Rilancio un articolo del prof. Leonardo Lugaresi apparso sul suo blog

 

Statua del Satanic Temple
Statua del Satanic Temple

 

Leggo che negli Stati Uniti si stanno avanzando proposte di legge che, se approvate, renderebbero non punibile l’uccisione dei bambini non solo fino al momento della nascita – come già in qualche stato avviene – ma anche dopo la nascita. Qui un articolo (che riprendo dalla pagina Fb di Roberto Buffagni), che spiega la questione relativamente a una proposta di legge del Maryland, ma credo ce ne sia una analoga in California (e forse altre ne spunteranno, perché queste cose non sono mai “casuali”): vedi qui

Il diavolo odia i bambini. Non c’è cosa al mondo che gli ripugni di più. Infatti non ha figli. Contrariamente a Dio, che è Padre, Satana è un single, senza famiglia e senza prole. Per quanto scimmiotti l’azione divina – così efficacemente, almeno in apparenza, che molti ci cascano – la paternità gli è preclusa. Dovessi spiegare a un bambino, in due parole, la differenza tra Dio e il diavolo direi proprio questo: Uno ha figli, l’altro no.

Odiandoli più di ogni altra cosa, fa di tutto per farli morire. Se possibile prima che nascano, quando ancora “non si vedono”. E su questo ha ormai vinto la partita, perché al mondo quasi tutti sono convinti che l’aborto non sia quella cosa che è: la prima opera satanica nel mondo. La minoranza che ancora lo sa è emarginata, intimidita, talvolta persino criminalizzata se si azzarda a dirlo in pubblico.

Però, nonostante i milioni di aborti che si fanno, di bambini ne nascono ancora troppi (il numero ideale, per il diavolo, sarebbe zero). Molti vengono fatti morire quasi subito per denutrizione, malattie da povertà, guerre. Non basta. Ora si tratta di farne morire altri “in età perinatale”. Con questa espressione così pulita e colta (da camice bianco) si introduce un’idea che è del tutto logica. Il diavolo, infatti, come noi abbiamo imparato da Dante, è “loico”, e chi non ne tiene conto è un coglione (vedi qui). Se si può uccidere un bambino un minuto prima che nasca, perché non si può farlo un minuto dopo? Che cosa cambia? Il bambino è lo stesso, poco conta dove si trovi e che fuori dall’utero respiri da solo: per bere e mangiare è dipendente come prima, quindi basta lasciarlo a se stesso e muore. Con questa logica, ferrea, se è lecito lasciarlo morire a poche ore o pochi giorni dalla nascita è lecito farlo anche dopo, finché non è autonomo. (Ma poi, siccome nessuno è autonomo, la stessa logica portata al suo estremo conduce dritti dritti a riconoscere che ha diritto alla vita solo chi è abbastanza forte da pretenderlo).

Nella sua infinita tristezza, il Ribelle non ha che questo: far morire i bambini. E, se non riesce a farli morire, tormentarli, violarne l’innocenza, sporcarli, farli diventare cattivi adulti …

Guerra persa, la sua, perché in realtà non muore nessuno (tranne chi si consegna a lui). Non muore nessuno perchè Dio, Padre e Signore della vita, fa vivere tutti: tutti vivono, eternamente, nella sua Vita Amorosa (si chiama Trinità). Un posto pieno di bambini.

 

 

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