blog, ritenuti degni di rilievo, hanno il solo ed unico scopo di alimentare un dibattito culturale, di far riflettere e di approfondire lo sguardo sulla realtà. Il blog non ha scopo di lucro e rifiuta le proposte di pubblicità che riceve e non richiede abbonamenti. Qualora gli autori degli articoli che vengono qui rilanciati non avessero piacere della pubblicazione, non hanno che da segnalarmelo. Gli articoli verranno immediatamente cancellati.


 

Sostieni il Blog di Sabino Paciolla

 






 

 

Facebook Comments